Martedì 28 Maggio 2024

Brennero, la Ue boccia l’Austria: "Ora il caso alla Corte di Giustizia"

No ai divieti imposti da Vienna: impedivano la libera circolazione delle merci

Brennero, la Ue boccia l’Austria: "Ora il caso alla Corte di Giustizia"

Brennero, la Ue boccia l’Austria: "Ora il caso alla Corte di Giustizia"

Nella partita tra Italia e Austria sul transito dei mezzi pesanti dal Brennero, a segnare il primo gol è l’Italia ed è una rete che potrebbe decidere le sorti di questo lungo braccio di ferro. Ieri, infatti, la Commissione europea, che aveva convocato a Bruxelles in audizione i rappresentanti dei due governi, ha ufficialmente censurato, attraverso un parere motivato, la politica ostruzionistica adottata dall’Austria lungo il Corridoio del Brennero in quanto contrari alla libera circolazione di beni prevista dagli articoli 34 e 35 del Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione).

La notizia è stata accolta con "grande soddisfazione" dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini e ora l’Italia, spiega il Mit in una nota, procederà a formalizzare il ricorso in Corte di Giustizia europea come previsto dall’articolo 259 del (Tfue) per ristabilire un quadro giuridico favorevole alle imprese e tutelare il principio di libertà all’interno della Ue. Il corridoio del Brennero è strategico per l’economia italiana, perché su quella strada transita buona parte delle nostre esportazioni verso il Nord Europa così come garantisce gli approvvigionamenti e le forniture di materie prime e semilavorati all’industria nazionale di trasformazione. Tuttavia, dal 2010, per tutelare la qualità dell’aria, il land del Tirolo ha introdotto una serie di divieti al transito dei Tir: il primo è stato il divieto di transito notturno a cui sono seguiti i divieti settoriali (interessati, tra gli altri, i camion che trasportano alcune categorie di merci tipo legname in tronchi, carta e cartone, marmo, piastrelle, minerali ferrosi, pietre, cemento, tubi); il divieto invernale di circolazione nelle giornate di sabato e il sistema di dosaggio, ossia quelle misure che in determinati giorni limitano a un massimo di 300 veicoli l’ora il numero di Tir che possono immettersi sull’autostrada A12 nei pressi di Kufstein.

Tutte misure che "mancano di coerenza e non possano essere giustificate nella loro interezza". Il parere della Commissione avvalora quindi "la bontà della posizione del governo italiano" che, anche per iniziativa del vicepremier Salvini, ha deciso di intraprendere la strada giudiziaria dopo anni di interlocuzioni finalizzate a trovare una soluzione negoziata, frustrate dall’intransigenza austriaca. A questo punto il governo italiano può decidere di portare Vienna davanti alla Corte di giustizia Ue.

Giorgio Costa