Mercoledì 24 Aprile 2024

Cala il numero di colf e badanti in Italia: -7,9%. E spunta l’ombra del lavoro nero

Quinto rapporto dell’Osservatorio Domina: il lavoro domestico vale l’1% del Pil.

In calo il numero di colf e badanti registrate in Italia

In calo il numero di colf e badanti registrate in Italia

Roma, 13 febbraio 2024 – Calano i lavoratori domestici regolari in Italia. È questo uno dei dati di maggior rilievo emerso dal 5° rapporto annuale sul lavoro domestico, promosso e presentato dall’Osservatorio Domina. La ricerca ha preso in analisi l’anno 2022 e ha dimostrato che, rispetto al 2021, i lavoratori domestici regolari sono poco meno di 900 mila e sono diminuiti del 7,9% (-76.548). Secondo lo stesso studio, il decremento sarebbe la conseguenza dell’esaurimento degli effetti della sanatoria, la norma che ha consentito la regolarizzazione di molti lavoratori domestici stranieri e che ha riportato gli assunti regolari ai livelli del 2016.

Quanto vale il lavoro domestico

Tuttavia, nonostante il calo, il lavoro domestico offre un contributo molto positivo all’economia del paese, rappresentando l’1% del Pil italiano, di cui un quinto è prodotto in Lombardia (21,5%). Complessivamente la spesa delle famiglie italiane raggiunge 14,3 miliardi, di cui 7,7 per badanti e 6,6 per colf. Cifre che rappresentano un grosso risparmio per lo Stato stesso, che, senza la spesa sostenuta dalle famiglie, dovrebbe sobbarcarsi un costo di 19,8 miliardi per la gestione in struttura di quasi 1 milione di anziani. In questo contesto, infatti, la possibilità dell’assistenza a domicilio - fornita dai lavoratori domestici - si traduce in risparmio per le casse pubbliche.

Cresce la componente italiana e la presenza maschile

A livello nazionale, coerentemente con il passato, si registra una forte prevalenza dei lavoratori domestici stranieri (69,5%), ma, allo stesso tempo, cresce la percentuale dei lavoratori italiani, che raggiunge il 30,5%. Tra le nazionalità straniere, invece, la componente più significativa è rappresentata dall’Est Europa, pari al 35,4% del totale. A seguire i lavoratori provenienti da nazioni asiatiche (17%). Un altro dato importante è il numero dei lavoratori domestici di genere maschile. Sebbene storicamente questo settore sia identificato in Italia con il genere femminile, nel 2022 sono stati registrati oltre 121 mila lavoratori domestici di genere maschile (oltre il 13% del totale).

Chi sono i datori di lavoro

Lo studio dell’Osservatorio Domina riporta anche l’identikit dei datori di lavoro, che si stima siano circa 978 mila, 109 ogni 100 lavoratori domestici. Una statistica che dimostra come sia frequente il caso di lavoratori occupati presso lo stesso datore di lavoro. Le fasce di età che assumono più colf e/o badanti sono quella sotto i 60 anni (31,2%) e quella sopra gli 80 (36,1%). Tenendo in considerazione la nazionalità dei datori di lavoro, a dominare sono gli italiani (93,8%); mentre, gli stranieri comunitari rappresentano il 2,5% e quelli extra Ue il 3,7%.

La necessità di una riforma

A fronte degli importanti numeri che riveste il settore in questione, si è espresso Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di Domina, il quale ha ribadito la necessità di una “struttura di governance adeguata a trasformare il lavoro sommerso in lavoro regolare, proponendo ai datori di lavoro incentivi finanziari”. Lo stesso Gasparrini ha poi concluso, sostenendo che “i tempi sono maturi per una riforma completa del settore capace di coinvolgere attivamente le parti sociali e capace allo stesso tempo di rispondere alle sfide demografiche, sociali ed economiche in corso nel nostro Paese”.

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