Odra passa al Via. Il parco eolico galleggiante ora è più vicino

DALLA TEORIA ALLA PRATICA, passando dal "Via". È stata avviata la procedura di Valutazione di impatto ambientale per Odra, il...

Odra passa al Via. Il parco eolico galleggiante ora è più vicino
Odra passa al Via. Il parco eolico galleggiante ora è più vicino

DALLA TEORIA ALLA PRATICA, passando dal "Via". È stata avviata la procedura di Valutazione di impatto ambientale per Odra, il parco eolico offshore galleggiante che la partnership tra Renantis e BlueFloat Energy intende realizzare al largo della costa meridionale della Puglia, davanti alla provincia di Lecce. Dopo oltre un anno di studi e ricerche, è stato inviato al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e a quello della Cultura (Mic) lo studio di impatto ambientale, cioè l’insieme dei documenti che descrivono in dettaglio l’ipotesi progettuale elaborata e che saranno resi disponibili nelle prossime settimane dagli stessi ministeri per la consultazione da parte di tutti i soggetti interessati. Un progetto complesso, che prevede la collocazione di 90 aerogeneratori galleggianti per una capacità installata massima prevista di oltre 1.300 MegaWatt e una produzione attesa di circa 4 miliardi di Kwh all’anno – equivalente al consumo di oltre un milione di famiglie italiane – per poter così evitare l’immissione in atmosfera di più di 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.

L’investimento complessivo per la costruzione e lo sviluppo di Odra è stimato in oltre 4 miliardi di euro. Il parco eolico offshore galleggiante è stato progettato per massimizzare la produzione di energia dalla risorsa eolica in mare aperto, dove è più abbondante e stabile che a terra. "Odra", inoltre, occuperà meno suolo rispetto a un impianto eolico tradizionale a terra, e limitatamente ai lavori di connessione alla rete elettrica nazionale. La tecnologia offshore galleggiante consente un impatto meno invasivo sul fondale marino rispetto alle infrastrutture a fondo fisso. E contribuisce alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico nazionale e al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Diversi i benefici legati all’utilizzo di questa tecnologia, a partire dalla crescita dell’economia locale e dello sviluppo industriale: i requisiti per un impianto eolico offshore galleggiante in termini di materie prime pesanti (cemento, acciaio) rappresentano un’opportunità per la catena logistica locale, con un enorme potenziale di crescita infrastrutturale ed industriale del sistema Paese.

Sul fronte occupazionale si stimano 1.500 posti di lavoro diretti medi per le fasi di produzione, assemblaggio e costruzione del parco, con picchi fino a 4.000 durante i periodi di massima attività e più di 150 posti di lavoro permanenti (di cui circa l’80% da risorse locali) stimati per l’intera operatività del parco eolico, ossia trent’anni. La Partnership Renantis-Bluefloat continuerà a lavorare su ulteriori opportunità di sviluppo economico locale, confrontandosi con i territori, gli stakeholder, gli esponenti delle industrie locali, le aree portuali nonché con le associazioni di pesca, dove è già in corso un dialogo costante e ricco di spunti per l’attuazione di iniziative a favore del territorio. "La presentazione dello studio di impatto ambientale è un altro importante passo avanti nell’iter autorizzativo iniziato nel 2021, anno in cui la partnership ha avviato la fase volontaria di scoping aprendo il progetto alle osservazioni degli enti locali, delle associazioni e di altri stakeholder regionali e nazionali, nell’ambito di un continuo processo di ascolto e dialogo con le parti interessate al fine di presentare le proposte progettuali, farne comprendere le caratteristiche distintive e sondare le reali percezioni, mappando eventuali criticità e punti di forza", spiegano a Renantis-BlueFloat Energy. Sottolineando come questo abbia contribuito a dare forma ad un progetto più in sintonia con le richieste delle comunità locali e abbia portato a miglioramenti, come l’aumento del 30 per cento della distanza dalla costa rispetto a quanto inizialmente previsto, e la riduzione del numero di turbine nelle prime file.

"I mesi che hanno preceduto la finalizzazione dello studio di impatto ambientale – racconta Ksenia Balanda (nella foto), direttore generale di Renantis-BlueFloat Energy partnership per l’Italia – ci hanno permesso di ottimizzare il progetto attraverso una serie di campagne ambientali e ingegneristiche dedicate, sia a terra che in mare aperto. Il risultato è un progetto ottimale da un punto di vista tecnico, ambientalmente sostenibile e di forte contributo alla crescita dell’economia locale. Per raggiungere l’obiettivo della prima produzione di energia entro la fine del decennio, continueremo a perfezionare tutti gli aspetti legati alla costruzione e all’esercizio del nostro parco eolico, assicurando fin d’ora le migliori soluzioni possibili. Manterremo il focus sui territori, dando priorità al coinvolgimento delle risorse e delle competenze locali, mettendo al centro il dialogo continuo con le istituzioni e le comunità. È grazie a queste interazioni che siamo stati in grado di ottimizzare il progetto, ed è con questo approccio collaborativo che intendiamo procedere puntando alla piena integrazione del parco eolico nel territorio del Basso Salento che ci ospita".

Calabria, Puglia e Sardegna, grazie alla potenza del vento e alla conformazione dei loro fondali, si confermano vincenti per l’eolico marino galleggiante. È in queste regioni dove la partnership ha proposto la realizzazione di 6 parchi eolici marini: Odra Energia e Kailia Energia saranno posizionati al largo delle coste pugliesi, Tibula Energia, Nora 1 e Nora due si svilupperanno al largo delle coste della Sardegna, mentre Minervia Energia al largo delle coste della città di Catanzaro.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro