Lunedì 17 Giugno 2024
ELETTRA BERNACCHINI
Cronaca

Guida al vaccino antinfluenzale 2023: effetti collaterali, come prenotarlo e per chi è gratuito

La campagna vaccinale è attiva fino a fine dicembre. Ecco per chi è gratuito, quali sono le categorie a maggior rischio e quali i possibili effetti indesiderati

Roma, 8 novembre 2023 – Febbre, tosse, raffreddore e dolori muscolari. Se non si è già stati colpiti dal virus influenzale stagionale, è bene ricordarsi che fino a tutto il mese di dicembre è attiva la campagna di vaccinazione. È possibile ricevere la somministrazione insieme a quella contro il Covid-19, che continua a essere una patologia diversa pur avendo ormai sintomatologia simile – l'unico modo per distinguerle al cento per cento rimane il test del tampone orale. Per attivare la procedura è sufficiente avere con sé la propria tessera sanitaria, tenendo presente che la vaccinazione è su base volontaria e non comporta alcun onere economico per molte categorie di persone.

Vaccino antinfluenzale 2023, la guida
Vaccino antinfluenzale 2023, la guida

Sommario

A chi rivolgersi

Ogni Regione e Provincia Autonoma è tenuta a organizzare la propria campagna vaccinale, stabilendo tempi e modalità della somministrazione. In generale, per prenotarsi è possibile rivolgersi al proprio medico di famiglia o, nel caso dei bambini, al pediatra di riferimento. In alternativa ci si può rivolgere: - ai Servizi vaccinali della AST con prenotazione tramite CUP; - alle farmacie del proprio comune aderenti alla campagna, sempre a seguito di prenotazione da parte degli utenti.  

Per chi è raccomandata la vaccinazione

Di base, chiunque desideri evitare l'influenza e sa, magari dietro consulto del proprio medico, di non incorrere in controindicazioni, può fare il vaccino antinfluenzale pagando il ticket al CUP o l'acquisto della dose in farmacia. Questo però, in accordo con il programma di immunizzazione nazionale, viene offerto attivamente e gratuitamente ad alcune categorie di persone in base all'età o al tipo di attività che svolgono: - over 60 e bambini tra i 6 mesi e i 6 anni; - donne in stato di gravidanza o nel periodo “postpartum”; - medici e personale sanitario di assistenza; - membri delle Forze di polizia, dei Vigili del fuoco o di altre categorie socialmente utili; - donatori di sangue; - allevatori e in generale lavoratori del settore agro-alimentare.  

Categorie a rischio

Ci sono poi alcuni gruppi di persone con condizioni di salute e patologie specifiche cui la vaccinazione antinfluenzale è altamente consigliata e, come sopra, fornita gratuitamente: - chi soffre di malattie croniche dell'apparato respiratorio o cardiocircolatorio; - chi ha insufficienza renale o surrenale cronica; - chi soffre di malattie legate al midollo osseo o tumori; - gli immunodepressi; - giovani a rischio di sindrome di Reye; - i ricoverati in reparti ospedalieri di lungodegenza; - chi soffre di malattie infiammatorie o epatopatie croniche.

E per gli autoimmuni?

Per quanto riguarda le persone affette da malattie autoimmuni, per loro natura molto diverse tra loro, è preferibile rivolgersi prima al medico specialista per un consulto e una valutazione approfonditi del caso. Qualora la vaccinazione per la persona malata non fosse possibile, esistono profilassi alternative come la somministrazione del siero ai familiari e ai contatti più vicini o l'uso di farmaci antivirali. Questi ultimi sono medicinali che possono essere assunti dopo la comparsa dei sintomi influenzali per limitarne i danni, ma non sono sostitutivi del vaccino.  

Ci sono effetti collaterali?

In base all'età della persona cui in vaccino influenzale viene somministrato e alle sue condizioni di salute pregresse, è possibile soffrire di qualche leggero effetto collaterale come indolenzimento e arrossamento della zona dove è stata fatta l'iniezione oppure qualche linea di febbre accompagnata da dolori muscolari o mal di testa, soprattutto nei giovani. Questa condizione, generalmente, passa nel giro di due giorni, eventualmente con l'aiuto di un trattamento antipiretico o analgesico. Decisamente rara invece la comparsa di reazioni pesanti come allergie, la tumefazione del punto dove è stata fatta l'iniezione o l'asma. In questi casi è bene contattare immediatamente il medico perché è possibile che la persona sia ipersensibile a una componente del vaccino, e per questo andrà evitato in futuro.