Azioni e obbligazioni. Chi sta bluffando?

Davide Biocchi Nel 2024 l’economia degli Stati Uniti dovrà stabilire se ci aspetterà un “soft landing”, ovvero un rallentamento graduale e...

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Nel 2024 l’economia degli Stati Uniti dovrà stabilire se ci aspetterà un “soft landing”, ovvero un rallentamento graduale e controllato del ciclo economico, oppure se dovremo prepararci a un “hard landing”, cioè a una frenata brusca che potrebbe innescare una recessione. Questa dicotomia, sia teorica che pratica, si riflette concretamente nelle dinamiche di mercato, influenzate dalle aspettative degli investitori. Da un lato, c’è un ottimismo diffuso sui mercati azionari che, raggiungendo i massimi storici, sembrano anticipare un soft landing, o addirittura l’assenza di rallentamento. Questa visione è rafforzata dalle previsioni della Federal Reserve, che stima di effettuare tre tagli dei tassi nel 2024, per un totale di 0,75%. Dall’altro, il crollo dei rendimenti obbligazionari, scesi dal 5% al 3,8% in poco più di due mesi, suggerisce uno scenario più aggressivo, con la possibilità di 5-6 tagli attesi nel corso dell’anno.

Una Fed così accomodante, ben oltre le sue stesse aspettative, prefigurerebbe uno scenario economico negativo. Infatti, solo una recessione potrebbe spingere la Fed a tagliare i tassi così tanto nel corso del 2024. Nonostante la Federal Reserve non abbia escluso alcuna possibilità a priori e si sia dichiarata “data dependent”, cioè pronta a prendere decisioni basate sull’andamento dei dati macroeconomici, i mercati hanno già “piazzato” le loro scommesse. Questo comportamento anticipatorio, con i rischi che comporta, ha generato una dicotomia tra azioni e obbligazioni. La contraddizione è evidente: scontando un numero eccessivo di tagli dei tassi, il mercato obbligazionario sembra aspettarsi un rallentamento decisamente severo, che potrebbe sfociare in una recessione.

Per contrasto i mercati azionari, che sono ai massimi storici, sembrano ignorare questa possibilità, proponendo un quadro decisamente ottimista. Questa discrepanza tra aspettative di obbligazionario e azionario pone gli investitori in una situazione di incertezza: chi sta bluffando? Ovviamente è impossibile capirlo ora, perché quando si dice che i mercati tendono ad anticipare gli eventi, è come se cercassimo di immaginarci, con una metafora, degli attori che pretendessero di recitare una commedia prima che ne sia stato scritto il copione, con gli ovvi paradossi conseguenti. La risposta emergerà col tempo e sarà il tema cruciale del 2024, accompagnandoci per un periodo significativo. Nel frattempo, è consigliabile essere prudenti e navigare con cautela in queste acque incerte.

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