Domenica 14 Luglio 2024
LUCA TAVECCHIO
Economia

Airbnb pagherà al Fisco 576 milioni: "Nessuna rivalsa su chi ha affittato"

L’accordo per gli anni dal 2017 al 2021. Sul periodo 2022-2023 "è aperto un confronto costruttivo"

Airbnb pagherà al Fisco 576 milioni: "Nessuna rivalsa su chi ha affittato"

Airbnb pagherà al Fisco 576 milioni: "Nessuna rivalsa su chi ha affittato"

Chi deve pagare le tasse sugli affitti incassati tramite gli annunci su Airbnb? Una risposta - almeno per quanto riguarda agli anni fiscali dal 2017 al 2021 - arriva dall’accordo siglato ieri tra la piattaforma online di affitti brevi e il Fisco italiano. La società americana (in Europa ha sede a Dublino, in Irlanda) che gestisce il portale verserà alle casse dello Stato 576 milioni di euro, di cui 353 milioni per le tasse non versate, 174 milioni di sanzioni e 49 milioni di interessi. La piattaforma ha annunciato che per versare la somma non si rivarrà sugli host, i proprietari inserzionisti. Si è chiuso così il contenzioso seguito all’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Milano, che aveva portato al maxi sequestro preventivo di 779 milioni di euro ad Airbnb, colpevole di aver evaso per anni - dal 2017 al 2021 - la cedolare secca sugli affitti. Resta ancora aperta invece la disputa sul periodo 2022-2023, sul quale però la stessa società dice che è in corso "un confronto costruttivo con le autorità".

Per quanto riguarda il 2024, tutto dipenderà dalla legge di Bilancio che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre. Nella sua formulazione attuale, la legge prevede che la cedolare secca venga versata dalle piattaforme (non solo quindi Airbnb) che ospitano gli annunci e si occupano della mediazione (compreso il pagamento) tra affittuari e host. I portali saranno in pratica sostituti d’imposta.

"Abbiamo accolto con favore questa proposta normativa – ha detto Airbnb in una nota – e ci stiamo preparando ad adempiere, con l’introduzione di un meccanismo di trattenuta e versamento delle imposte sui redditi degli host rilevanti all’Agenzia delle Entrate". È probabile quindi che dall’anno prossimo la piattaforma tratterrà la somma dovuta allo Stato (21%) prima di accreditare i canoni agli host. La società ha poi spiegato chi sono e quanto guadagnano i migliaia di host non professionali italiani. "Oltre tre quarti di loro – spiega la piattaforma – hanno solamente un annuncio; l’host tipico ha guadagnato l’anno scorso poco più di 3,500 euro. Circa un due terzi (59%) ha dichiarato che i proventi realizzati ospitando gli consente di arrivare a fine mese. Il 15% afferma di lavorare nella sanità, l’educazione o la pubblica amministrazione. La gran parte degli host su Airbnb in Italia sono persone comuni che si affidano alla piattaforma per integrare il proprio reddito familiare".

Il mezzo miliardo di euro che sarà versato da Airbnb sono solo l’ultimo degli accordi milionari tra l’Agenzia delle Entrate e i colossi americani del web, il cui elenco comprende Apple (318 milioni), Google (306 milioni), Amazon (100 milioni), Facebook (100 milioni), Booking (93,3 milioni) e Netflix (55,8 milioni).