Sabato 13 Aprile 2024

Lavoro, 12 milioni di lavoratori attendono il rinnovo del contratto

Si allungano i tempi: i contratti nazionali restano scaduti mediamente per più di due anni e mezzo

Cica 1,4 milioni i metalmeccanici che attendono il rinnovo del contratto nazionale

Cica 1,4 milioni i metalmeccanici che attendono il rinnovo del contratto nazionale

Roma, 15 febbraio 2024 – Sono circa 12 milioni i lavoratori pubblici e privati che attendono i rinnovi dei contratti nazionali del lavoro. Quasi 7 milioni, secondo i numeri del segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, i lavoratori nel commercio, turismo e servizi che sono senza contratto ormai da quattro anni. Il 2024 dovrà quindi essere, affermano i sindacati, l'anno dei rinnovi a partire dai due più importanti contratti nazionali: quello dei metalmeccanici, che coinvolge circa 1,4 milioni di lavoratori in 38mila aziende e, appunto, commercio e turismo. Non sarà però facile arrivare al rinnovo e quindi all'adeguamento al costo della vita dei salari in questa fase economica complicata. 

«Non si può più attendere», incalza il segretario confederale della Cisl, Mattia Pirulli. «Come ha evidenziato anche la ministra Calderone è urgente aprire una grande stagione di rinnovi dei contratti collettivi, sia nazionali che aziendali/territoriali», sottolinea, auspicando «strumenti, anche normativi, a sostegno della contrattazione per ridurre i tempi di attesa dei rinnovi» e «un rilancio della contrattazione di secondo livello, attraverso la quale promuovere strumenti di partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'impresa, garanzia fondamentale per migliorare la qualità del lavoro, per la crescita delle retribuzioni e per una nuova dimensione delle persone nella vita delle aziende». 

Secondo l'ultima rilevazione Istat, alla fine di dicembre 2023 risultavano scaduti 29 contratti, di cui tre nell'industria, che interessano 302mila lavoratori, 11 nei servizi privati, per un totale di 3,3 milioni di lavoratori, e 15 nella pubblica amministrazione, per 2,8 milioni di lavoratori. In totale, quindi, attendono il rinnovo circa 6,5 milioni di lavoratori dipendenti, oltre la metà (53,4%) del totale. Alla stessa data sono invece in vigore 44 contratti, che riguardano tutto il settore privato. Sempre secondo l'istituto nazionale di statistica, nell'ipotesi di assenza di rinnovi, nel primo semestre 2024 resterebbero in vigore una quota di contratti del 39,3 per cento, in discesa dal 48,1 per cento di dicembre 2023.

In media, i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono 32,2, cioè più di due anni e mezzo, in aumento nel confronto con dicembre 2022 (24,8). Anche l’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti aumenta, passando da 12,3 mesi di dicembre 2022 a 16,9 mesi. Nel settore privato, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 38,3 per cento, in aumento sia rispetto al mese precedente (36,6%) sia rispetto a dicembre 2022 (34,7%); i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 38,6 e scendono a 14,8 mesi se calcolati su tutti i dipendenti del settore.

Contratto metalmeccanici

Il 21 dicembre 2023 è stata raggiunta una prima intesa per il rinnovo della parte salariale del contratto artigianale meccanico, che prevede l'erogazione su futuri aumenti contrattuali di 96 euro per il quarto livello di inquadramento. La prima tranche, di 50 euro, è già stata erogata con il cedolino paga di competenza del mese di gennaio 2024, comprendente anche l'aumento relativo alla tredicesima 2023, mentre la seconda tranche, di 46 euro, sarà erogata a partire dal 1 aprile 2024. A giugno 2023 i metalmeccanici hanno avuto un aumento del salario di 123 euro lordi per l'adeguamento dell'indice dei prezzi Ipca passato dal 4,7 al 6,6%. 

Contratto del terziario

Dopo lo sciopero nazionale dello shopping che risale al 22 dicembre 2023 e che ha coinvolto milioni di lavoratori del commercio e del terziario in attesa dei rinnovi contrattuali, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali hanno avviato nuovi negoziati. Le richieste sindacali puntano a incrementi retributivi adeguati all'inflazione e a interventi governativi per favorire la contrattazione collettiva. Un protocollo d'intesa del 12 dicembre 2022 ha introdotto un'indennità una tantum e un aumento salariale a partire dal 2023. La seconda tranche dell'una tantum è stata erogata ai lavoratori nel marzo 2023, considerando l'anzianità di servizio. Il contratto del settore è però scaduto dal 2019 e Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs chiedono un adeguamento all'indice Ipca, che varrebbe 300 euro per gli ultimi quattro anni di mancato rinnovo.

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