Mercoledì 22 Maggio 2024

Ritorna la voglia di investire in Europa

ALTRO CHE Stati Uniti. Il posto giusto per investire nel prossimo decennio potrebbe essere la vecchia Europa. Una nota di...

ALTRO CHE Stati Uniti. Il posto giusto per investire nel prossimo decennio potrebbe essere la vecchia Europa. Una nota di ottimismo sul nostro continente è arrivata nelle scorse settimane da Simona Mocuta, capo economista di State Street Global Advisors che ha promosso il nuovo Patto di Stabilità dell’Ue, riconoscendo che è meno rigido dei precedenti e tiene conto maggiormente delle differenze tra i singoli paesi. "Durante lo scorso settembre abbiamo illustrato i motivi per cui gli investitori dovrebbero rivalutare la loro esposizione agli asset europei, che da tempo è sottopesata", ha scritto in un recente commento Mocuta, che ha aggiunto: "Uno degli elementi della nostra tesi era il miglioramento del contesto macroeconomico di quest’area geografica". Secondo l’economista di State Street, infatti, le nuove leggi fiscali dell’Ue e il quadro operativo di politica monetaria della Bce sono un segnale tangibile proprio di questo miglioramento. Nel Vecchio Continente sono state infatti messe in cantiere importanti riforme grazie alle quali le azioni di politica fiscale e monetaria, che in precedenza erano state attuate come risposte una tantum alle crisi, sono ora diventate un elemento meno eccezionale che fa parte dello spettro di strumenti di politica economica europea. In sintesi, l’Ue sembra essersi dotata di una struttura più coesa. "Nessuna delle riforme attuate è in grado di cambiare le carte in tavola – precisa Mocuta – ma compiono passi nella giusta direzione, migliorano la capacità dell’Ue di gestire le crisi e rafforzano al contempo la coesione interna".

Queste azioni, per l’analista di State Street, "incrementano la sostenibilità dell’euro e, di fatto, del progetto europeo nel suo complesso". Mocuta ritiene che, nel breve periodo, nel nostro continente ci sarà un freno alla crescita. La colpa non è però delle nuove norme ma del fatto che, dopo aver accumulato tanto debito con la pandemia e derogato alle regole del Patto di Stabilità, ora molti stati europei dovranno tirare un po’ la cinghia. Un restringimento dei disavanzi, una volta superata l’emergenza, secondo State Street ci sarebbe stato comunque. A lungo termine, però, Mocuta ritiene che le nuove regole, essendo più semplici e moderne, faranno sì che la volontà di sostenere l’integrità dell’Ue prevalga sulle forze disgregatrici. Il che crea appunto condizioni più favorevoli per le attività finanziarie in Europa e anche per l’euro.

a. t.

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