Giovedì 11 Aprile 2024

Pasta protagonista. Il cibo più amato dagli italiani è il più tutelato

SICUREZZA ALIMENTARE e qualità sono fondamentali tanto più quando si parla di pasta. Gli italiani la amano e sempre più...

Pasta protagonista. Il cibo più amato dagli italiani è il più tutelato

Pasta protagonista. Il cibo più amato dagli italiani è il più tutelato

SICUREZZA ALIMENTARE e qualità sono fondamentali tanto più quando si parla di pasta. Gli italiani la amano e sempre più anche il resto del mondo, che vede nella pasta il comfort food per eccellenza, legandolo allo stile di vita italiano. Per questo nel corso di PestMed ci sarà spazio per parlare anche della pasta italiana e della garanzia di un cibo sano che proviene dalla assoluta garanzia di igiene del processo industriale. Luigi Cristiano Laurenza (nella foto a destra), segretario generale dell’Unione Italiana pastai, Unionfood lo conferma. "I clienti sono sempre più attenti alla qualità alimentare e per noi la sicurezza è un prerequisito - sostiene - Per questo lavoriamo affinché i produttori di pasta abbiano corrette informazioni sulla migliore sanificazione dei locali di produzione, ma anche su quelli di stoccaggio. Molto spesso, infatti, alcune infestazioni di insetti si verificano a scaffale, perché gli ambienti non sono puliti correttamente". È proprio così, può capitare che un pacco di pasta non conservato bene, possa far prolificare piccoli insetti. È quindi fondamentale che ogni ambiente sia sanificato. Da quello di stoccaggio delle materie prime, per lo più grano duro e quindi semola, quello di lavorazione, spazi industriali, a quello di stoccaggio del prodotto finito e quindi di vendita, tipicamente negozi di vicinato e scaffali della grande distribuzione.

Unionfood rappresenta l’80% dei produttori di pasta in Italia, dai grandi marchi industriali, ai piccoli artigiani. Per tutti valgono le stesse regole: salubrità, igiene, sicurezza alimentare. Oltre ai regolamenti europei, ci sono norme italiane, oltre al buon senso, naturalmente. Il grano duro che si utilizza per produrre i formati di pasta più amati dai consumatori è per il 60% italiano, mentre per il 40% circa arriva prevalentemente da Nord America, Canada, Francia, qualcosa anche dal Nord Africa. "Per noi è molto importante anche spiegare adeguatamente come conservare la pasta in casa. Sempre in ambienti asciutti, al buio, quindi dentro alle credenze, pulite e a temperatura ambiente costane". Qualche problema in più per la pasta può esserci nei mesi estivi, quando le temperature sono fuori controllo e si possono moltiplicare piccoli insetti, come i punteruoli, che penetrano dall’esterno e che, a contatto con la pasta possono dar vita ad una colonia infestante. Lo stesso vale anche per le farine, che vanno sempre conservate in luoghi asciutti, al buio possibilmente e a temperatura ambiente costante.

Ogni anno in Italia vengono consumati 40 miliardi di piatti di pasta, si tratta di circa 4 milioni di tonnellate di grano duro trasformato, con lavorazioni sicure e industriali, appunto, nei vari formati di pasta della tradizione italiana. il giro d’affari supera i 7 miliardi di euro. Per questo igiene, sicurezza alimentare e qualità sono fondamentali per l’intero settore, che ha deciso di essere presente alla fiera di Bologna dedicata al Pest Management. Il quartiere fieristico ospiterà questo importante evento il 28, 29 febbraio e il primo marzo e anche l’unione pastai sarà presente in alcune tavole rotonde, portando il punto di vista dei produttori, ma anche dando semplici regole di conservazione e di uso di uno degli alimenti italiani più noti nel mondo e fondamentale nella dieta mediterranea. In una tavola rotonda in programma giovedì 29 febbraio dal titolo "L’industria pastaria: sistemi di prevenzione e disinfestazione" si parlerà in dettaglio di tutti questi temi, veramente importanti per il consumatore finale. Oltre a Luigi Cristiano Laurenza, Segretario generale dell’Unione Italiana pastai sono previsti gli interventi di Luigi Pelliccia, di Federalimentare, Luciano Suss e Sara Salvoldelli, dell’Università di Milano e Sergio di Gennaro, Responsabile qualità del Pastificio Lucio Garofalo.

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