Lunedì 24 Giugno 2024

Le proposte dei presidenti regionali: "Serve un piano straordinario di investimenti"

Le piccole imprese europee chiedono ai futuri consiglieri di puntare sulla transizione ecologica e sostenere la digitalizzazione per garantire un futuro prospero e sostenibile.

Le proposte dei presidenti regionali: "Serve un piano straordinario di investimenti"

Le proposte dei presidenti regionali: "Serve un piano straordinario di investimenti"

"Da europeisti quali siamo da sempre, chiediamo agli aspiranti consiglieri europei – sottolinea Luca Tonini, presidente di CNA Toscana – di puntare sulla transizione ecologica: con la sostenibilità energetica, gli artigiani e le piccole imprese possono essere protagonisti delle sfide ambientali".

Il completamento del mercato unico, evidenzia, "è fondamentale per dare opportunità a imprese e cittadini. C’è bisogno di completare l’Europa unita con una politica fiscale, di difesa, di diritto, di lavoro davvero europea". "Il modello imprenditoriale italiano – ricorda Erino Colombi, presidente CNA Lazio – è caratterizzato da piccole e micro imprese, il motore trainante del territorio. Vanno messe al centro, individuando settori strategici, ma anche sburocratizzando e semplificando il contatto con l’amministrazione". Le piccole imprese, prosegue Colombi, "sono soggetto protagonista anche del trasferimento tecnologico. Dobbiamo agevolare l’ingresso dei giovani, ma valorizzando l’esperienza e il peso culturale della nostra storia. La transizione digitale deve essere semplice, ma pervasiva, anche nel campo della sostenibilità".

Il mondo delle piccole imprese e dell’artigianato, dice, "va rappresentato a livello europeo e proiettato nel futuro". Per Paolo Silenzi, presidente CNA Marche, "costruire il futuro significa superare le disuguaglianze attraverso le infrastrutture materiali e digitali. L’alta velocità abbraccia l’Europa in tutti i settori civili, sociali, di comunicazione: auspichiamo un piano straordinario europeo per investimenti produttivi creando almeno la progettualità che punti sulle PMI". C’è poi il capitolo fondamentale della formazione: "Sviluppare le competenze e la trasmissione di impresa, tutelando e valorizzando il know how, è un valore aggiunto da incentivare per proteggere il lavoro e il modello sociale". C’è bisogno poi di agevolare l’accesso al credito " di una regolamentazione dei termini di pagamento per avere certezze di liquidità e dunque investire".

Di fronte a una trasformazione economica come mai, aggiunge Michele Carloni, presidente di CNA Umbria, "le politiche europee devono spingere verso la digitalizzazione delle aziende e la sostenibilità ambientale e sociale. Oltre il 95% delle nostre imprese sono sotto i 10 dipendenti: bisogna sostenere il tessuto imprenditoriale con gli stimoli giusti e l’accesso agli incentivi. Avrebbe ricadute fondamentali nel tessuto economico e sociale".

Manuela Plastina