Vaccini, le indicazioni dell'Aifa: il grafico
Vaccini, le indicazioni dell'Aifa: il grafico

Milano, 9 giugno 2021: Gli open day vaccinali, che stanno riscuotendo grandissimo successo in molte Regioni del Paese, hanno riportato in primo piano un tema di cui si è a lungo dibattuto. I vaccini a vettore virale – come Vaxzeria di AstraZeneca e Janssen di Johnson&Johnson – sono adatti a tutte le fasce d’età?

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A sollevare recentemente la questione è stato il governatore del Veneto Luca Zaia che, interrogato sull’opportunità di organizzare open day vaccinali nella sua Regione, volti a favorire le fasce anagrafiche più giovani, ha spiegato di aver chiesto ad Aifa un’ulteriore espressione in merito alla possibilità di utilizzare i vaccini a vettore virale anche sugli under 60: "Senza un’indicazione chiara da Aifa, che al momento raccomanda l’utilizzo solo per gli over 60, noi questa responsabilità non ce la prendiamo e non la facciamo prendere neanche ai cittadini con la liberatoria", ha detto il governatore. Sul tema è intervenuto oggi anche il coordinatore del Cts, Franco Locatelli. "Proprio in queste ore c'è un'attenzione che definirei suprema per cogliere tutti i segnali che possono in qualche modo allertare su eventuali effetti collaterali che portino poi a considerare dei cambiamenti di indicazioni al vaccino", ha detto in merito, in particolare, al siero Vaxzevria. 

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Sommario

Vaccini a vettore virale e fasce anagrafiche: le indicazioni di Aifa

Come spiega chiaramente l'Agenzia Italiana del Farmaco “il vaccino Vaxzevria è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nelle persone di età pari o superiore ai 18 anni. La tecnologia del vettore virale utilizzata per questo vaccino è già stata testata con successo ed è utilizzata per prevenire altre malattie”.

È bene dunque sgombrare il campo dagli equivoci: il siero progettato da Astrazeneca può essere somministrato a chiunque abbia compiuto il diciottesimo anno d’età. Una circolare del Ministero della Salute del 7 aprile 2021, precisa però: “Sentito il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ribadendo che il vaccino Vaxzevria è approvato a partire dai 18 anni di età, sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. In virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino”.

Quindi il farmaco anglo svedese è ritenuto somministrabile a chiunque sopra i 18 anni, ma si raccomanda di preferire una platea che abbia compiuto o superato i 60 anni. 

Il CTS ha inoltre precisato: “Sulla base delle attuali stime di incidenza che indicano l’estrema rarità degli eventi sopra descritti, il bilancio beneficio/rischio del vaccino Vaxzevria si conferma complessivamente positivo, in quanto il vaccino è sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al COVID-19. Attualmente tale bilancio appare progressivamente più favorevole al crescere dell’età, sia in considerazione dei maggiori rischi di sviluppare COVID-19 grave, sia per il mancato riscontro di un aumentato rischio degli eventi trombotici sopra descritti nei soggetti vaccinati di età superiore ai 60 anni”.

Medesimo copione anche per Janssen, il vaccino di Johnson&Johnson, usato per prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nelle persone di età pari o superiore a 18 anni. L’Aifa spiega che il vaccino induce il sistema immunitario a produrre anticorpi e globuli bianchi specializzati che agiscono contro il virus, offrendo protezione contro la malattia. Si tratta di un siero monovalente composto da un vettore ricombinante basato su adenovirus umano di tipo 26 incompetente per la replicazione. Anche in questo caso il farmaco è somministrabile dai 18 anni di età in su, ma ancora una circolare del Ministero della Salute del 21 aprile 2021 puntualizza che “per il vaccino JANSSEN si raccomandano le stesse condizioni di utilizzo del vaccino Vaxzeria. Pertanto, il vaccino Jannsen, il cui uso è approvato a partire dai 18 anni di età, dovrà essere preferenzialmente somministrato a persone di età superiore ai 60 anni”. Anche in questo caso parliamo quindi di una condizione preferenziale e non di un veto.

