Sabato 18 Maggio 2024

Dexelance, scommette sull’export: "Verso nuove acquisizioni"

DESIGN, EXCELLENCE ed elegance sintetizzate in Dexelance. Il nuovo nome che caratterizza il rebranding del gruppo Italian Design Brands. E...

Dexelance, scommette sull’export: "Verso nuove acquisizioni"

Dexelance, scommette sull’export: "Verso nuove acquisizioni"

DESIGN, EXCELLENCE ed elegance sintetizzate in Dexelance. Il nuovo nome che caratterizza il rebranding del gruppo Italian Design Brands. E soprattutto un nuovo inizio nel segno del design d’eccellenza, della creatività, dell’artigianalità, dell’imprenditorialità e della bellezza senza tempo. Il nuovo brand e la nuova identità, ideati per evidenziare il nuovo posizionamento del gruppo e sottolinearne il respiro sempre più internazionale, sono stati presentati lo scorso 21 marzo alla Triennale di Milano da Andrea Sasso e Giorgio Gobbi, rispettivamente Chairman & Ceo e managing Director di Dexelance, e da Giovanni Tamburi, fondatore, presidente e ad di Tamburi Investment Partners. "Dexelance – spiegano Sasso e Gobbi - è la naturale evoluzione del progetto Italian Design Brands, in quanto lo rende ancora più identificativo di un campione nazionale indiscusso nel design, nell’illuminazione e nell’arredamento di alta qualità, capace di connettere e aggregare le migliori e più dinamiche aziende del settore in termini di eccellenza dei rispettivi prodotti". Forte dell’importante traguardo raggiunto a maggio 2023 con la quotazione su Euronext Milan e dell’ingresso – con un peso e un ruolo di grande rilievo – di un investitore come Tamburi Investment Partners, Dexelance è già un protagonista nel mercato dell’alto di gamma. "Il Core High-End Design Furnishing market – proseguono il Ceo e il managing Director di Dexelance – ha un valore a livello mondiale di circa 47 miliardi di euro, di cui circa il 25% è prodotto da aziende italiane, spesso di piccole dimensioni. In questo mercato Dexelance, con ricavi che nel 2023 sono aumentati del 16,6% a quasi 311 milioni, vuole continuare a crescere e svilupparsi, sia in modo organico che per acquisizioni come abbiamo fatto, con circa un’operazione all’anno, dalla fondazione del gruppo nel 2015".

Che cos’è esattamente Dexelance?

"Definirci semplicemente come una holding di partecipazioni sarebbe riduttivo e non in linea con quello che fin dall’inizio abbiamo voluto essere: un acceleratore della crescita delle aziende che vengono aggregate. Dal 2015, del resto, il mercato dell’arredamento d’alta gamma ha registrato una crescita media del 4/5% all’anno. Nello stesso arco temporale, Italian Design Brands è cresciuta, in modo organico, del 10% circa, quindi il doppio. E in tripla cifra tenendo conto dell’apporto delle acquisizioni. Oggi Dexelance è formata da 11 imprenditori/Ceo con le loro aziende e i loro 14 brand, tutti italiani, ma si proietta al futuro e verso l’estero per integrarne le gamme con progetti complementari, aggregando altre aziende eccellenti, sia nelle aree strategiche già presidiate, sia in altri segmenti, per porsi come interlocutore privilegiato della clientela di alta gamma del settore, in tutto il mondo".

Quali sono le aree geografiche alle quali guardate con maggiore interesse per nuove aggregazioni?

"Per la distribuzione, Dexelance può contare già oggi su oltre 4.500 retail partners in tutte le più prestigiose location internazionali. Circa il 75% dei ricavi deriva dall’export con il 26/27% del fatturato realizzato in Europa e il 21% negli Stati Uniti. Siamo già operativi con filiali in Cina, nel Regno Unito e negli Usa dove, pensiamo in particolare al mercato nordamericano, potranno emergere interessanti opportunità. Allo stesso modo, sempre per eventuali aggregazioni internazionali, guardiamo anche al mercato scandinavo e a quello spagnolo".

Quali sono invece le strategie di crescita per linee esterne tenendo conto non delle aree geografiche ma dei segmenti di mercato?

"La maggioranza delle aziende che fanno parte del gruppo operano nel settore dell’arredamento per interni ed esterni. Gli altri tre segmenti di mercato in cui siamo presenti e cresciuti in questi anni sono quelli dell’illuminazione, delle Cucine e sistemi e del luxury contract, con arredi su misura per progetti dagli alberghi alle boutique di alta moda. Ovviamente Dexelance vuole consolidare e aumentare questi segmenti ma oggi guardiamo anche ad altri settori complementari. In particolare l’interesse riguarda gli arredi “specialisti“ per l’esterno, settore che ha visto una forte crescita dopo la pandemia, il bagno e il mondo delle superfici".

Quanto è stato importante la quotazione in Piazza Affari avvenuta l’anno scorso?

"Siamo stati il primo gruppo italiano del design a essersi quotato in Borsa. La quotazione è un punto di partenza, e non di arrivo, che ci rende particolarmente orgogliosi, anche perché conclusa con successo in un contesto di mercato non facile per le quotazioni in tutta Europa. Adesso, con la nascita di Dexelance non solo rafforziamo la nostra posizione a livello nazionale, ma ci poniamo l’ambizione di accelerare la crescita, sia organica sia per linee esterne, giocando un ruolo da protagonisti nel mercato di riferimento globale".

Qual è il segreto del successo di Dexelance?

"Sin dalla fondazione di Italian Design Brands il nostro obiettivo è stato quello di supportare le singole imprese nelle nuove sfide poste dal mercato e aiutarle ad accelerare il processo di crescita che già avevano intrapreso, preservandone il Dna, i valori imprenditoriali e mantenendo gli imprenditori alla guida. A Gervasoni, fra i fondatori del gruppo, in questi anni si sono aggiunte altre dieci aziende di successo. L’auspicio adesso è quello di ampliare sempre di più la nostra presenza e collaborazione con aziende eccellenti in tutto il mondo, costruendo un gruppo dove le aziende che si aggregano e per le quali puntiamo ad avere la maggioranza del capitale fino al 100%, mantengono la loro autonomia operativa, dove gli imprenditori possono scegliere o meno di continuare a guidarle e di avvalersi, dalla trasformazione digitale a quella green fino all’internazionalizzazione, della condivisione dei servizi offerti a livello di gruppo".

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