Giovedì 25 Luglio 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Auto, un futuro oltre Stellantis: "Otto produttori pronti a investire"

Il ministro Urso: "Il governo ha già dato, ora tocca all’azienda". Entro fine mese il nuovo piano incentivi

Roma, 2 aprile 2024 – Parte il round di trattative sul futuro di Stellantis, proprio nel giorno in cui il mercato dell’auto segna la prima battuta d’arresto dopo 19 mesi di crescita. A marzo il calo è stato del 3,7%, con Stellantis che ha perso quasi il 12%. Ma ai tavoli convocati dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, mancano i vertici dell’azienda. Assenze giustificate dai manager invocando la "policy aziendale legata agli incontri nel periodo di campagna elettorale". Una scelta che non è andata giù ai sindacati. Mentre lo stesso esponente del governo non ha esitato a lanciare un nuovo monito all’azienda: "Il governo ha già dato, ha messo in campo una politica per l’auto, ha realizzato un piano di incentivi per l’innovazione e per la commercializzazione. Ora tocca all’azienda adattare il suo piano industriale e finanziario rispetto a quello che il sistema Italia, e non il governo, si aspetta".

Il ministro Adolfo Urso
Il ministro Adolfo Urso

Il riferimento è alla nuova raffica di eco-incentivi ormai ai nastri di partenza con una dote complessiva di 950 milioni e sussidi che, per le fasce più deboli, possono arrivare a 13.500 euro. Bonus che dovrebbero ricevere il via libera di Palazzo Chigi al massimo entro maggio. Urso continua anche a cercare un secondo produttore di auto per arrivare alla soglia di 1,3 milioni di vetture all’anno e rivela che almeno 7-8 grandi gruppi avrebbero bussato alla porta del dicastero di via Veneto dichiarando il proprio interesse a investire nel nostro Paese. "Capisco che Tavares tuteli gli interessi degli azionisti, ma il governo tutela gli interessi degli italiani", ha sottolineato il numero uno del dicastero delle Imprese, spiegando che negli altri Paesi europei, "ci sono da sei a otto case automobilistiche, come in Francia, Germania Spagna, Polonia mentre da noi c’è solo Stellantis".

Ma i riflettori, ieri, erano soprattutto diretti sugli stabilimenti italiani. A partire da quello di Melfi. L’azienda ha confermato di voler produrre cinque nuovi modelli full electric nell’impianto lucano, ma i sindacati chiedono che almeno una parte delle vetture sia "ibrida" anche per le difficoltà che incontrano le auto completamente elettriche a imporsi sul mercato italiano. Resta tutto da sciogliere, poi, il nodo dei lavoratori dell’indotto, con circa 9 mila lavoratori tra diretti (5.675) e indiretti. Oggi la fabbrica produce 170mila vetture all’anno, la metà rispetti al 2017.

Duro il giudizio della Fiom-Cgil: "Credo sia chiaro anche agli orbi: senza l’amministratore delegato di Stellantis questa discussione non va da nessuna parte. L’ad deve venire in Italia per rispetto di questo Paese", dice il segretario Michele De Palma.

Prima della riunione con Stellantis, il ministro delle imprese ha presentato ai giornalisti le iniziative programmate per la giornata del Made in Italy prevista per il 15 aprile. "Le nostre esportazioni dal 2015 al 2023 sono aumentate del 48%. Siamo cresciuti più di altri Paesi Ue, abbiamo scavalcato la Corea del Sud come quinto produttore mondiale, grazie alle nostre eccellenze produttive", ha concluso Urso.