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ELISA SERAFINI
Economia

Dopo la Brexit: l'economia del Regno Unito tra Sterlina debole e bassa occupazione

L’uscita dall’UE non ha ancora prodotto i risultati promessi: ridurre tasse e burocrazia, ma ha già mostrato gli effetti negativi con la diminuzione delle esportazioni e una grave carenza di lavoratori soprattutto nei settori della logistica e del retail

"Good bye Europe", un'immagine simbolo della Brexit
"Good bye Europe", un'immagine simbolo della Brexit

Sono trascorsi due anni e mezzo da quando il Regno Unito ha deciso di lasciare l'Unione Europea, un passaggio storico noto come Brexit. Questo articolo esplora gli effetti di questa decisione monumentale e i trend emergenti nell'economia britannica.

La Brexit era stata concepita come un mezzo per rendere il Regno Unito più indipendente dall'UE e dalle sue normative, con l'obiettivo di ridurre tasse e burocrazia e stimolare l'economia. Tuttavia, gli effetti di questa "trasformazione” sono stati in parte negativi, anche se il Paese è ancora in attesa dei potenziali vantaggi promessi. Il primo effetto evidente è stato sulla forza lavoro. Dopo la Brexit e la pandemia, la percentuale di popolazione occupata è scesa sotto il 64%. Molti lavoratori hanno anticipato la pensione, altri sono tornati nei loro paesi di origine o hanno cercato opportunità altrove. Settori come la logistica e il retail sono stati particolarmente colpiti, con un deficit stimato di 100.000 camionisti e operatori logistici.

Le nuove regole post-Brexit hanno scoraggiato l'immigrazione, costringendo il Regno Unito a reagire adottando leggi più flessibili. I cartelli "we are hiring” sono diventati un elemento comune nelle periferie di Londra. In termini macroeconomici, alcuni studi suggeriscono che il Regno Unito post-Brexit sarebbe più povero del 5.5% rispetto a un Regno Unito che fosse rimasto all'interno dell'UE. Questo è in linea con le previsioni fatte dalla Bank of England nel 2017.

Dal referendum dell'UE ad oggi, la Sterlina si è indebolita, perdendo quasi un quinto del suo valore. Anche se la Brexit può aver contribuito a questa svalutazione, potrebbe non essere l'unico fattore. Per quanto riguarda gli investimenti e il commercio internazionale, i dati non sono particolarmente promettenti. Nonostante ciò, il governo britannico continua a sostenere la scelta dell'uscita dall'UE, pubblicando un documento di oltre 100 pagine che delinea la strategia di potenziamento post-Brexit. Questo documento evidenzia i settori in cui il Regno Unito potrebbe trarre vantaggio dalla Brexit, tra cui porti, agricoltura, digitale, farmaceutico, industria ed energia.

Tuttavia, l'analisi del post-Brexit richiede più di pochi anni. È chiaro che la Brexit ha rappresentato una piccola rivoluzione per il Regno Unito, con cambiamenti significativi che si stanno ancora svolgendo. Solo il tempo dirà se i benefici promessi supereranno gli ostacoli incontrati lungo il percorso, che il Paese sta ancora affrontando. I settori dell'economia britannica che hanno risentito maggiormente dell'uscita dell'Unione Europea sono stati l'esportazione, l'occupazione e l'economia in generale.

La Brexit, infatti, ha portato a una diminuzione delle esportazioni del Regno Unito verso l'UE, a causa delle nuove barriere commerciali instaurate. Sul fronte dell'occupazione, il settore della logistica è uno dei più colpiti. La carenza di camionisti e operatori logistici ha portato a una grave crisi nel settore, con aziende che faticano a trovare personale qualificato. Anche il settore del retail ha risentito della mancanza di lavoratori, con numerose aziende che cercano disperatamente personale. Dal punto di vista economico, il Regno Unito avrebbe subito una contrazione del 5,5% rispetto a quanto previsto in caso di permanenza nell'UE.

Nonostante le previsioni ottimistiche della Bank of England, la Sterlina ha perso quasi un quinto del suo valore dal giorno del referendum. Tuttavia, non tutto è perduto. Il governo britannico ha infatti elaborato un piano di potenziamento post-Brexit, cercando di trarre vantaggio dalla nuova autonomia regolamentare. L'obiettivo è quello di sfruttare le opportunità offerte da settori come l'agricoltura, il digitale, la farmaceutica, l'industria e l'energia. Sebbene la Brexit abbia portato a significative sfide per l'economia britannica, esistono anche potenziali opportunità. Sarà fondamentale per il Regno Unito sfruttare queste occasioni per superare le difficoltà attuali e costruire un futuro economico prospero e sostenibile.