Standard universale per le certificazioni

SECONDO MARIA CHIARA FERRARESE, vicedirettrice di Csqa Certificazioni, esperta di agroalimentare e dei sistemi di certificazione applicabili al settore, nonché docente al Master in Qualità e sicurezza alimentare dell’Università di Padova, "il sistema dei prodotti di qualità italiani non può prescindere dall’affrontare la sfida della sostenibilità", che implica la definizione di una nuova qualità dei prodotti, in grado di recepire la domanda di minor impatto ambientale. "L’attuale sistema agroalimentare italiano è un modello di successo – spiega Ferrarese – ma è diventato estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici, che obbligano, nel medio termine, a ripensare i sistemi agricoli (ad esempio, nella progettazione di varietà più resilienti e di nuove tecniche di coltivazione e difesa)".

E aggiunge: "Si fa strada, inoltre, una nuova sensibilità, da parte dei consumatori, rispetto a temi come il risparmio di suolo ed energia, i consumi di antibiotici e fitofarmaci, il benessere animale, la biosicurezza, la gestione dei lavoratori, la tutela del territorio e i rapporti con la comunità. Il problema principale, legato alla realizzazione di modelli di sostenibilità, è rappresentato dalla mancanza di una sensibilità collettiva: il che si traduce, inevitabilmente, nell’assenza di una strategia collettiva. Proprio l’esistenza di molteplici approcci alla sostenibilità finisce per risultare inefficiente: incapace, cioè, di garantire, anche a livello internazionale, uno standard riconosciuto e certificabile. È tuttavia in continuo aumento la richiesta di dimostrare la sostenibilità di prodotti, aziende e territori in modo oggettivo, verificabile anche attraverso lo strumento della certificazione che, da tanti anni, è utilizzato per attestare la qualità dei prodotti italiani".

Certificare la sostenibilità rappresenta un fattore di competitività fondamentale per le imprese del nostro Paese: è un’opportunità per penetrare in nuovi mercati, mantenere i mercati attuali, attribuire valore aggiunto alle produzioni. In questo scenario, il sistema agroalimentare dovrebbe dotarsi di una strategia sulla sostenibilità che preveda di intervenire sui temi più caldi con una visione comune. Un modello armonico, universale e comprensibile da tutti, capace di raccontare la qualità italiana, eccellenza che tutto il mondo ci invidia.

Maddalena De Franchis

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