Vaccini ai giovani: scienziati dubbiosi
Vaccini ai giovani: scienziati dubbiosi
"Sì ai vaccini, ma grande cautela su bimbi e ragazzi". Ecco il pensiero dell’epidemiologa mantovana Sara Gandini, 53 anni, direttrice dell’unità Molecular and Pharmaco-Epidemiology del dipartimento di Oncologia sperimentale dell’Istituto europeo di oncologia di Milano (IEO). Lei che, assieme a un comitato tecnico scientifico ’alternativo’ rispetto al Cts del governo, si è battuta per la riapertura delle scuole, scorge "dubbi sui benefici rispetto ai rischi di una vaccinazione di massa sui giovani". Il bollettino Covid del 13 giugno Vaccini ai giovani: la circolare del ministero J&J e trombosi: il parere del Cts Professoressa Gandini, molti virologi ed epidemiologi spingono per vaccinare più persone possibili contro il Covid. Ma dare il siero ai bambini e ai ragazzi è sicuro? "L’autorizzazione Ema per il vaccino Pfizer alla fascia d’età 12-15 anni è condizionata: le singole agenzie governative possono decidere autonomamente se e come indicare...

"Sì ai vaccini, ma grande cautela su bimbi e ragazzi". Ecco il pensiero dell’epidemiologa mantovana Sara Gandini, 53 anni, direttrice dell’unità Molecular and Pharmaco-Epidemiology del dipartimento di Oncologia sperimentale dell’Istituto europeo di oncologia di Milano (IEO). Lei che, assieme a un comitato tecnico scientifico ’alternativo’ rispetto al Cts del governo, si è battuta per la riapertura delle scuole, scorge "dubbi sui benefici rispetto ai rischi di una vaccinazione di massa sui giovani".

Il bollettino Covid del 13 giugno

Vaccini ai giovani: la circolare del ministero

J&J e trombosi: il parere del Cts

Professoressa Gandini, molti virologi ed epidemiologi spingono per vaccinare più persone possibili contro il Covid. Ma dare il siero ai bambini e ai ragazzi è sicuro?

"L’autorizzazione Ema per il vaccino Pfizer alla fascia d’età 12-15 anni è condizionata: le singole agenzie governative possono decidere autonomamente se e come indicare l’uso del vaccino in questa fascia di età. Credo che a fronte di benefici minimi negli under 20, che nella pressoché totalità dei casi non hanno un decorso grave da Covid-19, lo studio non ci permette di scartare l’ipotesi che nel lungo periodo possano capitare eventi avversi rari ma preoccupanti. Lo studio attuale può invece tranquillizzare rispetto a eventi avversi ben conosciuti comuni e reversibili".

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La mortalità nella fascia d’età 0-19 è del 0,0003% e se l’obiettivo della vaccinazione di massa è ridurre la gravità della malattia soprattutto nelle fasce più a rischio, anche facendo salire il contagio, ha senso coprire i più giovani?

"Escludendo le fasce di popolazione under 20 fragili che devono avere la possibilità di ricevere il vaccino, invitiamo alla cautela sulla vaccinazione di massa ai giovani sani per tre ordini di motivi. Medici, per la non pericolosità dell’infezione da SARS-CoV2 nei giovani. Etici, perché i Paesi ricchi vaccinano gruppi con rischi molto bassi di sviluppare malattie gravi da Covid-19 mentre dovrebbero inviare il vaccino ai paesi poveri dove anziani, fragili e personale sanitario aspettano di essere vaccinati. Di precauzione, poiché come ha affermato PfizerBioNTech, ’visto il numero ridotto di bambini partecipanti allo studio, non è stato possibile valutare effetti collaterali rari’".

A oggi gli studi sui rischibenefici ed effetti collaterali del vaccino ai giovani sono sufficienti a coinvolgere anche questa fascia d’età, oppure rappresenterebbero ‘cavie’ per l’immunità di gregge?

"Riguardo all’immunità di popolazione non ci sono dati scientifici certi e la comunità scientifica sta ancora dibattendo sulla strategia ottimale".

Quando gli studi saranno più corposi e concordanti, sarà giusto proporre la vaccinazione anche alle fasce d’età dei minorenni?

"Probabilmente non sarà necessario vaccinare tutta la popolazione giovanile sana, perché la mortalità e la morbilità nei giovani è molto bassa. I giovani positivi a Sars-CoV2 hanno potere infettante pari alla metà di quello degli adulti".

Qual è il ruolo dei bambini e dei ragazzi nella catena di trasmissione del Covid in famiglia e a scuola? Ci sono evidenze che i nostri figli siano diffusori del virus anche se asintomatici?

"Il nostro studio pubblicato lo scorso marzo su The Lancet Regional Health, sul quale si è fondata anche la decisione del governo Draghi di riaprire le scuole ad aprile, insieme a molti altri studi scientifici internazionali, hanno mostrato una prevalenza molto bassa di infezioni nella scuola, inferiore all’1% di positivi nella popolazione scolastica e un’altrettanto rara trasmissione dell’infezione da minori ad adulti. Generalmente sono gli adulti che contagiano i bambini e non viceversa".

ll commissario Figliuolo ha spiegato che il ritorno a scuola a settembre sarà ancora condizionato dalle mascherine. Se la campagna vaccinale sarà completata, è giusto usare ancora i dispositivi dai 6 anni?

"Se la campagna vaccinale sarà completata, non credo che ci sarà ancora bisogno delle misure in essere nelle strutture scolastiche. Mascherine e distanziamento implicano una relazione difficoltosa da un punto di vista fisico, psicologico e simbolico. Purtroppo stiamo insegnando ai giovani ad avere paura della vicinanza, dei corpi, dell’abbraccio, perché possibile causa di contagio".

Caso AstraZeneca, il vaccino maledetto. Era proprio necessario aprire agli Open day over 18 dopo tutti i tentennamenti degli esperti su questo antidoto al Covid?

"Gli Open day con incentivi di tutti i generi sono un azzardo. È stato giusto arrivare a una rapida approvazione per i vaccini agli anziani. A oggi i dati dimostrano un rapporto rischio-benefici che aumenta all’aumentare dell’età, per cui è si deve procedere con estrema cautela".