Voleva controllare Giulia. Le chat con la sorella della 22enne: "Falle accendere il cellulare"

Elena si opponeva e gli rispondeva: "Dalle respiro". Ma lui insisteva: "Deve dirmi cosa sta facendo". Turetta era seguito da uno psicologo, ma aveva saltato diverse sedute. L’ultima era il 17 novembre.

Voleva controllare Giulia. Le chat con la sorella della 22enne: "Falle  accendere il cellulare"
Voleva controllare Giulia. Le chat con la sorella della 22enne: "Falle accendere il cellulare"

Audio e chat di Filippo Turetta dimostrano sempre più l’ossessione e la volontà di controllo per quella ragazza che l’aveva lasciato ma dalla quale non riusciva a staccarsi nonostante l’opportunità datagli da Giulia di rimanere amici. Fino a consumare con lui l‘ultima cena prima di essere ammazzata l’11 novembre e abbandonata, il corpo dissanguato, in un canalone distante centoventi chilometri come nei più macabri telefilm americani sui serial killer.

Audio e chat – fatti ascoltare e mostrati da Federica Sciarelli in ’Chi l’ha visto?’ – confermano che Filippo ha ucciso la "sua" Giulia – ha usato proprio l’aggettivo possessivo nell’interrogatorio tedesco che comunque non varrà nel processo, ma tanto ha confessato anche di fronte agli inquirenti italiani – della quale cercava ancora di regolare la vita nonostante la loro storia fosse finita da agosto e lei sentisse sempre di più il fiato sul collo dell’ex fino a esserne preoccupata, ma più per lui che per lei anche se qualche paura alla fine le era venuta. Tre o quattro settimane prima che Giulia discutesse la tesi in ingegneria biomedica – fissata poi per il 16 novembre quando da cinque giorni giaceva senza vita nel bosco friulano – Filippo dava indicazioni sul "papiro di laurea" e le caricature che dovevano apparire sui muri di Padova in una tradizione goliardica che soprattutto nel Veneto è molto sentita. Un modo gioioso per prendere in giro il laureato svelandone non solo virtù ma soprattutto qualche presunto difetto. E Turetta con un amico discetta sulle cose che era opportuno lanciare a Giulia all’uscita dalla discussione della tesi, dicendo che lei "non aveva le idee chiare": "Bisogna pensare che sarà verso fine novembre e quindi farà un po’ freddino… Lei pensa che ci voglia qualcosa di divertente visto che la giornata è speciale, quindi tra virgolette coriandoli sì, anche farina sì, ma cose più pesanti per esempio le uova quelle per tendenza anche no". E Filippo vuole controllare anche quello che sarà bevuto nel banchetto: "Ci vuole qualcosa di non eccessivo anche per l’alcol perché poi rischia il mal di testa poverina". Mentre per la pergamena da compilare esiste il dubbio se nominare le tisane: "Alla Giulia non piacciono. Anzi, da quello che so non le ha mai bevute quasi, anzi per lei sono acqua sporca. Lo mettiamo nei dettagli o possiamo anche tralasciarlo?". Sempre in un giorno fra settembre e ottobre in chat Filippo si lamenta con la sorella di Giulia, perché ha il telefono spento e non sa dove si trovi. "Non è giusto – scrive Turetta in modo duro –, non può non considerarmi per tutte queste ore. Mi aveva promesso che mi scriveva durante la giornata. Dille almeno che ti ho scritto", al che Elena risponde: "Filippo, dalle un attimo di respiro". Pronta la replica: "Di respiro da cosa? Mi aveva promesso che mi mandava qualche foto e video della giornata" e poi una chiusa più malleabile, quasi ad avere capito di essere andato oltre: "Grazie, scusa".

Fra i misteri da risolvere anche le visite dallo psicologo: dopo essersi recato allo sportello ascolto dell’ateneo, Filippo aveva fissato sei sedute da uno specialista dell’Asl, ma si sarebbe presentato solo il 22 settembre, saltando quelle di 3, 17 e 27 ottobre, del 4 e ovviamente quella del 17 novembre, il giorno della laurea di Giulia, ma lei era già morta e lui latitante.