Domenica 21 Luglio 2024
PAOLO VERRI
Cronaca

Vacanze extralusso e borse di soldi Tutti i guai della famiglia Panzeri

Secondo la procura l’ex eurodeputato Pd si muoveva con "metodi ingegnosi e spesso scorretti". Moglie e figlia ai domiciliari. I pagamenti? Con la carta di credito "del gigante", un misterioso altro uomo

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di Paolo Verri

Si muoveva con "metodi ingegnosi e spesso scorretti per raggiungere i suoi scopi" Antonio Panzeri, ex eurodeputato del Pd arrestato assieme alla moglie Maria Dolores Colleoni e alla figlia Silvia Panzeri nell’ambito dell’inchiesta della procura federale del Belgio per un presunto giro di mazzette che conduce fin nel Golfo Persico e sull’altra sponda del Mediterraneo. Per gli inquirenti di Bruxelles, Panzeri non era estraneo a “combine” che coinvolgevano non solo le autorità del Qatar, ma anche diplomatici e politici del Marocco. E proprio di "intrallazzi" la moglie, non sapendo di essere intercettata, parlava al telefono per descrivere viaggi e affari del 67enne ex sindacalista Cgil. Panzeri a Bruxelles aveva proprio il compito di guidare le relazioni con il Maghreb. E sul sospetto che abbia fatto favori "dietro pagamento" a Qatar e Marocco si è concentrata la procura federale belga, che lo ha indagato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio.

Dei doni e delle vacanze da 100 mila euro – emersi dalle intercettazioni agli atti dell’indagine – sarebbero state al corrente anche moglie e figlia di Panzeri. Arrestate e portate in carcere a Bergamo per una notte, hanno affrontato ieri pomeriggio l’udienza per l’estradizione davanti al giudice Anna Maria Della Libera della Corte d’Appello di Brescia. Entrambe hanno negato il consenso al trasferimento in Belgio. L’arresto è stato convalidato ma alle due donne, difese dagli avvocati Nicola Colli e Angelo De Riso, sono stati concessi i domiciliari in attesa dell’udienza del 19 dicembre. Madre e figlia devono rispondere di favoreggiamento e riciclaggio in concorso con l’ex eurodeputato, ma l’intero incartamento con le prove a loro carico non sarebbe ancora stato esaminato dai magistrati italiani e dalle difese. Per ora dalla documentazione arrivata in Italia emerge che le due donne apparirebbero "pienamente consapevoli" delle attività di Panzeri. Ma c’è di più. In un’occasione avrebbero "persino" partecipato al "trasporto di doni" offerti dall’ambasciatore del Marocco in Polonia.

Nelle carte dell’inchiesta si farebbe riferimento anche a viaggi a cinque stelle offerti alla coppia, sempre in cambio di presunti "interventi politici" di Panzeri "con membri in carica del Parlamento Europeo". Parlando di una vacanza di Natale, Colleoni dice al marito "che non poteva permettersi di spendere 100 mila euro “come l’anno scorso“" e pensa che "l’attuale proposta, 9 mila euro a persona solo per l’alloggio" sia "troppo costosa". Per pagare, i coniugi avrebbero utilizzato la carta di credito di una terza persona, soprannominata il "gigante". La moglie, poi, si sarebbe lamentata per l’accredito di 35mila euro su un suo conto e avrebbe anche chiesto al marito di aprire un altro conto bancario in Belgio, "insistendo" perché lui non facesse "alcun tipo operazione senza che lei potesse controllarlo". Colleoni avrebbe anche invitato il marito ad "aprire un conto con l’Iva", indizio per gli inquirenti che Panzeri si accingeva ad "aprire una nuova attività commerciale gravata da Iva". Per la procura belga Colleoni "esercitava una sorta di controllo sulle attività del marito, o almeno cercava di mantenerlo".

Diversa è la linea dei legali della moglie e la figlia di Panzeri, che davanti al giudice hanno spiegato "di non essere a conoscenza di quanto viene loro contestato". "Siamo soddisfatti che il giudice abbia disposto la scarcerazione – aggiungono Colli e De Riso – e confidiamo che non venga accolta la richiesta di consegna alle autorità del Belgio, a cui ci siamo opposti".