Giovedì 23 Maggio 2024
LORENZO PEDRINI
Economia

Dalla Golf alla Panda, icone senza tempo. Ecco le auto 'del popolo'

I modelli che hanno fatto la storia dell'automotive, per vendite, rapporto qualità prezzo, e per la simpatia suscitata nella percezione popolare

Quando Schumacher firmò una Panda per l'Unicef (Ansa)

Quando Schumacher firmò una Panda per l'Unicef (Ansa)

Italo Calvino, parlando di letteratura, sosteneva che i classici fossero quei libri che non avevano mai finito di dire quel che avevano da dire. E viene facile, spostando sulle automobili il fuoco del ragionamento, convincersi di quanto ancora abbiano da dire alcuni dei modelli che hanno già ampiamente fatto (e continuano imperterriti a fare) la storia dell'automotive. Lasciando stare per una volta le tanto celebrate icone di stile come Ferrari o Rolls Royce, pensiamo però che valga la pena soffermarsi su quelle vetture che la dimensione iconica l'hanno raggiunta 'sul campo' e nel cuore della gente. Per una storia delle quattro ruote che leghi prestazioni, rapporto fra qualità e prezzo, diffusione capillare e (perché no?) la 'simpatia' suscitata nella percezione popolare. Non ce ne vorranno gli sciovinisti, ma è proprio l'aggettivo 'popolare' che ci obbliga a cominciare il racconto dalla mitica Golf, brand di punta di una tedesca Volkswagen il cui nome, appunto, significa "auto del popolo". Ebbene, dal lontanissimo 1974 l'auto simbolo della casa di Wolfsburg di esemplari ne ha venduti uno ogni 45 secondi, senza soluzione di continuità e senza rinunciare alla tradizionale aura di affidabilità e convenienza che l'ha sempre contraddistinta. Tradotto in numeri, significa qualcosa come 35 milioni di macchine alla vigilia dell'era del Covid (marzo 2019), per una media di 778mila esemplari l’anno, 64.800 al mese e 2.160 al giorno. Insomma, l'apogeo del potenziale dell'industria meccanica al servizio del consumatore medio, a partire dalla prima serie in stile anni '70 (disegnata da Giorgetto Giugiaro) e finendo con l'ottava (in produzione, appunto, dal 2019). Ma pure passando per un riconoscimento come Auto dell'anno del 1992 eguagliato da un'altra Volkswagen (la Polo) solo diciotto anni più tardi. Quello che a molti è sembrato un monopolio annuale delle classifiche europee di vendite del tutto inscalfibile (memorabili i 13 anni in testa alla graduatoria dal 1982 al 1994), però, è stato in realtà più di una volta battuto da diverse altre auto che hanno fatto epoca. A partire, venendo all'Italia, da quella Fiat Punto che proprio nell'anno della maledetta finale mondiale di Pasadena scalzò l'ingombrante concorrente. All'indomani, quindi, di una messa in produzione della prima versione (ne seguiranno altre due) iniziata proprio nel 1993. E il caso volle che il gioiellino del colosso torinese fosse anch'esso opera della mente di Giugiaro e che venisse presentato al pubblico, onta delle onte, sullo sfondo del teutonicissimo Salone dell'automobile di Francoforte di quell'anno. Concepita come erede della Fiat Uno (un altro bel pezzo di storia targato Mirafiori) per la Punto il premio di Auto dell'anno arrivò poi a stretto giro, nel 1995. Quando, a soli 18 mesi dal lancio, ne erano già stati venduti un milione e mezzo di esemplari e poco prima del parziale restyling datato 1997 e dell'uscita del nuovo modello, nel 1999. Per poi ripetere l'exploit di auto europea più venduta, ancora una volta, nel 2006. Poi, per non scontentare nessuna delle grandi nazioni europee produttrici di auto, occorre senz'altro citare anche la Peugeot 208. Il cui posto nel cuore del mercato, a dispetto dei soli dieci anni di anzianità, è testimoniato mentre scriviamo dal titolo di auto più venduta in Europa nel 2022. (Secondo Automotive News, infatti, durante lo scorso anno ne sono state immatricolate ben 199.302, per un +4,8% di vendite anno su anno). Ma il punto, parlando di storia, è che la 208 nasce sì nel relativamente vicino 2012, ma punta dichiaratamente ad aggiornare i fasti dei gloriosi (e più anziani) predecessori nati dalla vocazione imprenditoriale della dinastia di Sochaux, ora parte del Gruppo Stellantis. Infatti, a ben guardare, non solo la Peugeot 208 sostituì di fatto il modello 207 (nato nel 2006), ma puntò fin da subito a rinverdire il successo della sua antenata ideale, quella Peugeot 205 che calca l'asfalto del nostro continente dal remoto 1983. Tradizione e innovazione, dunque, formula forse abusata ma di certo calzante. Mentre addirittura qualcosa di più rappresentano nel cuore di tutti gli italiani altri tre modelli di utilitaria sui quali una buona metà dei nostri connazionali è montata almeno una volta nella vita. Parliamo, in primo luogo, di una Fiat Panda che non ha bisogno di presentazioni e che, dall'alba di un 1980 in cui si prese la scena al posto delle strette parenti 126 e 127, rimane al centro di innumerevoli aneddoti dal tono compreso fra il nostalgico, il commovente e il leggendario. E, in seconda battuta, dell'Autobianchi Y10, capace di sfidare partendo da quel di Desio, nel decennio compreso fra il 1985 e il 1995, lo strapotere economico e mediatico della famiglia Agnelli. Chiudendo, infine, una menzione d'onore non può che spettare anche alla Lancia Y, epigona dichiarata proprio della Y10 e ora pronta, nel 2023, al lancio di un'ennesima versione che, come da tradizione, si prepara a fare incetta di consensi soprattutto tra le donne. Già, perché i numeri dicono che, dopo quattro generazioni e più di 3 milioni di unità vendute, nell'ultimo anno il 60% delle automobiliste italiane ha scelto ancora una volta lei.

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