Venerdì 14 Giugno 2024

Aziende italiane all'estero, un fatturato da 567 miliardi. Ecco chi ci riesce (e dove va)

Numeri in costante crescita. Sono 175 i Paesi in cui sono presenti multinazionali italiane. La Lombardia è la regione che investe di più oltre i nostri confini

Lavazza si conferma nella top 100 delle aziende con più reputazione al mondo

Lavazza si conferma nella top 100 delle aziende con più reputazione al mondo

Roma, 22 febbraio 2023 - Quanto vale il fatturato delle aziende italiane all’estero? E quali sono le aziende Made in Italy che fatturano di più? Negli ultimi anni sempre più aziende hanno optato per ampliare i propri confini aziendali oltre la frontiera italiana, internazionalizzando, così, la propria società. Solo nel 2021 le aziende internazionalizzate risultavano circa 25mila e fatturavano complessivamente circa 567 miliardi l’anno. L’andamento generale prevede per gli anni futuri una crescita costante: il valore complessivo generato dall’internazionalizzazione, infatti, vale ora oltre mille miliardi, ma è destinato a crescere. È quanto raccontano i dati contenuti nel corposo annuario “Commercio estero e attività internazionali delle imprese 2022” redatto da Istat-Ice, in cui viene delineato un disegno dettagliato dello scenario aziendale italiano internazionalizzazione.

Le roccaforti del Made in Italy

A sorpresa, l'Italia è sulla vetta del commercio mondiale soprattutto per prodotti che non rientrano nelle famose “tre F” per cui è famoso il made in Italy (fashion, food, furniture, vale a dire moda, cibo e legno-arredo): i materiali da costruzione in terracotta (è tricolore il 24,46% dei beni venduti a livello internazionale); il cuoio conciato e lavorato, gli articoli da viaggio, le borse, la pelletteria e selleria, le pellicce preparate e tinte (14,44%); le pietre tagliate, modellate e finite (12,72%); i tubi, i condotti, i profilati cavi e i relativi accessori in acciaio (10,98%); gli articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (10,70%). Il food & beverage è presente nella lista delle eccellenze, comunque, con i prodotti da forno e farinacei (13,01%) e con le bevande (9,37%).

Le aziende italiane all’estero: i numeri

Sono 175 i Paesi in cui sono presenti multinazionali italiane: Gli Stati Uniti conservano il primato anche come principale paese di localizzazione degli investimenti italiani all’estero per le attività industriali (quasi 158 mila addetti), seguiti da Romania (oltre 82mila), Brasile (oltre 75mila) e Cina (oltre 69mila). Per il settore dei servizi al primo posto figura il Brasile (oltre 71mila addetti), seguito da Spagna (quasi 66mila) e Germania (quasi 63mila). Per le imprese del settore manifatturiero residenti all'estero si conferma una forte variabilità per il costo del lavoro. Risulta molto elevato negli Stati Uniti (74,6mila euro), seguono Francia (54,8mila euro), Germania (51,4mila euro) e Regno Unito (49,2mila euro). Il costo del lavoro è piuttosto contenuto in Tunisia (4,8mila euro), Serbia (7,8mila euro) e India (7,9mila euro).

Le regioni italiani che investono di più

In Italia, in base al Rapporto Export di SACE si è visto che, il numero di aziende di medie dimensioni operanti all’estero cresce in modo costante stabilizzandosi a un 49% e tra le regioni che più investono in mercati internazionali e spostano la propria attività produttiva oltre i confini vi sono la Lombardia (11.637 casi), il Veneto (5.070), l’Emilia-Romagna (4.989) e il Piemonte (3.244).

Le motivazioni che spingono all’internazionalizzazione

La crisi economica che, a partire dal 2009 ha investito l’Italia, è stato uno dei fattori determinanti che ha spinto molte aziende ad entrare nei mercati internazionali. Inoltre è evidente che Paesi con una tassazione agevolata per le imprese siano mete molto attraenti per le aziende. Infatti, l’Italia si conferma tra i Paesi Ocse la nazione con il maggior carico fiscale con una percentuale del 43,8%, contro la media del 34,3%. Ma non è solo l’esigenza di una minor pressione fiscale la ragione alla base della delocalizzazione: una ricerca commissionata dalla banca Hsbc e realizzata dai ricercatori dell’Università di Padova ha dimostrato che il 58% delle attuali aziende italiane all’estero ha scelto di internazionalizzarsi per cercare nuove opportunità di mercato.

Le aziende italiane internazionalizzate

Banche e assicurazioni. Tra le più importanti, Assicurazioni Generali SpA, compagnia di assicurazioni, attiva in Europa occidentale, Nord America ed Estremo Oriente. L’azienda assicurativa italiana con un fatturato di 89.204 milioni di euro è la terza compagnia di assicurazioni al mondo dopo Allianz e AXA. Generali registra un +6,4%, ma un calo del 3,26% nel numero di dipendenti oggi 71.327. Altrettanto importante nello scenario internazionale Unicredit SpA. Nasce nel 1998 dall’unione dei gruppi Credito italiano e Unicredito, ribattezzata a maggio 2018 Unicredit. Ha sede a Milano e con oltre 25 milioni di clienti e attiva in 18 paesi è uno dei principali gruppi di credito a livello europeo. Nel 2017 ha fatturato 27.501 milioni di euro (-0,9%) e accoglie 91.952 dipendenti, in calo del 21,85% rispetto al 2016.

Imprese di costruzione: tra le migliori imprese di costruzione italiane nel mondo, per il secondo anno di seguito, si classifica Webuild. L’azienda ha da poco concluso l’importante acquisizione in Australia, firmando il contratto per gli asset di Clough, il secondo principale gruppo del continente nel settore delle grandi opere. Si tratta di un portafoglio ordini di oltre 4 miliardi e di 1.100 posti di lavoro aggiuntivi in un paese che vede Webuild come protagonista nell’implementazione del progetto infrastrutturale. Con questa operazione il portafoglio ordini complessivo di Webuild in Australia supera i 12 miliardi di euro, con un organico di oltre 3.000 persone.

Abbigliamento: il rinomato Gruppo Benetton, nato nel 1965 in provincia di Treviso. Il gruppo Benetton ha una propria rete di negozi in franchising nel mondo con prodotti tessili a marchio United Colors of Betton, Undercolors of Benetton e Sisley. La holding finanziaria Edizione srl della famiglia Benetton detiene il 67% delle azioni. Nel 2016 il fatturato ha registrato un fortissimo aumento del 637,2% pari a 12.508 milioni di euro. L’ultimo dato per quanto riguarda gli impiegati risale al 2015 pari a 100.000 addetti.

Food: Anche per il 2022 Lavazza si classifica all’interno della rosa delle Top 100 aziende con la più alta reputazione al mondo secondo la classifica rilasciata per il “2022 Global RepTrak” da The RepTrak Company. Lavazza consolida il suo posizionamento reputazionale, registrando un punteggio - a livello globale - di 73.9 (fascia ‘Strong’) e guadagna 6 posizioni nel ranking complessivo, attestandosi al 47° posto. È la quinta azienda italiana e, a livello locale, in Italia Lavazza raggiunge una Reputazione Eccellente con un punteggio superiore ad 80. Altrettanto famoso nel settore food, il Gruppo Barilla, gruppo internazionale con sede centrale a Parma. L’azienda possiede 29 comprensori di produzione (che includono 1 o più siti produttivi), 15 in Italia e 14 all’estero, ed esporta i propri prodotti in più di 100 Paesi.