Lunedì 17 Giugno 2024

Vendonsi aspiranti beni preziosi "Arte orientale e lusso i più richiesti"

Il presidente di Cambi Casa D’Aste: "Molti ci consultano per un quadro ma non riconoscono una rarità"

"Il primo passo per catalogare i beni in casa se si deve sgomberare un appartamento è fotografare tutti gli ambienti e inviare le immagini alla casa d’aste. Chi lavora nel campo capisce subito di cosa si tratta, se c’è qualcosa di potenziale valore, gli esperti faranno un sopralluogo e una valutazione". Ecco come vendere bene mobili e oggetti ereditati: lo spiega il presidente Matteo Cambi, che da 1998 insieme ai fratelli gestisce Cambi Casa d’Aste, tra Genova e Milano.

C’è stata una vendita che ha sorpreso anche lei?

"Un settore che ha risvegliato interesse è l’arte orientale. Abbiamo avuto una statua cinese tibetana del ‘600 che una cliente romana teneva in casa come arredo. Un giorno ci chiama: ’un vostro collega mi dà 10mila euro, voi cosa dite?’. Quando la vediamo, abbiamo un sussulto: capiamo che è di enorme valore, ma preferiamo non specificare la cifra alla signora, altrimenti si sarebbe agitata. Partiamo da una base di 100mila, ma sapevamo che avrebbe fatto molto di più. Avevamo la fila, ci eravamo preparati in sala a una serie di rilanci da capogiro. Quel giorno parto con 100mila... dalla prima fila un signore alza la mano e dice: 2 milioni. Alla fine è andata venduta a 4,7 milioni, era attribuibile a uno scultore tibetano considerato il Michelangelo locale e aveva misure eccezionali, fino a 68 centimetri. È stato l’articolo più costoso mai battuto in Italia".

Vi capita di scoprire tesori per caso?

"Spesso. Una cliente ci invia una foto dell’armadio della casa di campagna, un colosso di 3 metri. Noi a terra vediamo che spunta una ciotola di bronzo e chiediamo alla signora se ce la poteva fotografare meglio. Lei ci dice: ’Quella? Ma no, ci tengo le scarpe sporche di fango dopo che ho raccolto la verdura nell’orto’. Così scopriamo un altro oggetto cinese, poi andato via per 300mila euro. Spesso il cliente ci contatta per un quadro, ma di fianco c’è una lampada che vale un tesoro".

Come deve essere conservato un oggetto per mantenere, o aumentare, il proprio valore?

"Deve essere in buone condizioni. Un orologio da polso non deve subire umidità, gli ingranaggi meccanici devono essere utilizzati. I vini vanno tenuti in cantine. I dipinti non possono subire sbalzi di temperatura. Il nemico numero uno della conservazione è il troppo caldo".

Un iPhone sarà venduto a 50mila euro. Ma non tutti gli iPhone della prima serie valgono così: cosa deve avere un oggetto per essere speciale?

"Un iPhone con la pellicola e inscatolato è quasi unico, un vecchio iPhone usato ce l’hanno quasi tutti. La rarità è fondamentale, soprattutto su oggetti che possono avere mercato. La troppa rarità, però, non fa più mercato. Uno strumento scientifico rarissimo non interessa a nessuno, mentre l’iPhone è di culto".

Quali sono gli oggetti normali che vendete meglio all’asta?

"I mobili di design: negli ultimi dieci anni sono esplosi, sostituendo le opere antiche. Un tempo il collezionismo era mirato all’antico, ora interessano le opere che non erano capite. Il quadro di Fontana adesso lo apprezzano tutti".

Di classico cosa è appetibile?

"Tra ciò che viene tramandato si vende bene il lusso: meglio una borsetta di marca che un vaso di porcellana, meglio un orologio di pregio che un libro storico, meglio una collezione specifica che un articolo di semplice arredo".

Qual è l’oggetto simbolo dell’antico passato di moda?

"Non c’è più il culto dell’oggetto ereditato. Ormai la gente non li vuole neanche in regalo. Se devo citarne uno, la vecchia macchina da cucire Singer".

Come essere sicuri che l’articolo non abbia una storia illegale alle spalle?

"È quasi impossibile. Noi valutiamo la persona, studiamo l’ambiente e poche volte sbagliamo. Poi, succede che uno zio l’aveva comprato da un antiquario, che a sua volta si era affidato senza saperlo a un ricettatore. Sulle opere d’arte non esiste una filiera controllata, c’è un database dei carabinieri degli oggetti rubati, ma è una percentuale infinitesimale".

Quali sono gli oggetti che comprati oggi a poco potranno in futuro valere una fortuna?

"Le mode si inseriscono in un trend di crescita: gli orologi da polso dieci anni fa valevano uno, ora valgono cinque e il mercato sta crescendo. Io consiglierei gli oggetti che non sono valorizzati oggi: dal dipinto del ‘600 all’argento del ‘700. I desideri folli degli italiani anni ‘90. La storia è fatta di cicli".

Quale percentuale prendete?

"Il 15%, poi ci sono accordi e può variare".

Quanto tempo per vendere?

"Dai 15 ai 30 giorni".

Se restano articoli in soffitta, che fare?

"L’opzione migliore è rivolgersi ai mercatoni dell’usato".

Alessandro Belardetti