Ugo Ruffolo Quando l’anelato vaccino è ancora un miraggio, ancorché - si spera - dietro l’angolo, le pretese “sindacali” no vax, quelle di lavorare persino nella sanità o con gli anziani pur rifiutandolo, indignano prima che offendere la ragione. L’obbligo vaccinale potrebbe venire imposto? Come, quando e da chi? Per la Costituzione un trattamento sanitario può essere reso cogente solo da una legge....

Ugo

Ruffolo

Quando l’anelato vaccino è ancora un miraggio, ancorché - si spera - dietro l’angolo, le pretese “sindacali” no vax, quelle di lavorare persino nella sanità o con gli anziani pur rifiutandolo, indignano prima che offendere la ragione. L’obbligo vaccinale potrebbe venire imposto? Come, quando e da chi? Per la Costituzione un trattamento sanitario può essere reso cogente solo da una legge. Che domani sarà sacrosanta, ma oggi, con penuria di vaccini, suonerebbe irridente. Senza legge non si può imporre il vaccino a chi lo rifiuta. Che però può vedersi legittimamente escluso da attività lavorative (sanità, scuola) o dall’ingresso in contesti (stadi, treni, cinema, ristoranti) dove diventerebbe pericolo per gli altri. Senza parlare della responsabilità (in casi limite, anche penale) da sciente o colpevole contagio.

Altro è infatti l’obbligo vaccinale generale non (ancora) sancito dalla legge, altro esigere la vaccinazione, in casi specifici, come ragionevole requisito di idoneità per la sicurezza e igiene del lavoro, pubblico e privato, come afferma a ragione Ichino. Né chi rifiuta il vaccino potrà pretendere mansioni sostitutive, a spese dei colleghi o del pubblico, essendo qui ininvocabile la obiezione di coscienza (della quale persino tanti medici sedicenti antiabortisti abusano…), trattandosi solo di scelta personale che espone ai conseguenti rimedi per proteggere gli altri. I quali hanno, anzi, il diritto di pretendere un ambiente safe, in ospedale come al cinema o in treno, responsabilizzando altrimenti non solo l’obiettore contagioso e contagiante, ma anche chi lo ha messo in condizioni di nuocere.

È ben possibile, dunque, pretendere la vaccinazione come abilitativa per mansioni lavorative (dall’infermiere al guidatore d’autobus), come per l’ingresso o accesso a pubblici locali o servizi, con predisposizione di pass, passaporti sanitari ed app abilitanti, in vista di misure selettive capaci di assicurare aperture, ma anche adeguato schermo anticovid e contro le sue varianti più feroci.