Giovedì 18 Aprile 2024

Dopo lo spazio e la casa di Ötzi. Angelantoni si fa avanti in Borsa

QUANDO TRENT’ANNI FA si parlava delle prime imprese proiettate nel futuro Angelantoni Industrie, leader mondiale nell’ingegneria del freddo e nelle...

Dopo lo spazio e la casa di Ötzi. Angelantoni si fa avanti in Borsa

Dopo lo spazio e la casa di Ötzi. Angelantoni si fa avanti in Borsa

QUANDO TRENT’ANNI FA si parlava delle prime imprese proiettate nel futuro Angelantoni Industrie, leader mondiale nell’ingegneria del freddo e nelle prove ambientali simulate, era già salita sulla macchina del tempo. Definirla un’azienda visionaria è poco. Perché il Gruppo di Massa Martana ha sfidato più volte il tempo e lo spazio anticipando le esigenze di un mondo che mai come ora deve rispondere alle regole della globalizzazione e del produrre sostenibile. E adesso per raccontare la sua “impresa“, l’azienda umbra ha inaugurato addirittura un museo. Vi si possono ammirare i primi prototipi usati dai fondatori, ai render delle ultime invenzioni. Le pagine scritte dal Gruppo sono tante: cent’anni trascorsi ad inventare frigoriferi, robot per lo stoccaggio del sangue, ma anche simulatori spaziali e teche da museo per conservare reperti coma la “cassaforte climatica“ progettata per la mummia Ötzi.

Come mai un museo?

"Questa struttura – spiega Gianluigi Angelantoni (nella foto sopra), presidente del Gruppo - intende valorizzare la creatività, l’ingegno, l’intuito che hanno caratterizzato fin dall’inizio la storia di Giuseppe Angelantoni e dell’azienda e trasmettere questo patrimonio ai visitatori in maniera tangibile ripercorrendo quasi un secolo di imprese e di successi. "Solo chi ha grandi ricordi ha grandi speranze" è infatti lo slogan che abbiamo scelto per accogliere i turisti e che ben sintetizza lo spirito del Museo e della nostra azienda".

Ripercorriamo allora le tappe dell’azienda...

"Il gruppo nasce e si sviluppa come impresa familiare, a partire dal capostipite Giuseppe Angelantoni nel 1932. Umbro, di Massa Martana, provincia di Perugia, a Milano fonda la società Frigoriferi Angelantoni, all’inizio una piccola azienda di riparazioni dei primi elettrodomestici del freddo. Più che un’azienda vera e propria lo stabilimento, se proprio vogliamo chiamarlo così, era composto dalla sua motocicletta e dagli arnesi che portava sempre con sé. Quella moto e quegli arnesi sono stati sistemati all’ingresso del museo, a segnare l’inizio di un incredibile viaggio. All’immediato dopoguerra risalgono le prime soluzioni esclusive e i relativi brevetti, come il primo compressore frigorifero a doppio stadio del 1949, esposto nel Museo insieme ad altri compressori frigoriferi. Di questo periodo troviamo anche alcuni frigoriferi commerciali del 1948 (in legno), del 1953 (in formica) e un banco bar del 1952, in acciaio inox e legno, perfettamente conservato ed ancora funzionante".

Dai frigoriferi ai simulatori spaziali, fino al campo biomedico: come sono nati questi filoni?

"Nel 1968 Giuseppe fu attratto dalla possibilità di creare valore per la sua terra e volle trasferire la sua attività da Milano a Massa Martana, dove riteneva esserci buona manodopera e ingegno. Iniziò un graduale trasferimento dell’azienda. In questo periodo furono sviluppati altri settori di attività, come le camere per prove ambientali simulate, con la prima camera climatica Angelantoni, che abbina al freddo il caldo e il controllo dell’umidità, venduta nel 1952 al Centro della Motorizzazione di Roma per testare le targhe delle automobili. Di questo periodo troviamo nel Museo una camera temperatura-vuoto del 1952, oltre ad altre camere climatiche più recenti. Nel 1961 invece un altro primato. Nell’ambito della refrigerazione, viene presentata alla Fiera di Milano la prima apparecchiatura in Europa in grado di scendere sotto a -100°C con compressori tradizionali. Si trattava di un congelatore a tre stadi per conservazione di materiale biologico, capace di raggiungere i -104°C. Di questi “congelatori“ è esposto un modello a -80°C del 1975, precursore degli attuali ultra-freezer realizzati per conservare i vaccini anti-Covid! E poi un crescendo di soluzioni innovative sia nel settore delle prove ambientali simulate che in quello delle scienze della vita. È del 1988 il primo simulatore spaziale per prove su satelliti, e in questo ambito oggi l’azienda del gruppo, Angelantoni Test Technologies è leader del mercato e partner dei più prestigiosi Centri di ricerca spaziale a livello mondiale. Alcuni poster e gigantografie illustrano le più interessanti realizzazioni nel campo aerospaziale, come pure nel settore automotive, specie per le prove su batterie dei veicoli elettrici".

Il vostro nome è legato anche a Ötzi: sfida complessa?

"Per Ötzi abbiamo costruito una cassaforte climatica commissionata dal Museo dell’Alto Adige di Bolzano per preservare e contenere la ’Mummia del Similaun’: una delle sfide tecnologiche più complesse mai affrontate dalla nostra azienda".

In che aree geografiche del globo opera il Gruppo?

"Angelantoni Industrie è nel mercato internazionale con presenze dirette in Francia, Germania, India e Cina e anche con aziende diversificate come Kenosistec (sistemi per la deposizione di film sottili con tecnica PVD), Turboalgor (soluzioni per il recupero di energia negli impianti frigoriferi industriali) e Archimede Solar Energy (tubi ricevitori per solare termodinamico a concentrazione). Di questo progetto, partito nel 2003 sotto la guida del Premio Nobel, professore Carlo Rubbia, è esposto nel Museo un modello di concentratore solare".

Angelantoni Industrie è arrivata nello spazio: quale altra tappa l’attende?

"Nel 2026 c’è l’obiettivo di approdare in Borsa con un fatturato da cento milioni, e con la quotazione avere le risorse per un’acquisizione negli Usa".

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