Banco Bpm, utile +85%. Cedole per 848 milioni

L’ad Castagna: "Soddisfatti dei risultati brillanti. Il Piano parte molto forte"

Banco Bpm, utile +85%. Cedole per 848 milioni

Banco Bpm, utile +85%. Cedole per 848 milioni

Boom di profitti per Banco Bpm nella stagione dei bilanci 2023. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha chiuso l’esercizio con 1,26 miliardi di utile (+85% anno su anno) dopo ricavi per 5,34 miliardi (+14%). Il conto economico è stato sostenuto principalmente dal margine di interesse che nel periodo in esame è cresciuto del 42% a 3,3 miliardi. Il forte incremento della redditività permetterà al Banco di staccare una cedola da 56 centesimi per azione, in aumento del 143%, pari a una distribuzione complessiva di 848 milioni, in aumento di 100 milioni rispetto alla guidance. Alla luce di questi risultati il gruppo lombardo conferma gli obiettivi del piano strategico al 2026, con un target di utile complessivo di 6 miliardi e un payout al 67% in arco piano.

"Siamo davvero molto soddisfatti dei brillanti risultati conseguiti, con il nuovo Piano Strategico abbiamo intrapreso un percorso che, nelle nostre ambizioni, ci porterà da un lato a fissare una struttura di conto economico che sostenga la sistematica creazione di valore per tutti gli stakeholder, dall’altro a consolidare la nostra posizione di terzo polo bancario", ha detto Castagna, commentando i risultati del 2023.

"L’utile netto di circa 1,3 miliardi e la proposta di dividendi superiori alla guidance, pari a 56 centesimi per azione, sintetizzano con chiarezza la capacità di generare valore che abbiamo stabilmente raggiunto e che, in virtù del piano strategico approvato lo scorso dicembre, continueremo a sviluppare con crescente incisività", ha precisato l’ad. Secondo Castagna "i risultati operativi raggiunti e l’efficacia delle azioni commerciali a favore dei nostri clienti, famiglie e imprese, mettono in luce il rafforzamento del ruolo che Banco Bpm si è ritagliato nel panorama creditizio nazionale".

Il gruppo ha impresso un’ulteriore accelerazione al processo di derisking, prevedendo in arco piano cessioni complessive per circa 700 milioni, al netto delle operazioni già effettuate in corso d’anno, che consentiranno di raggiungere un’ulteriore contrazione dello stock di crediti deteriorati. Al 31 dicembre l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti lordi si è ridotta al 3,5% dal 4,2% del 31 dicembre 2022. Il costo del credito risulta in riduzione a 53 punti base, rispetto ai 62 punti di fine 2022. Il Banco ha annunciato infatti un Cet1 al 14,2% rispetto al 12,8% di fine 2022.

La Bce ha inoltre autorizzato il gruppo ad applicare il cosiddetto Danish Compromise, la norma nata nel 2012 durante la presidenza danese del Consiglio Europeo che consente di ottenere uno sconto nel calcolo dei coefficienti patrimoniali consolidati.

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