Comunità energetiche rinnovabili in Italia, aiuti per 5,7 miliardi

Via libera della Commissione europea: risorse destinate alla costruzione di impianti e all’espansione di quelli esistenti

Fonti energetiche rinnovabili

Fonti energetiche rinnovabili

Bruxelles, 30 novembre 2023 - Nuovo passo in avanti nella direzione delle comunità energetiche rinnovabili in Italia grazie ad un aiuto di Stato da 5,7 miliardi. La Commissione europea ha dato il via libera a un regime di aiuti all'Italia, in parte concesso tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), per sostenere la produzione e l'autoconsumo di energia elettrica rinnovabile. Le risorse sono destinate alla costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile e l'espansione di quelli esistenti. Ne beneficiano i progetti di dimensioni limitate, con una capacità fino a 1 MW. I beneficiari possono accedere al regime di aiuti di Stato in base al principio "primo arrivato, primo servito". Due misure di aiuto per piccoli impianti Il regime si compone di due misure di aiuto: una tariffa vantaggiosa sul quantitativo di energia elettrica consumato dagli autoconsumatori (clienti finali che generano energia elettrica da fonti rinnovabili per il proprio consumo) e dalle comunità energetiche rinnovabili (soggetti giuridici che permettono ai cittadini, alle piccole imprese e alle autorità locali di produrre, gestire e consumare la propria energia elettrica), pagata su un periodo di 20 anni. La misura, con un bilancio totale di 3,5 miliardi, sarà finanziata mediante un prelievo sulle bollette dell'energia elettrica di tutti i consumatori; una sovvenzione agli investimenti fino al 40 % dei costi ammissibili, per un bilancio totale di 2,2 miliardi, finanziata mediante il dispositivo per la ripresa e la resilienza. Per beneficiare dei finanziamenti a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza, i progetti ammissibili devono diventare operativi prima del 30 giugno 2026 e dovrebbero essere ubicati in comuni con meno di cinquemila abitanti. Sebbene le due misure possano essere combinate, l'importo totale dell'aiuto di Stato non può superare il deficit di finanziamento dei progetti, in modo che l'aiuto sia limitato al minimo necessario per la realizzazione dei progetti. I rilievi della Commissione: misura idonea e necessaria Secondo il commissario Didier Reynders, responsabile della politica di concorrenza, questo regime per un importo di 5,7 miliardi "consente all'Italia di sostenere la produzione e l'autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle comunità energetiche. Rafforzerà l'impegno dei cittadini e la loro partecipazione diretta alla transizione verso l'energia verde aiutando le comunità locali a moltiplicare gli impianti di produzione di energia rinnovabile. La misura di aiuto italiana contribuirà, in linea con il Green Deal europeo, al conseguimento degli obiettivi in materia di decarbonizzazione e produzione di energia elettrica dell'UE e dell'Italia". La Commissione ha rilevato è che la misura è necessaria e adeguata affinché l'Italia consegua gli obiettivi ambientali europei e nazionali. Inoltre, la misura è proporzionata, in quanto è limitata al minimo necessario. In particolare, l'aiuto è concesso a piccoli impianti e non supera il deficit di finanziamento; ha un effetto di incentivazione, in quanto gli impianti di energia rinnovabile sovvenzionati non sarebbero finanziariamente sostenibili senza il sostegno pubblico.

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