Reti più efficienti e punti di ricarica. La green mobility trasforma le città

FONDATA NEL 1967 dal padre, Giovanni Sessa, con sede a Salerno, oggi la Cicalese impianti, grazie al tandem col il...

FONDATA NEL 1967 dal padre, Giovanni Sessa, con sede a Salerno, oggi la Cicalese impianti, grazie al tandem col il figlio, Pasquale Sessa (nella foto), guarda al futuro. Giovane ingegnere gestionale, Pasquale Sessa, classe 1986, vicepresidente nazionale di Confindustria giovani, con delega a infrastrutture e mobilità sostenibile, punta a portare energia pulita in tutta Italia, e anche a superare i confini del Bel Paese. La sua è una società che opera sia nell’impiantistica, con commesse pubbliche nella riqualificazione di edifici pubblici, ospedali, impianti sportivi, sia nella posa di colonnine di ricarica. "Abbiamo una sede operativa a Torino e stiamo valutando di aprirne un’altra in Lombardia. Oggi il 40% del nostro fatturato viene fatto con lavori nel nord Italia, anche se io sono certo che il sud Italia abbia il vero potenziale per crescere", dice Sessa. "Dalla pandemia ci siamo resi conto che volevamo crescere aumentando il nostro know-how, diventando un punto di riferimento nel settore dell’energia", racconta Pasquale Sessa. Per questo la società, che chiuderà il 2023 con un fatturato di 36 milioni di euro e che impiega 70, fra ingegneri, operai e amministrativi, si occupa di impiantistica sia per grandi complessi residenziali, commerciali e civili, come gli ospedali, sia industriali.

La società è particolarmente votata alle soluzioni più innovative per la sostenibilità e si è certificata per poter affrontare al meglio il mercato. L’installazione di efficienti sistemi di distribuzione energetica nei grandi complessi rappresenta un fattore essenziale nella strategia di contenimento dei consumi, ma anche si sostenibilità ambientale. Dall’ingresso di Pasquale Sessa in azienda, sono passati 12 anni, nei quali la società è molto cambiata. Ora opera nel campo della costruzione e installazione di infrastrutture di distribuzione energetica e impianti di rifornimento per mobilità elettrica. L’azienda realizza impianti di ricarica mobilità elettrica, le cosiddette colonnine. "Abbiamo lavoro per i prossimi due anni, perché abbiamo vinto commesse pubbliche per 80 milioni di euro e stiamo acquisendo know-how su tutte le forme di energia pulita esistenti", racconta Sessa. Un esempio? La sua società ha vinto un bando pubblico per un progetto importante di riqualificazione di treni e autobus in Campania, con l’idrogeno. Cicalese Impianti è inoltre attiva nei progetti di cold ironing: il nuovo sistema di infrastrutturazione portuale dedicato alla distribuzione di energia alle imbarcazioni, anche di grandi dimensioni, nei porti commerciali, ma anche nei laghi.

"Vogliamo posizionarci anche in quel settore, sia per i battelli dedicati ai turisti, che per le navi commerciali". Il cold ironing permette alle navi di svolgere le operazioni in porto senza ricorrere all’energia generata dai motori di bordo e quindi di abbattere considerevolmente le emissioni in quelle fasi. "Abbiamo vinto recentemente un bando per il monitoraggio dei ponti per il rischio sismico, con particolari sensori", racconta Sessa. Innovazione tecnologica e sostenibilità sono le due parole chiave per la società che guida con il padre, ma anche trasparenza. "Abbiamo la certificazione anticorruzione e presto ci accrediteremo per la Legge 231, definendo in maniera chiara l’organico e quindi le responsabilità, ma ci siamo anche dotati di un codice etico", dice Sessa. Un tema, questo, fondamentale, tanto più quando si lavora con commesse pubbliche. Trasparenza e sostenibilità significano anche attenzione alle pari opportunità: "Oggi lavorano con noi 10 donne, il che nel nostro settore non è affatto scontato", continua l’imprenditore. In primo piano anche l’attenzione per la mobilità sostenibile. "I 713 milioni di euro previsti dal PNRR per l’installazione di colonnine per l’alimentazione di auto elettriche rappresentano un’occasione imperdibile sia per avviare una rivoluzione del trasporto di persone e merci all’insegna della sostenibilità sia per sviluppare una filiera tecnologica e industriale in un settore fondamentale per il futuro del Paese. Il bando del Governo per la realizzazione di reti e punti di ricarica ha raccolto un significativo successo per la parte riguardante i progetti da realizzare nelle aree urbane, al contrario di quelli destinati alle superstrade, per le quali si è registrato uno scarsissimo interesse. Le colonnine di ricarica, oggi, sono una realtà in molte aree urbane e in alcune di esse è possibile contare su una discreta capillarità. Ma la mobilità elettrica non può essere limitata al trasporto privato su scala cittadina.

È necessaria una dimensione sistemica che comprenda sì gli spostamenti a breve raggio e la logistica dell’ultimo miglio, ma è altrettanto indispensabile una dimensione nazionale che parta dai distretti viari ad alta percorrenza, come superstrade e tangenziali, e da lì si diffonda su tutto il territorio. La rete di alimentazione per la mobilità elettrica deve essere un’infrastruttura strategica per l’intero paese e quindi innervare tutto il sistema stradale italiano. In caso contrario, non solo perderemmo una delle principali sfide della sostenibilità, ma mancheremmo l’occasione di cogliere uno straordinario volano di sviluppo tecnologico e industriale. La mobilità sostenibile, uno dei pilastri della transizione green, è indubbiamente il futuro".

Il futuro, però, va progettato e costruito con investimenti, ricerca e scelte sia pubbliche, che private. "C’è l’internazionalizzazione – conclude -, ma anche la possibilità di cogliere altri driver, come lo sviluppo delle comunica energetiche, soprattutto nel sud Italia. Attendiamo i prossimi passi applicativi delle norme. Sono convinto che occorra sempre più specializzarsi e oggi abbiamo i tecnici e le strutture per dire la nostra in materia di energia".

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