Affitti brevi, c’è l’obbligo del Cin. Imposte riscosse dalle piattaforme

Pesanti sanzioni a chi non espone il Codice identificativo nazionale o non lo inserisce negli annunci

Stretta sugli affitti brevi (Imagoeconomica)

Stretta sugli affitti brevi (Imagoeconomica)

Roma, 10 gennaio 2024   –  Era da tempo che, anche in Italia, si invocava una stretta sugli affitti brevi, al pari di quanto già accade in alcune importanti città turistiche del mondo, New York in primis. Nella Grande Mela, infatti, dallo scorso settembre sono entrate in vigore regole così stringenti da far scomparire immediatamente migliaia di annunci da arcinote piattaforme online come Airbnb, guidata da Brian Chesky, e Vrbo. Dopo alcune esperienze – non tutte a buon fine – in grandi capitali europee come Parigi e Berlino, ora anche il nostro Paese prova a mettere un argine al proliferare degli appartamenti destinati ad affitti turistici brevi nelle località più amate dai visitatori.

Arriva infatti il Cin, il Codice identificativo nazionale per gli affitti brevi, introdotto per decreto nell’ambito della manovra 2024. Sarà obbligatorio esporre il codice e inserirlo negli annunci degli appartamenti: per chi non lo fa si prevedono pesanti sanzioni. Inoltre, da gennaio 2024 cominciano i controlli diretti da parte dell’Agenzia delle entrate, poiché le nuove regole impongono ai portali web di comunicare all’ente i dati degli host (i proprietari degli appartamenti). Sempre da gennaio, le piattaforme online devono applicare la cedolare secca.

Tra le novità del testo (la cui bozza era già stata condivisa dalla ministra del Turismo Daniela Santanché con le associazioni di categoria) compaiono, appunto, l’obbligo di comunicare l’avvio dell’attività al comune – che, a sua volta, concederà il codice identificativo; l’obbligo di esporre il bollino negli annunci; l’obbligo di applicare la tassa di soggiorno da versare al Comune e di comunicare i flussi turistici alla regione.

Le norme entreranno in vigore solo quando sarà effettivamente operativa la banca nazionale del turismo: i bollini rilasciati a livello locale saranno, allora, automaticamente convertiti in Cin. Nel frattempo, chi vorrà dare in locazione l’immobile dovrà seguire la procedura già prevista a livello locale.

Di fatto, la normativa nazionale in materia di Cin non introduce alcun adempimento aggiuntivo rispetto a quelli già attualmente previsti a livello locale. Ma le nuove norme introducono controlli più accurati sui locatori, anche per combattere la piaga degli affitti in nero. Agenzia delle entrate e Guardia di finanza hanno infatti il compito di effettuare specifiche indagini sui soggetti che affittano senza bollino: un’attività più facile, ora che le norme europee obbligano i portali online a comunicare periodicamente alle Entrate i dati di tutti i locatori.

Quanto alla cedolare secca, dopo l’accordo siglato con l’Agenzia delle Entrate, sia Airbnb che Booking hanno annunciato che tratterranno e verseranno mensilmente la cedolare al 21%. L’aliquota salirà al 26% dal secondo appartamento in poi.

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