Lunedì 17 Giugno 2024
EUGENIO TANGERINI
Economia

“L’agricoltura è strategica: va sostenuta”

Dall’innovazione al ruolo delle banche: a Modena convegno di Bper e Qn Economia dedicato alle iniziative per spingere il settore

"Tre dilemmi sbagliati". Così Angelo Frascarelli, che insegna economia e politica agraria a Perugia, definisce la contrapposizione tra cibo e ambiente, tra cibo ed energia, tra ambiente ed energia. "Le tre funzioni indispensabili dell’agricoltura – spiega – devono coesistere e la transizione ecologica è inevitabile, ma non va fatta contro gli agricoltori".

Le idee del professore hanno fatto da cornice a un evento che si è svolto ieri al Bper Forum di Modena, dedicato alle sfide del settore – rispetto dell’ambiente, innovazione e competitività – raccontate da aziende e istituzioni. Il convegno è il primo di un ciclo nato da un progetto di Bper Banca, in collaborazione con Qn Economia. Sandro Neri, responsabile del settimanale, ha condotto il confronto. Temi principali le pratiche sostenibili e il ruolo cruciale delle banche. Non è casuale il debutto dell’iniziativa in Emilia Romagna, territorio che vende nel mondo prodotti agroalimentari per 10 miliardi di euro.

"Di agricoltura non si parla mai abbastanza, anche nei corsi di laurea", lamenta Emiro Endrighi portando i saluti dell’Università di Modena e Reggio. Quindi Neri parte dai numeri: "L’agricoltura vale 621 miliardi di euro di fatturato, il 15 per cento dell’economia nazionale, e merita più attenzione". "Noi ci siamo", fa sapere Davide Vellani, responsabile della direzione imprese e global transaction di Bper, che fa parte della rete commerciale guidata da Stefano Vittorio Kuhn. La banca ha messo in campo da un anno una struttura specializzata, il servizio Agri Banking. "Il comparto è strategico", osserva Vellani. "Più del 10 per cento dei nostri crediti d’impresa sono nel settore agricoltura, per un prodotto bancario lordo di 7 miliardi".

Eppure chi lavora nei campi è nel mirino. Lo denuncia Davide Bergamini, capogruppo della Lega nella commissione agricoltura della Camera: "No all’ambientalismo estremista, è ora di sostenere il comparto. L’agricoltura di precisione ha bisogno di macchinari adeguati, il mondo bancario deve fare la sua parte". Anche perché "i burocrati della Commissione Ue impongono regole severissime". Su questi temi l’approccio è bipartisan. "Va garantito il reddito delle imprese costrette a continue emergenze dal cambiamento climatico", raccomanda l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi. "È l’obiettivo del programma di sviluppo rurale 2023-2027 della Regione, che vale un miliardo di euro. Intanto investiamo per promuovere l’export".

"Siamo il primo Paese per Dop, Igp e Stg, con tutela su 840 prodotti", fa notare Oliviero Falconi, responsabile del Servizio Agri Banking di Bper. Ma la concorrenza estera è forte e bisogna mantenere alta la competitività. "Studiamo scenari, esigenze di filiera e opportunità della legislazione, proponendo servizi e prodotti". Qualche esempio? "I finanziamenti green sotto forma di mutui, anche con garanzia pubblica e abbinati ai contributi a fondo perduto. Inoltre sosteniamo i progetti in ambito Pnrr e assistiamo le aziende all’estero".

A proposito di sostenibilità, come si riduce l’impatto delle imprese alimentari? Per Federico Gialdi, ceo di Negri salumi e cfo di Comal (Novi di Modena) "il primo passo è rieducare il consumatore, sempre più orientato su prodotti porzionati per consumi ridotti, con un utilizzo maggiore di packaging".

Dunque le aziende cercano materiali smaltibili, ma è costoso: "Servono strumenti finanziari per diventare più green".

Giulio Gherri, ceo di ParmaFood, racconta una realtà artigianale nata 60 anni fa che è oggi uno dei gruppi industriali più innovativi, spiegando come la tecnologia delle alte pressioni (HPP) sia stata il fattore di svolta, fino a realizzare un sogno: l’esportazione di salami negli States. "Oggi – aggiunge – il contesto internazionale offre grandi opportunità: serve un tavolo con istituzioni, mondo della finanza e imprese".

Mario Tamanti, direttore di AOP Vi.Va., gruppo cooperativo con sede a Cesena che associa cinquemila aziende agricole, ricorda che l’ortofrutta ha molte sfide da affrontare: "Ecco perché abbiamo deciso un nuovo modello di aggregazione e avviato processi comuni". In progetto, fra l’altro, l’impianto di mille ettari di nuovi frutteti protetti.

L’aspetto finanziario e l’accesso al credito, anche in questo caso, sono fondamentali.