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ll parere di Massimo Galli

Sul tema è recentemente intervenuto anche il noto virologo Massimo Galli, che all’Huffington Post ha precisato: “Eventi avversi di questo tipo sono rarissimi. L’opinione che mantengo è che per quanto del vaccino AstraZeneca non si possa ancora fare a meno per un discorso di copertura vaccinale ampia e rapida, andrebbe il più possibile limitato alle fasce d’età in cui la sua possibilità di creare problemi è praticamente nulla”. In totale accordo, dunque, con quanto consigliato da Aifa circa la possibilità di preferire la somministrazione di quel genere di siero a cittadini sopra i 60 anni. Il direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano ha sottolineato che i rischi restano comunque bassissimi.

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La posizione delle Regioni

Considerando che si tratta di una raccomandazione e non di una regola assoluta, balza all’occhio la mancanza di omogeneità con cui le Regioni si sono regolate in autonomia, anche in relazione alla quantità di dosi disponibili in relazione alla domanda territoriale e alle endemiche differenze anagrafiche della popolazione.

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Veneto

Come anticipato il Veneto, per esempio, ha scelto di osservare il consiglio (e non l’obbligo) di indirizzare le somministrazioni dei sieri a vettore virale agli over 60. Senza licenze nemmeno per gli open day vaccinali.

Lombardia

La Lombardia spiega dettagliatamente la destinazione dei diversi tipi di vaccino in base al target anagrafico, avvisando i cittadini preventivamente circa le opzioni sul tavolo: “Il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca – raccomandato per i soggetti di età superiore ai 60 anni - può essere proposto anche ai soggetti della fascia di età 50-59 anni. Il vaccino Vaccino Janssen di Johnson & Johnson – raccomandato per i soggetti di età superiore ai 60 anni - può essere proposto anche ai soggetti della fascia di età 50-59 anni".

E ancora: “Il vaccino utilizzato in questo momento per i ragazzi a partire dai 12 anni compiuti è Comirnaty - BioNTech/Pfizer. Prima di procedere con la prenotazione dell’appuntamento vaccinale è pertanto opportuno verificare che l'appuntamento sia previsto in una data successiva al compimento dei 12 anni. In caso contrario non si potrà procedere con la somministrazione del vaccino”.

Emilia-Romagna

Fonti di Regione Emilia Romagna ci spiegano che, soprattutto ora che si va verso l’immunizzazione di fasce anagrafiche più giovani, la linea tenuta sarà quella di rispettare la raccomandazione di non somministrare il vaccino AstraZeneca alla popolazione di età inferiore ai 60 anni. Unica eccezione verrà fatta nel caso un soggetto chiedesse espressamente che gli venga somministrato il siero anglo-svedese: in quella circostanza specifica – previo firma di una liberatoria da parte del cittadino – si procederà all’inoculazione. Anche in considerazione del fatto, come precisano dalla Regione, che le dosi sono disponibili. Per ciò che concerne invece gli Open Day vaccinali ci si orienterà su Janssen di Johnson&Johnson.

Toscana

Per quanto riguarda la Toscana, AstraZeneca è riservato alla fascia 60-79 anni tranne che per alcuni open day dove è stato somministrato agli over 40, ma hanno riscosso poco successo. Peraltro a uno di questi open day aveva partecipato la giovane lucchese colpita da ictus, caso sul quale c'è indagine in corso. Johnson & Johnson è invece riservato alle farmacie e ai medici di famiglia per le somministrazioni alla fascia 60-79 anni.

Lazio

Ancora diversa la decisione del Lazio, che ha registrato un “sold out vaccinale” a Rieti, domenica 6 giugno, con gli junior open day dedicati ai ragazzi tra i 12 e i 16 anni. In questo caso, però, il vaccino somministrato è stato quello di Pfizer. A dimostrazione delle differenti politiche vaccinali fra Regioni.

Incognita scadenza contratto con Astrazeneca

In questo scenario si aggiunge, inoltre, un altro dato significativo: il 9 maggio 2021 la Commissione Europea ha annunciato che non rinnoverà il contratto per il vaccino anti-Covid di Oxford, oltre la scadenza dell'attuale accordo, prevista alla fine di giugno. La domanda che sorge spontanea è: come funzionerà per chi ha ricevuto la prima somministrazione del siero e dovrà fare la seconda dose di Astrazeneca? A fugare i dubbi è stato un portavoce dell'Esecutivo comunitario: "La consegna di tutte le dosi previste dal contratto in vigore con AstraZeneca è la priorità per noi. Il contratto resta in vigore fino alla consegna dell'ultima dose".
In tal senso dovrebbe quindi esserci la certezza di terminare il proprio percorso vaccinale coerentemente alla prima somministrazione.

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