Lunedì 27 Maggio 2024

A Siena cresce il polo di Gsk: "I nostri vaccini per i Paesi poveri"

L’AD DI GSK VACCINES, Ennio De Gregorio (nella foto sotto), da anni è responsabile globale della ricerca e sviluppo dei...

A Siena cresce il polo di Gsk: "I nostri vaccini per i Paesi poveri"

A Siena cresce il polo di Gsk: "I nostri vaccini per i Paesi poveri"

L’AD DI GSK VACCINES, Ennio De Gregorio (nella foto sotto), da anni è responsabile globale della ricerca e sviluppo dei vaccini batterici e manager del sito ricerca Gsk. A Siena dal 2003, da quando in via Fiorentina c’era il marchio Chiron. È stato direttore con Novartis e infine ha completato l’ascesa con Gsk fino alla carica di ceo Ha contribuito alla ricerca e sviluppo di diversi vaccini ed è autore di oltre 70 pubblicazioni su libri e riviste internazionali. Per il manager di una delle più grandi aziende farmaceutiche, il 2023 è stato un anno importante.

"Gsk ha scelto l’Italia - dice snocciolando i dati del report della multinazionale - per insediare poli strategici di ricerca e produzione e per investire nel Paese. Conta oltre 3.600 dipendenti di 47 nazionalità diverse; il 65% è laureato, il 51% sono donne, quasi la metà delle quali occupa posizioni manageriali. Nei due siti di Gsk Vaccines a Siena e Rosia lavorano 2.500 collaboratori, con un fatturato che nel 2023 è di oltre 400 milioni di euro".

Perché investire su Siena?

"Gsk investe in media 60 milioni di euro all’anno in ricerca e sviluppo sui due siti senesi. Qui si fa scienza da 120 anni, nella villetta liberty di Achille

Sclavo nacque nel 1904 l’Istituto Sieroterapico Vaccinogeno toscano. Quest’anno organizzeremo un evento per ricordare l’anniversario. Abbiamo inaugurato quest’anno il Siena Vaccine Science Center".

Il suo giudizio sui bilanci?

"Più che positivo. Il gruppo Gsk ha chiuso tutti i bilanci trimestrali in crescita, il fatturato globale 2023 ha superato i 35 miliardi di euro, +14% rispetto al 2022. E il settore dei vaccini è cresciuto del 24%, con fatturati sopra gli 11 miliardi, un terzo del totale. Il successo della divisione vaccini è motivo di orgoglio per Siena, che ha contribuito molto".

Si può misurare il fatturato dei siti senesi?

"Il sito di Rosia ha contribuito al successo dei vaccini di punta Gsk, quelli contro le meningiti, l’herpes zoster e i contro il virus respiratorio sinciziale. Ha prodotto oltre 50 milioni di dosi dei tre vaccini. Non abbiamo i dati finali, ma i fatturati di Siena e Rosia supereranno i 400 milioni di euro".

Può misurare anche le ricadute sul territorio?

"Le stime parlano di oltre 250 milioni di euro di ricadute tra stipendi e servizi per il territorio. E ogni dipendente Gsk riceverà un premio di 3mila euro. I dirigenti avranno incentivi anche più lauti. La prova di un anno fortunato per Gsk".

Quanti sono i dipendenti?

"Considerando tutte le tipologie di contratto, ci sono più di 2.500 dipendenti, 700 a Siena e 1.800 a Rosia. L’aumento più sostanziale è il numero di collaboratori per il GvGh, il Gsk vaccines for Global Health, che sviluppa vaccini contro le malattie che colpiscono i Paesi più poveri al mondo: in un anno è passato da 50 a 100 ricercatori".

Qual è l’obiettivo di piano industriale per Gsk?

"Continuare ad essere competitivi, non sedersi sugli allori e attrarre costantemente cervelli e investimenti. Stiamo puntando risorse sulla ricerca e sull’innovazione, il nostro progetto di futuro è il Siena Innovation Campus. Ma investiamo anche nella fase secondaria, infialamento e confezionamento".

Conferma i 60 milioni di euro l’anno?

"Sono le risorse destinate alle infrastrutture. Il nostro progetto è costruire edifici più sostenibili che sostituiranno quelli esistenti. In Comune a Siena c’è una richiesta di variante urbanistica per aggiornare il nostro piano di intervento e per realizzare l’Innovation Campus. Replicando ciò che abbiamo fatto per il Building 30, che noi chiamiamo Smart Lab. Un modo diverso di fare ricerca in laboratorio, con spazi flessibili che possono adattarsi a qualsiasi piattaforma di vaccino. Stiamo puntando allo sviluppo del nuovo vaccino contro lo pneumococco, capace di prevenire 30 ceppi diversi. Ripeteremo l’operazione per il centro ricerche e il GvGh".

C’è una parte del sito senese per altri progetti?

"Alcuni edifici sono riservati a terzi, il nostro interlocutore principale resta la Fondazione Toscana Life Sciences. Se volesse allargare la sua attività di incubatore di start up, Gsk è disposta a cedere parte del terreno perché abbiamo interesse a collaborare. Se lei mi chiede dei progetti del Biotecnopolo e del centro antipandemico, le rispondo che Gsk è un’industria privata, non è coinvolta nei progetti dei quattro ministeri. Se dovessero bussare alla nostra porta e chiederci spazi, possiamo parlarne. Ma non siamo partner, solo spettatori".

Investirete anche sugli anticorpi oltre che sui vaccini?

"Siamo sito d’eccellenza per i vaccini anti meningite e per la produzione di vaccini virali contro l’herpes zoster e il virus respiratorio sinciziale. Abbiamo rafforzato la ricerca di anticorpi monoclonali per prevenire infezioni batteriche. Dobbiamo continuare a investire sui siti di Siena e Rosia, proseguire nell’attrazione di talenti e puntare ancora di più sulla ricerca. Il nuovo capo del sito di Rosia è Andrea D’Amato; appena nominato ha dovuto fare i conti con visite e ispezioni sugli impianti. Ha superato gli esami e sono convinto che supererà anche i prossimi".

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