Venerdì 12 Aprile 2024

La fusione Unipol-UnipolSai. Opa da 1,1 miliardi, la Borsa esulta

Si semplifica la catena di comando. L’ad Cimbri: "Difendiamo Bper e Sondrio, Mps non ci interessa"

La fusione Unipol-UnipolSai. Opa da 1,1 miliardi, la Borsa esulta

Carlo Cimbri presidente del Gruppo Unipol: «Governance più immediata e ancora più efficace»

Il Gruppo Unipol accorcia la catena di controllo. I mercati lo aspettavano da tempo. Arriva tuttavia a sorpresa l’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria di Unipol sulla società assicurativa UnipolSai, già controllata all’85%. Parla di "un’operazione delicata gestita in silenzio e riservatezza" il presidente del Gruppo Carlo Cimbri. Operazione che sancisce l’avvio del processo di razionalizzazione della struttura societaria della compagnia assicurativa e che, nella giornata di ieri, ha incontrato il favore delle Borse, con il titolo di Unipol che vola in avvio al +16,4% e quello di UnipolSai al +12%.

L’Opa è destinata a una fusione per incorporazione di UnipolSai in Unipol, che vedrà la nascita di Unipol Assicurazioni. Unipol lancerà l’Opa sulle azioni della controllata non ancora in suo possesso (il 14,75%) a 2,7 euro ad azione. Ammonta a circa 1,13 miliardi di euro l’importo massimo che la holding dovrà pagare per digerire UnipolSai, in caso di adesione totalitaria del mercato all’offerta. Presentati intanto anche i risultati di Gruppo del 2023, che registrano utili in crescita per entrambe le società. 1,331 miliardi di utile netto per Unipol, in crescita rispetto agli 866 milioni del 2022, con una raccolta premi in rialzo del 10,4% a 15,1 miliardi di euro. UnipolSai archivia invece il 2023 con un utile netto di 766 milioni, contro i 651 milioni dell’anno precedente. Il dividendo proposto per Unipol ammonta a 0,38 euro per azione, 0,165 di euro quello per UnipolSai.

Dopo anni di attesa ci sono ora "tutte le condizioni per poter eseguire la fusione e rendere il gruppo più semplice e la governance più immediata e, possibilmente, ancora più efficace", spiega Cimbri, che chiosa "ci prepariamo al futuro". Il tempismo dell’operazione è anche dato dall’aumento dei tassi di interesse e dal placarsi "dell’ansia del consolidamento della catena". Insomma, "abbiamo atteso con pazienza la concatenazione degli eventi", spiega il presidente, che inquadra la fusione come l’ultimo tassello che chiude un percorso di semplificazione iniziato più di 10 anni fa, nel 2012, con l’acquisizione di Sai Fondiaria.

L’Opa non avrà "nessun impatto sulle strategie bancarie", rassicura inoltre Cimbri. Le quote di Banca Popolare di Sondrio e Bper detenute dal Gruppo sono infatti divise tra UnipolSai e Unipol e, sommate, ammontano a circa il 20%. A proposito di Bper, sulle chance di riconferma dell’ad Piero Luigi Montani, Cimbri è caustico: "dice di essere tranquillo? Potrei dire sereno...". Con l’incorporazione, dice il presidente, "non cambierà nulla", in termini di quote detenute, che saranno quindi tutte in seno alla neonata Unipol Assicurazioni. Il doppio livello societario rappresentava semmai "un’opzionalità aggiuntiva per valutare eventuali opportunità di M&A", spiega Cimbri. Nonostante diverse interlocuzioni con "soggetti internazionali", tuttavia, "non abbiamo mai trovato le giuste condizioni".

Sulla governance infine "fino a ieri le figure apicali di tutto il gruppo Unipol e UnipolSai coincidevano e fino alla chiusura di questo mandato non cambieranno". E dopo? "Ci penseranno gli azionisti, come sempre avviene", conclude.

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