Martedì 11 Giugno 2024
Maddalena De Franchis
Economia

Lego fa dietrofront: niente più plastica riciclata per produrre i mitici mattoncini

in base ai test condotti dal 2021 a oggi, la società ha ammesso che produrre i mattoncini con la plastica riciclata finirebbe per essere ancor più complicato e inquinante che realizzarli con quella tradizionale

I famosi mattoncini della Lego

I famosi mattoncini della Lego

Roma, 26 settembre 2023 – Nel 2021 l’annuncio trionfale, oggi l’ammissione del fallimento: Lego, colosso danese dei mattoncini, ha rinunciato all’idea di produrre le celebri costruzioni utilizzando bottiglie di plastica riciclate. Lo riporta il Financial Times. Da anni saldamente al primo posto tra le aziende di giocattoli più importanti al mondo, Lego è molto attenta alle questioni ambientali ed è in cerca da tempo di soluzioni alternative alla plastica tradizionale, derivata dal petrolio, per realizzare i propri prodotti. Tuttavia, in base ai test condotti dal 2021 a oggi, la società ha ammesso che produrre i mattoncini con la plastica riciclata finirebbe per essere ancor più complicato e inquinante che realizzarli con quella tradizionale.

La ricerca (infruttuosa) di materiali alternativi Attualmente il polimero usato per realizzare l’80 per cento dei miliardi di mattoncini Lego prodotti ogni anno è l’acrilonitrile-butadiene-stirene (Abs). Per ottenere 1 chilo di Abs sono necessari 2 litri di petrolio. L’azienda si era impegnata a trovare alternative più sostenibili già nel 2012, con l’obiettivo di eliminare tutta la plastica ricavata dal petrolio entro il 2030. Negli ultimi anni ha testato più di 200 materiali alternativi all’Abs, tra cui plastiche prodotte, completamente o in parte, con biomasse vegetali, ricavate da canna da zucchero, amido di mais o scarti alimentari. Sono materiali generalmente considerati come un’alternativa ecosostenibile alla plastica tradizionale, anche se, per ora, il loro impatto ambientale non è così trascurabile come si crede. Nel 2021, inoltre, Lego aveva avviato un progetto per sperimentare la produzione dei mattoncini a partire dalle bottiglie di polietilentereftalato riciclato (più noto come Pet riciclato): un impegno salutato con favore dagli osservatori, che avevano già applaudito alla ‘svolta eco-friendly’ dell’azienda danese. Un entusiasmo gelato dalle dichiarazioni rilasciate dall’ad di Lego, Niels Christiansen, ai giornalisti del Financial Times: "Finora non abbiamo trovato – ha dichiarato – un materiale magico o un nuovo materiale in grado di risolvere la questione”.

Perché la sperimentazione è fallita L’Abs è un materiale solido e durevole, che consente di incastrare e staccare facilmente i mattoncini Lego, mantenendo colore e forma inalterati nel tempo. A proposito della sperimentazione dei mattoncini con il Pet riciclato - l’azienda aveva presentato al pubblico un prototipo, in occasione del lancio del progetto - il capo del dipartimento che si occupa di sostenibilità ambientale, Tim Brooks, ha dichiarato che è "come cercare di costruire una bici in legno anziché in acciaio”. La plastica riciclata è meno robusta dell’Abs: per risultare altrettanto affidabile dovrebbe essere mischiata con altri ingredienti. Ciò comporterebbe un maggior dispendio di energia per la lavorazione e l’asciugatura dei materiali. Non solo: per sperimentare la realizzazione dei mattoncini in Pet riciclato, Lego si è dovuta dotare di macchinari diversi e cambiare i metodi di produzione. Considerando, dunque, gli interventi necessari per produrre mattoncini di questo materiale su larga scala, le emissioni inquinanti per l’intero ciclo di vita di un mattoncino sarebbero ancora più alte rispetto a quelle generate per la produzione con plastica tradizionale. «È stata una delusione», ha concluso Brooks. Al momento, quindi, l’azienda non ha potuto far altro che dichiarare di voler rendere più sostenibile la produzione dei mattoncini in Abs, realizzandoli con una componente via via maggiore di altri materiali riciclati o di origine vegetale.

Gli obiettivi futuri L’ad di Lego, Niels Christiansen, ha voluto sottolineare che gli sforzi per ottenere un minor impatto ambientale non si fermano qui: l’azienda triplicherà gli investimenti nella ricerca e sviluppo di materiali più sostenibili, portandoli all’equivalente di quasi 3 miliardi di euro all’anno entro il 2025. Ha anche promesso che il costo degli investimenti non si ripercuoterà sui consumatori. Nel frattempo, si sta procedendo all’eliminazione graduale delle confezioni di plastica, che saranno sostituite da sacchetti di carta (sempre entro il 2025). Infine, il gruppo ha dato il via a un programma che consente di restituire i vecchi mattoncini inutilizzati, affinché possano essere rigenerati e donati ad associazioni di beneficenza (il programma è già attivo negli Stati Uniti e in Canada e dovrebbe partire l’anno prossimo in Europa). In futuro potrebbe essere avviata anche un’altra iniziativa di ‘business circolare’, che permetterebbe alle persone di rivendere all’azienda i vecchi mattoncini, affinché possano essere rigenerati e messi nuovamente sul mercato.