Haka dei mercati per anticipare la Fed

Davide Biocchi Si potrebbe narrare il recente rialzo dei mercati azionari e obbligazionari come un’audace danza tribale di sfida, simile alla...

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Si potrebbe narrare il recente rialzo dei mercati azionari e obbligazionari come un’audace danza tribale di sfida, simile alla Haka degli All Blacks, eseguita contro la Federal Reserve. Questa battaglia si è manifestata nell’anticipare le decisioni della banca centrale americana con un marcato e repentino rialzo, che a tratti è sembrato quasi esagerato. Quando è arrivato il momento per la Fed di rispondere a questa sfida aperta, essa non solo non ha alzato i tassi, ma si è sorprendentemente piegata alle aspettative dei mercati, aprendo la porta a possibili tagli nel corso del 2024. Quest’annuncio ha dato ulteriore slancio ai mercati, che hanno festeggiato la resa di Jerome Powell con un entusiasmo paragonabile a quello per la vittoria di uno scudetto. Si sono così registrati rialzi significativi su tutti i listini e indici, con il Dow Jones che ha raggiunto nuovi massimi storici, mentre altri hanno toccato livelli non visti da tempo. Particolarmente rilevante è stato il forte incremento dell’indice Russell, che rappresenta le piccole capitalizzazioni e segnala quanto il recupero abbia coinvolto anche i titoli legati all’economia domestica degli Stati Uniti.

Ma perché è importante discutere di questo cambiamento? Per anni, i mercati hanno vissuto un forte dualismo con le banche centrali, autrici delle politiche monetarie, le cui decisioni in materia di tassi erano diventate il principale motore delle borse. Ora che la Fed sembra aver ceduto, sapranno i mercati mantenere i loro corsi alla luce di una futura mancata contrapposizione con l’antagonista tradizionale? In ogni contesto, compreso lo sport, avere un avversario è spesso la scintilla che fornisce forza e ispirazione. Senza un dualismo, come quello rappresentato per tanto tempo dal contrasto tra finanza e politica monetaria, i mercati potrebbero perdere il filo conduttore nel medio termine.

Si tornerà a ragionare sui dati reali? Oppure il focus sarà unicamente su temi quali rallentamento o rischio recessione? I mercati hanno bisogno di inneschi scatenanti, i cosiddetti catalyst, e punti di riferimento, altrimenti il rischio è che venga a mancare il contraltare per dirimere le situazioni di incertezza. Se così fosse, potrebbe manifestarsi un certo smarrimento nei prossimi mesi. Per concludere, è un po’ come se i mercati, anziché salire su un ring e confrontarsi con le banche centrali, si dovessero accontentare di allenarsi contro il sacco. Saranno in grado di performare allo stesso modo? Lo vedremo presto.

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