Il mercato del lavoro. In Italia è record di occupati. Arriva la settimana ultra corta

Rispetto al 2022 un aumento di oltre mezzo milione di dipendenti a contratto. Anche Lamborghini e Luxottica sperimentano i turni spalmati tra lunedì e giovedì .

Il mercato del lavoro. In Italia è record di occupati. Arriva la settimana ultra corta

Il mercato del lavoro. In Italia è record di occupati. Arriva la settimana ultra corta

Non è un ottobre da autunno caldo quello che ci lasciamo dietro le spalle. Anzi. Sul fronte del lavoro, gli occupati arrivano a quota 23 milioni 694mila con un aumento, rispetto a ottobre 2022, di 455mila dipendenti permanenti e di 66mila autonomi, mentre i dipendenti a termine calano di 64mila unità. Con il risultato da record storico di un tasso di occupazione che sale al 61,8%. Numeri che spingono molteplici esponenti della maggioranza e del governo (ma anche delle associazioni d’impresa e di parte del sindacato) a sottolineare come il dato sia l’effetto anche delle politiche economiche di questo anno, compresa la cancellazione del Reddito di cittadinanza. Soddisfatta la premier Giorgia Meloni che con i suoi collaboratori mette in luce le cifre dell’Istat e, soprattutto, l’incremento dei lavoratori con contratti stabili.

E questo mentre si fa strada, nel mercato del lavoro, la settimana lavorativa di quattro giorni a parità di salario. Una formula per la quale solo negli ultimi giorni sono stati siglati due accordi in due gruppi simbolo del Made in Italy: Lamborghini e Luxottica. Ma torniamo ai dati Istat. Nel complesso, a ottobre rispetto al mese precedente, aumentano sia gli occupati sia i disoccupati, perché la vivacità del mercato ha rimesso alla ricerca di un impiego anche gli inattivi. Si registra l’aumento dell’occupazione (+0,1%, pari a +27mila unità) e anche la crescita del numero di persone in cerca di lavoro (+2,3%, pari a +45mila unità), mentre è in calo il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,6%, pari a -69mila unità).

I risultati si riverberano anche su base annua. Nel confronto anno su anno il numero di occupati supera quello di ottobre 2022 del 2,0% (+458mila unità). L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, a eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa. Rispetto a ottobre 2022, per di più, cresce il numero di persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +17mila unità) e cala il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-4,2%, pari a -531mila). A ottobre, dunque, tirando le somme, l’occupazione aumenta di 27mila unità (+0,1%) rispetto al mese precedente e di 458mila unità (+2,0%) rispetto a ottobre 2022. L’aumento riguarda i dipendenti permanenti (+77mila sul mese e +455mila sull’anno), mentre risultano in calo i dipendenti a termine (rispettivamente -20mila e -64mila). Tant’è che i dipendenti permanenti superano i 15 milioni 700mila.

Con l’occupazione che cresce, cambiano anche le formule organizzative soprattutto nei grandi gruppi. E, dopo l’avvento dello smart working, è la volta della settimana lavorativa di 4 giorni a tenere sempre più banco. E così, oltre alla Lamborghini, la soluzione entra anche alla Luxottica in maniera significativa. Parte, dunque, nel più grande gruppo mondiale dell’occhialeria, una sperimentazione che vedrà i poco meno di 20 mila dipendenti degli stabilimenti italiani di Agordo, Sedico, Cencenighe Agordino (Belluno), Pederobba (Treviso), Lauriano (Torino) e Rovereto (Trento), lavorare, per 20 settimane l’anno, solo dal lunedì al giovedì, per fruire così di un intero weekend libero da impegni, e tutto questo a parità di salario. È il cuore del nuovo contratto integrativo sottoscritto alla Luxottica (EssilorLuxottica) tra l’azienda e le organizzazioni sindacali e che introduce tale possibilità su base volontaria. Il "prezzo" per ciascun lavoratore che vorrà aderire all’opzione è il sacrificio di cinque permessi retribuiti l’anno per coprire altrettanti venerdì liberi, mentre gli altri 15 saranno a carico dell’azienda. "In un’epoca di grandi mutamenti economici e sociali – spiega Francesco Milleri, ad Essilux – emerge l’urgenza di ridisegnare nuovi modelli organizzativi delle aziende".

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