Lunedì 20 Maggio 2024

Le nuove misure per il risparmio energetico

Ecco gli obiettivi dell'Europa in materia di contenimento dei consumi e aumento dell'efficienza energetica degli edifici

Minori consumi e aumento della classe energetica degli edifici

Minori consumi e aumento della classe energetica degli edifici

È noto, ormai, quanto il risparmio energetico sia diventato una questione più economica che ambientale. L'Europa è particolarmente colpita dalla crisi energetica, dato che molti dei suoi paesi acquistavano, e ancora acquistano, gas dalla Russia. Ora che la situazione geopolitica ha messo l’Unione Europea in una situazione complessa, il risparmio energetico e la transizione ecologica sono una necessità.Se negli ultimi tempi fa discutere il piano di efficientamento energetico previsto dalla UE, che mira all’obbligo di interventi mirati ad aumentare l’efficienza delle abitazioni entro il 2030, i governi hanno già adottato alcune misure basate su direttive europee risalenti all’estate del 2022.

Il piano di contenimento dei consumi di gas naturale

É ormai noto alla maggioranza della popolazione italiana che il MiTE, il Ministero per la Transizione Ecologica, ha elaborato un piano per contenere i consumi di gas. Le misure richieste dall’Europa, definite “volontarie” mirano alla diminuzione della domanda di gas fino al 15%, considerando i consumi dei cinque anni precedenti.Se la UE dichiarasse l’allerta, tali misure diventerebbero obbligatorie, e non sarebbe da escludere il razionamento a privati e attività produttive.L’Italia, prima della guerra in Ucraina, importava dalla Russia il 40% del gas necessario. La necessità di ridurre i consumi ha quindi portato il MiTE a decidere di ridurre di un’ora al giorno e di quindici giorni all’anno l’accensione del riscaldamento e di ridurre di un grado la temperatura massima consentita.Fondamentalmente, ormai è noto, il risparmio del gas è garantito dalla diminuzione dei consumi da parte dei cittadini meno abbienti, preoccupati dal costo delle bollette.

Da dove arriva il gas acquistato dall’Europa

Chi legge le notizie di economia in modo approfondito sa che quasi nessun paese ha rinunciato al gas russo; si è semplicemente deciso di importare GNL, cioè gas liquido liquefatto. Trasportato da metaniere, cioè navi da carico specializzate nel trasporto di gas liquido, il GNL russo ha in pratica sostituito il gas russo trasportato da gasdotti.Non è più Gazprom a fornire all’Europa la maggior parte del gas di cui necessita, ma Yamal LNG, una società a maggioranza russa partecipata da una società francese e due cinesi.Fondamentalmente sono il prezzo del gas, oggetto di forte speculazione, e l’incognita sul suo approvvigionamento in uno scenario geopolitico incerto a rendere urgente il risparmio energetico.

Efficienza energetica e sostenibilità ambientale

L’efficienza energetica consiste nell’ottenere un determinato risultato, in termini di energia, utilizzandone una quantità tale da avere un risparmio energetico. Più semplicemente, si tratta di un concetto ben noto, cioè quello di minima spesa e massima resa.Il risparmio energetico al momento è quasi unicamente legato alla diminuzione dei consumi. In futuro, almeno così vuole la UE, sarà invece il risultato di un utilizzo minore ma migliore delle materie prime. Questo avrà due benefici. Il primo è la diminuzione della dipendenza da paesi stranieri per l’approvvigionamento di materie prime. Il secondo è una minor emissione di gas responsabili dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

Il consumo energetico degli edifici

Riscaldare e raffrescare gli edifici incide per il 40% circa sul totale dell’energia consumata dai paesi della UE. Si tratta di una percentuale molto alta, conseguenza del fatto che il 75% circa degli edifici è, dal punto di vista energetico, inefficiente. È per questo motivo che i governi degli ultimi anni hanno stanziato e continuano a stanziare fondi per incentivare ristrutturazione e interventi di efficientamento energetico. L’obiettivo della UE è quello di rendere gli edifici sostenibili e autonomi. Si tratta di obiettivi ambiziosi e impegnativi.

Gli obiettivi della UE in fatto di classe energetica degli edifici

Sta facendo e farà discutere l’annuncio dell’obiettivo che si è posta la UE, cioè l’obbligo di rendere più efficienti gli edifici di classe energetica F e G entro il 2030. Negli anni a seguire, stando ai piani della UE, dovrebbero essere gli edifici di classe energetica E a dover essere migliorati, seguiti da quelli di classe energetica D. Fino ad arrivare al 2050 e al traguardo di edifici a zero emissioni.Le conseguenze di tale decisione sarebbero enormi, considerata l’alta percentuale di edifici appartenenti alle classe energetiche inferiori. Oltre alla spesa ingente, che non tutti i privati possono permettersi, andrebbero rivisti i regolamenti sull’edilizia, sui materiali e sugli impianti.Quando si tratta di classe energetica di un edificio, il passaggio a una classe superiore comporta la capacità di diminuire i consumi energetici di circa il 25%. Per migliorare la classe energetica di un immobile a uso abitativo può bastare sostituire la caldaia, gli infissi e i serramenti, o isolarlo con il cappotto termico. Si tratta di interventi costosi, che senza un adeguato sostegno da parte dello Stato possono mettere in difficoltà molti proprietari di fabbricati.Anche gli edifici pubblici dovranno adeguarsi all’obbligo di migliorare la propria efficienza energetica.Per quanto riguarda gli edifici storici, gli interventi di efficientamento energetico non sempre sono compatibili con strutture di questo tipo. Saranno esentati dall’obbligo quelli considerati “ufficialmente protetti”, cioè quelli che rientrano tra i beni sottoposti a vincolo, di cui la Soprintendenza di competenza abbia riconosciuto l’interesse culturale.Un’altra categoria di edifici esentati sono le chiese e tutti i luoghi di culto.L’esenzione è prevista anche per le seconde case, abitate per un periodo limitato di tempo all’anno, e per le abitazioni indipendenti di superficie inferiore a cinquanta metri quadrati.

Conclusioni

Non sono poche le critiche alle misure di risparmio energetico decise dalla UE e, di conseguenza, dal governo italiano. Se la necessità di una maggiore indipendenza energetica e di una minore emissione di anidride carbonica sono comprensibili, è piuttosto evidente che sono e saranno le fasce economicamente più deboli della popolazione a essere interessate da tali decisioni.

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