Vaccino Covid, Ema: efficace con variante Eris. “Raccomandato anche alle donne in gravidanza”

L’Ecdc: “Una campagna con alta adesione può ridurre i ricoveri fino al 32%”. Si punta alla co-somministrazione di vaccini contro coronavirus, influenza e virus sinciziale nei soggetti a rischio

Vaccini anti-Covid, Ema: "Efficaci anche contro la variante Eris"
Vaccini anti-Covid, Ema: "Efficaci anche contro la variante Eris"

Roma, 21 settembre 2023 – Il vaccino contro il Sars-Cov2 resta l’arma principale contro la circolazione del Covid. Con l’aumento dei contagi alle porte dell’autunno, gli esperti tornano a raccomandare la vaccinazione per i pazienti over 65 e i fragili. La buona notizia arriva dall’Ema (l’Agenzia europea per il farmaco) che conferma l’efficacia dei vaccini adattati approvati dell’Ue anche contro la variante Eris, che è in crescita. 

"La pandemia è superata  – premette la direttricedi Ema, Emec Cooke  – ma il virus è ancora una minaccia per i soggetti a rischio”. Tra queste Cooke include “le persone con più di 65 anni, quelle con condizioni di salute precarie” ma anche “le donne incinte”.  Dunque il vaccino è raccomandato anche a chi è in gravidanza, fatte salve altre condizioni cliniche che lo sconsiglino. 

In conferenza stampa con Cooke, Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), sottolinea che “una campagna vaccinale anti-Covid con un'elevata adesione, rivolta a persone di età dai 60 anni in su, può prevenire circa il 21-32% di tutti i ricoveri correlati a Covid nell'Ue/Spazio economico europeo fino al 24 febbraio”. 

Per Ammon bisogna puntare sulla co-somministrazione dei vaccini per minimizzare l’impatto di tutti e tre i principali virus respiratori che circoleranno nell’autunno inverno, ovvero coronavirus, influenza e virus respiratorio sinciziale Rsv, causa molto comune di infezioni respiratorie nel corso della prima infanzia. Le persone che appartengono a categorie a rischio e sono vulnerabili “dovrebbero vaccinarsi”, avverte Cooke, perché “la vaccinazione è il modo più efficace per prevenire le infezioni e proteggere da malattie gravi e ospedalizzazione”. La co-somministrazione è “fattibile”, assicura Ammon. Saranno comunque i singoli stati a stabilire le modalità nelle campagne vaccinali che partiranno ad ottobre.

Varianti e gravità della malattia

La direttrice dell’Ecdc ha ribadito che non risulta che le nuove varianti in circolazione (sottolignaggi di Omicron XBB. 1.5-like, ovvero Kraken) portino a una malattia più grave. “A inizio settembre  – ha spiegato Ammon – è stata segnalata una trasmissione di Sars-CoV-2 in crescita in più della metà dei Paesi dell'Ue/Spazio economico europeo. Fortunatamente il livello di malattie gravi e di morte era ancora relativamente basso”. Le fasce d’età avanzate però meritano un’attenzione particolare. “Vediamo che 9 su 16 Paesi che riportano i conteggi dei casi divisi per età hanno visto aumentare i numeri negli over 80, e 12 su 16 hanno osservato una crescita nelle persone dai 65 anni in su” per più settimane. “I decessi Covid in termini assoluti rimangono bassi rispetto ai livelli riportati in precedenza durante la pandemia, tuttavia - ha aggiunto Ammon - 4 su 12 Paesi con dati specifici hanno segnalato di recente dei piccoli aumenti nei morti fra gli over 65”. C’è una maggior cautela su Pirola: “Sebbene siano stati confermati solo pochi casi a livello globale, possiamo sospettare, dal momento che questi casi sono abbastanza dispersi, che vi sia una trasmissione comunitaria a basso livello di questa variante in più Paesi. Si tratta di una variante abbastanza divergente da quelle attualmente in circolazione, il che potrebbe portare a un aumento delle reinfezioni”.