Venerdì 24 Maggio 2024

Così i supercomputer sveleranno l’universo

TRA LE COSE che i supercomputer saranno chiamati a fare, da qui ai prossimi anni, c’è anche l’aiuto agli scienziati...

Così i supercomputer sveleranno l’universo

Così i supercomputer sveleranno l’universo

TRA LE COSE che i supercomputer saranno chiamati a fare, da qui ai prossimi anni, c’è anche l’aiuto agli scienziati nella comprensione dei segreti dell’universo. Dalle onde gravitazionali all’energia oscura, la comprensione dei grandi misteri passerà sempre più dai dalla necessità di analizzare in modo efficiente le enormi quantità di dati in arrivo dai più moderni osservatori, dallo Square Kilometer Array ai futuri telescopi spaziali come Athena. Sviluppare nuovi sistemi di gestione è l’obiettivo dello Spoke 3 dell’Icsc - Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing. "Siamo in un momento dell’astronomia in cui le nuove strumentazioni producono una grande quantità di dati, e lo faranno sempre più. Diventa dunque fondamentale avere strumenti adeguati capaci di semplificarne la gestione e soprattutto l’analisi", ha detto Eleonora Veronica Lai (nella foto sotto), dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e dell’Accademia delle Scienze Polacche nonché dello Spoke 3 di Icsc dedicato a ‘Astrophysics & Cosmos observations’. Osservatori come Ska, composti da centinaia di antenne per le onde radio, il rilevatore di onde gravitazionali Einstein Telescope che potrebbe nascere in Sardegna oppure il telescopio spaziale Athena nei raggi X che vedono tutti una forte partecipazione scientifica italiana avranno la necessità di nuove più efficienti tecniche di analisi e per prepararsi a questo immediato futuro si lavora allo sviluppo di nuovi strumenti.

"Personalmente mi occupo di uno specifico software open source chiamato Stingray - ha aggiunto Lai - che permette di sviluppare tecniche spettro-temporali, un’evoluzione delle più tradizionali tecniche di analisi spettrali di oggetti celesti, ma quel che facciamo può essere in qualche modo traslato in altri settori". Si tratta di sviluppare tecniche sempre migliori, come ad esempio quelle di calcolo parallelo e programmazione di Gpu, necessarie obbligatoriamente all’analisi di grandi quantità di dati e senza le quali sarebbe impossibile sfruttare la nuova generazione di strumenti ideati per indagare alcuni dei maggiori misteri del cosmo.

IL. M.

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