Lunedì 22 Aprile 2024

Istat: Pil 2023 meglio del previsto. Ma sul deficit pesa il Superbonus

Il debito cala dal 140% al 137%. Il ministro Giorgetti: "Abbiamo chiuso la stagione dell’irresponsabilità" .

Il sistema Italia nel 2023 cresce, sia pure di poco, più delle recenti previsioni. Anche se siamo sempre sotto l’1 per cento di Pil (0,9, dal previsto 0,7). Ma, soprattutto, il deficit è peggiore (-7,2%) delle stime, sebbene il debito pubblico segni un tangibile miglioramento (dal 140% al 137,3%) sia rispetto al 2022 sia rispetto alle ultime valutazioni. E questo mentre si mantiene stabile il livello dei prezzi a gennaio e sul fronte del lavoro cala l’occupazione, anche se aumentano in un anno i posti fissi di 362 mila unità. È questo lo scenario socio-economico delineato dagli ultimi numeri pubblicati dall’Istat. Ed è uno scenario che determina, a stretto giro, un nuovo scontro politico tra il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che punta l’indice per l’ennesima volta contro il Superbonus ("Abbiamo chiuso la stagione dell’irresponsabilità") e l’opposizione ("I numeri dicono l’esatto opposto", per l’ex Ministro grillino Stefano Patuanelli, mentre dal Pd ironizzano che "perfino la disfatta di Caporetto è colpa del Superbonus secondo il governo").

PIL E DEFICIT, NUMERI

CHE PREOCCUPANO

Certo è che il lascito del Superbonus pesa ben più del previsto sui conti pubblici italiani. Il governo non ha mai fatto mistero degli squilibri creati dal 110%, motivando la sua avversione per la maxiagevolazione proprio con il suo peso spropositato sulle casse dello Stato. Ma i calcoli sull’impatto dei bonus edilizi sembrano aver superato, in peggio, le stime già non ottimiste. Il fatto è che nel 2023 il deficit italiano si è fermato al 7,2%: è diminuito di quasi un punto e mezzo rispetto al 2022 ma la discesa è ben lontana dal 5,3% stimato dal governo nella Nadef. A poco è valsa la crescita del Pil, stavolta leggermente superiore alle attese. Crescita che, però, ha inciso sul debito, migliorato più delle aspettative, calato a sorpresa al 137,3% anticipando di due anni il target di discesa sotto il 140%. Ma sul deficit ha potuto poco. Così come nel 2022. L’Istat ha rivisto la crescita dell’anno in deciso rialzo (dal 3,7% al 4%), ma il deficit è andato in controtendenza peggiorando dall’8% all’8,6%. La spiegazione è proprio nei crediti di imposta e nella loro contabilizzazione. Per la corsa a chiudere i cantieri a fine 2023, l’importo nel 2023 è stato superiore alle attese e il risultato è stato un’impennata dell’indebitamento. Non a caso non più di 48 ore fa la premier, Giorgia Meloni, è tornata a lanciare l’allarme parlando di un costo di ben 160 miliardi di euro.

LA MANOVRINA

PER L’ESTATE

Anche se quest’anno il Superbonus non dovrebbe incidere quanto in passato, passare dal 7,2% dello scorso anno al 4,3% attualmente stimato nella Nadef non sarebbe poca cosa. Nessuno ne parla ufficialmente, ma nel tam tam parlamentare il convitato di pietra è in questo caso una manovrina estiva, finora respinta come ipotesi di fantasia. Non è esclusa però nemmeno una revisione al rialzo degli obiettivi, scommettendo da una parte sul benestare della Commissione europea alle prese con il cambio della guardia e con il passaggio al nuovo patto di stabilità e dall’altra su una crescita economica forse un pò più robusta delle attese.

DUELLO SU SUPERBONUS

E CRESCITA

Certo è che i nuovi dati hanno divampare per l’ennesima volta lo scontro sul maxi-incentivo tra governo e opposizione. Giorgetti è netto: "I numeri ci dicono che l’emorragia dell’irresponsabile stagione del Superbonus ha avuto un effetto pesante sul 2023, andando purtroppo oltre le già pessimistiche prospettive". Non basta: "Con la non semplice chiusura di quella stagione, la finanza pubblica dal 2024 intraprende un sentiero di ragionevole sostenibilità". Altrettanto drastica la reazione di grillini e Pd. "Non so bene quali sostanze assumano al governo – accusa Patuanelli - ma dinanzi ai dati Istat impietosi sul 2023, anno di piena gestione del governo Meloni, il Ministro dell’Economia riesce a dire che la crescita allo zero virgola è ancora colpa del Superbonus. A misura in vigore, il Pil è cresciuto di 12,3 punti e il rapporto debito/PIL si è ridotto di 14 punti, che diventano 17 nel triennio".

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