Mercoledì 22 Maggio 2024
Luca Ravaglia
Economia

Decarbonizzazione, solo il 19% delle imprese italiane sta facendo qualcosa. Ecco i dati

Il 50% sta riducendo le emissioni, ma non abbastanza rapidamente, mentre il 31% ha addirittura visto le proprie emissioni crescere nell’ultimo anno

Decarbonizzazione

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Roma, 15 maggio 2024 – Salvare il pianeta partendo dalla tutela dell'ambiente. Lo dicono in tanti, ma lo fanno in pochi. Pochissimi. Anche se già dal prossimo futuro le tendenze potrebbero iniziare a cambiare in maniera più marcata. In effetti a oggi solo il 19% delle grandi imprese italiane (18% nel mondo) è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni nette nelle proprie attività entro il 2050. Il 50% sta riducendo le emissioni, ma non abbastanza rapidamente, mentre il 31% ha addirittura visto le proprie emissioni crescere nell’ultimo anno. E a livello mondiale la situazione è ancora più critica, visto che la metà delle aziende che divulga dati sul tema ha registrato un aumento dal 2016. I dati emergono da uno studio di Accenture'Destination Net Zero'e 'Powered for Change' realizzato anche nell'ottica di individuare le sfide principali e i passi da compiere per accelerare la decarbonizzazione. Possibile inversione di tendenza In base ai riscontri, risulta tuttavia la previsione di un significativo aumento degli investimenti nella transizione energetica, che vede l'Europa in prima linea: nel 2023, il 61% delle grandi imprese europee ha fissato obiettivi Net Zero– oltre il doppio rispetto al 2022 e alla quota statunitense – e il 74% prevede investimenti in questa direzione nei prossimi tre anni – oltre il doppio rispetto alla media globale. “Da qualche tempo - conferma Sandro Orneli, responsabile sostenibilità di Accenture - si sta osservando un'importante spinta verso la transizione energetica, sia a livello normativo che sociale. Oggi, le aziende e gli investitori sono sempre più consapevoli del valore di business che la sostenibilità può creare, con un significativo ritorno degli investimenti. La vera sfida attuale consiste nell'integrare appieno la sostenibilità nella strategia e nel business, accelerando il percorso verso l'obiettivo 'Net Zero'. È fondamentale, però, che le iniziative aziendali siano parte di una collaborazione più ampia tra diversi settori e ambiti di mercato. Solo così la decarbonizzazione industriale potrà trasformarsi da una barriera insormontabile a una forza economi". Il caso Italia In Italia, la maggior parte dei fornitori delle grandi aziende è costituito da piccole e medie imprese, il cui ingaggio, attraverso programmi di sensibilizzazione, supporto e formazione sulla sostenibilità, è fondamentale ai fini della decarbonizzazione. Per poter supportare la transizione a livello di sistema Paese, le grandi aziende dovranno quindi fornire strumenti per la collaborazione e l’evoluzione congiunta delle pratiche lavorative in chiave sostenibile. “È necessario muoversi da una logica di azienda 'silos' - aggiunge Orneli - verso una concezione di 'rete' e di 'Sistema Paese' che faccia leva sulla collaborazione a livello di filiere industriali per la progressiva rotazione verso modelli di business sostenibili e a bassa impronta carbonica. Per questo, Accenture sta collaborando con aziende italiane e internazionali a numerosi programmi di decarbonizzazione, anche sfruttando l’utilizzo di piattaforme digitali abilitanti. Tra queste iniziative di ecosistema si distingue Open-es, di cui Accenture è partner, che già vede la partecipazione di oltre 16.000 aziende appartenenti a più di 70 settori”. L'impatto nel mondo Mentre a livello europeo già oggi aumentano le aziende che si pongono obiettivi 'Net Zero', le previsioni individuano una crescente diffusione di questo approccio anche a livello globale, in particolare grazie alle iniziative dei grandi gruppi e delle aziende internazionali. Il ruolo dell’industria pesante L'industria pesante gioca un ruolo fondamentale per accelerare il processo, sia in quanto maggiore responsabile delle emissioni a livello globale (a questo comparto è imputabile il 40% di Co2) sia a causa dell’interdipendenza delle aziende di questo settore con quelle dell'industria manifatturiera più 'leggera': il mancato raggiungimento degli obiettivi nell’industria pesante potrebbe avere effetti a cascata su tutti gli ambiti industriali ai quali è correlata. La soluzione non è però semplice, visto che oltre alla difficoltà di accesso a energia a basse emissioni che sia anche a basso costo, i leader dell’industria pesante condividono una certa sfiducia nella propria capacità di offrire prodotti o servizi competitivi a zero emissioni. Il 40% delle aziende in questi settori afferma di non poter sostenere ulteriori investimenti nella decarbonizzazione nell’attuale contesto economico e il 63% è convinto che le misure prioritarie da adottare non saranno economicamente vantaggiose prima del 2030. La via d'uscita Secondo Accenture, i tre passi cruciali da intraprendere entro i prossimi anni sono quelli di  concentrarsi sull’adozione di tecnologie a basse emissioni facendo leva su quelle già industrialmente validate come l’idrogeno, ridurre i costi legati alle infrastrutture a basse emissioni e ampliare l’adozione di piattaforme tecnologiche e digitali che attivino intere filiere.

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