Fisco, scadenze di fine anno: Imu, ravvedimento speciale e acconto Iva. Il calendario

Gli appuntamenti fiscali da segnare in rosso sul calendario di dicembre 2023

Roma, 7 dicembre 2023 – Con l’avvicinarsi della fine dell’anno sono molte le scadenze fiscali cui i contribuenti devono prestare attenzione a dicembre 2023. Dopo il tax day dello scorso 30 novembre – giornata contraddistinta da un elevato numero di adempimenti fiscale tra cui la rottamazione quater (i cui termini sono stati però prorogati fino al 18 dicembre al Senato), i versamenti strutturali della cedolare secca sugli affitti, l'invio della comunicazione di liquidazione dell'Iva, i versamenti dei redditi Irpef 2022 e la seconda o unica rata di acconto Irpef e Irap relativo all'anno 2023 – i contribuenti dovranno infatti prepararsi ad un dicembre ricco di scadenze. Entrando più nel dettaglio, i proprietari di immobili dovranno provvedere, tra gli altri, al versamento dell’Imu, 18 dicembre, al ravvedimento speciale delle violazioni tributarie entro il 20 dicembre e al versamento dell’acconto dell’Iva entro il 27 dicembre.

Il calendario delle scadenze fiscali di fine anno
Il calendario delle scadenze fiscali di fine anno

Il versamento dell’Imu entro il 18 dicembre 2023

Il primo grande appuntamento fiscale dei contribuenti è fissato al 18 dicembre 2023, termine ultimo nel quale sarà possibile provvedere al pagamento del saldo dell’Imu, ovvero l’Imposta municipale unica, dopo che il primo versamento era stato effettuato nel mese di giugno scorso. Questo tributo deve essere corrisposto da tutti i proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale, ovvero fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, con l'esclusione delle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9. I soggetti chiamati al tributo, unitamente al saldo, dovranno corrispondere anche l’eventuale conguaglio dovuto in caso di applicazione di nuove aliquote al rialzo decise dal Comune nel quale è ubicato l’immobile oggetto dell’Imu. Il versamento può essere effettuato con il modello F24 dai titolari di partita Iva, mentre per tutti gli altri è necessario pagare avvalendosi di un bollettino in cui sarà necessario indicare una serie di elementi, quali:

  • il conto corrente del Comune di riferimento
  • il codice catastale del Comune in cui è ubicato l’immobile
  • il numero di immobili oggetto dell’imposta
  • l’anno di riferimento.

Ravvedimento speciale delle violazioni tributarie, la nuova scadenza è al 20 dicembre

Nel fitto calendario fiscale di dicembre 2023 rientra anche il ravvedimento speciale delle violazioni tributarie, grazie a quanto stabilito nel decreto legge proroghe ( n. 132/2023) che ha confermato la possibilità di rimessione in termini per tutti i contribuenti che non avevano versato le somme dovute entro le scadenze inizialmente previste. Entrando più nel dettaglio, il termine per aderire alla sanatoria era scaduto lo scorso 30 settembre (slittato al 2 ottobre considerando che cadeva di sabato), ma è stato prorogato al 20 dicembre 2023. I contribuenti, dunque, hanno ottenuto più tempo per poter aderire alla misura che, lo si ricorda, permette di regolarizzare le violazioni fiscali pregresse che hanno ad oggetto le dichiarazioni dei redditi presentate fino alla fine del periodo d’imposta 2021.

Il requisito fondamentale per poter accedere al ravvedimento speciale è che le dichiarazioni siano state validamente presentate nei termini previsti dalla legge. Una volta permesso l’accesso al ravvedimento speciale, i contribuenti potranno vedere ridotte le sanzioni loro applicate, nella misura di 1/18 del minimo edittale irrogabile. Quello del 20 dicembre, inoltre, può essere considerato un doppio appuntamento del ravvedimento speciale. Proprio in questa data, infatti:

- chi non aveva provveduto a versare le somme cui era tenuto entro la scadenze ordinaria e non aveva regolarizzato le omissioni o le difformità, potrà ora rimettersi in regola versando l’intero importo dovuto in un’unica soluzione; - sempre entro questa data, inoltre, è necessario provvedere al versamento della terza rata in calendario nel caso in cui vi sia stato il rispetto delle scadenze precedenti.

È doveroso tuttavia precisare che, coloro che aderiranno per la prima volta al ravvedimento speciale delle violazioni tributarie entro il 20 dicembre, non potranno versare gli importi dovuti a rate, ma l’adempimento dovrà avvenire tutto in un’unica soluzione. Viene meno, quindi, la possibilità di rateizzazione che ha avuto la generalità degli aderenti al ravvedimento speciale.

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L’acconto Iva 2023 entro il 27 dicembre

Un’altra scadenza fiscale molto importante è quella che riguarda l’acconto Iva 2023, un appuntamento che, di fatto, va a chiudere il calendario delle fiscali dell’anno. Entro il 27 dicembre, infatti, i soggetti interessati dovranno versare il proprio acconto Iva potendo sfruttare tre differenti metodologie di calcolo, ovvero:

  • il metodo storico, con il quale l’Iva dovuta in acconto è pari all’88% del versamento relativo al mese o al trimestre dell’anno precedente
  • il metodo previsionale, con cui l’acconto dovuto viene calcolato in base ad una stima delle operazioni che si ritiene di effettuare fino al 31 dicembre. Anche in questo caso, il pagamento sarà sempre pari all’88% della somma risultante
  • il metodo analitico, che tiene conto delle operazioni effettuate fino al 20 dicembre. Questo vuol dire che il contribuente dovrà pagare, nella misura del 100%, l’importo risultante dall’apposita liquidazione IVA predisposta.

Si sottolinea che, al variare del metodo scelto, non si assiste ad un cambio di scenario, in quanto la fine di dicembre rappresenta in ogni caso l’ultimo scoglio da superare per quanto riguarda i pagamenti al Fisco.

Le altre scadenze fiscali di dicembre 2023

Oltre agli appuntamenti in precedenza descritti, i contribuenti italiani a dicembre 2023 saranno chiamati anche ad altri adempimenti fiscali così calendarizzati:

- il 5 dicembre era (ora prorogato al 18 dicembre) il termine ultimo per pagare la seconda rata della rottamazione quater. Per chi non dovesse rispettare la scadenza, la pena è la decadenza del beneficio. 

- entro il 18 dicembre 2023, i sostituti d’imposta dovranno versare le ritenute effettuate, con specifico riferimento ai redditi da lavoro dipendente, alle provvigioni, ai redditi da lavoro autonomo, alle ritenute alla fonte su redditi da capitale, ai contributi e ai premi di produttività. Si precisa che la scadenza mensile per questo tipo di attività fiscale è solitamente fissata al giorno 16 del mese, ma cadendo questa data di sabato a dicembre 2023, tutto viene posticipato al primo lunedì utile, il 18 per l’appunto;

- sempre entro il 18 dicembre dovrà essere corrisposta l’Iva mensile;

- le aziende agricole, con scadenza fissata al 18 dicembre, dovranno provvedere al versamento all’Inps dei contributi degli operai assunti con contratti a tempo indeterminato, determinato e per i compartecipanti;

- il 18 dicembre scadrà anche la possibilità di effettuare i versamenti mensili per la tobin tax, ovvero l’imposta sulle transazioni finanziarie.

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