Mercoledì 24 Aprile 2024

Un altro morto in fabbrica. Schiacciato dal macchinario

Avellino, incidente alla Stellantis: la vittima è un operaio 52enne di una ditta esterna

Un altro morto in fabbrica. Schiacciato dal macchinario

Un altro morto in fabbrica. Schiacciato dal macchinario

Non si sono neppure asciugate le lacrime per i cinque morti di Firenze che già si piange un altro caduto sul posto di lavoro. A finire nella terribile conta delle "morti bianche" è Domenico Fatigati, 52 anni, originario di Acerra (Napoli), sposato con tre figli, morto nello stabilimento Stellantis di Pratola Serra, area industriale di Pianodardine (Avellino). La vittima, dipendente di una ditta esterna, con sede legale a Foggia, secondo una prima ricostruzione sarebbe stata schiacciata da un macchinario poco prima delle 8 di ieri mattina. L’operaio è deceduto mentre stava lavorando nel reparto basamento motori, durante un intervento di manutenzione.

Sono stati i compagni di lavoro a lanciare l’allarme, ma non c’è stato nulla da fare: è spirato durante i tentativi di rianimarlo da parte del 118. La Procura di Avellino ha aperto un’indagine. Posti sotto sequestro il macchinario e l’area della fabbrica in cui è avvenuto l’incidente, si tratta di capire la dinamica: un malore dell’operaio, il cattivo funzionamento dell’apparecchiatura o altro. La morte di Fatigati segue un’altra tragedia, sempre nello stesso territorio: il 14 febbraio, un magazziniere di 35 anni, Isidoro Di Lorenzo, era morto in un deposito di prodotti farmaceutici di Monteforte Irpino, caduto da un’altezza di tre metri.

Lo stabilimento Stellantis è la maggiore azienda in provincia di Avellino: oltre 1.600 dipendenti. Dopo un lungo periodo di cassa integrazione, attende il rilancio produttivo seguito all’annuncio di voler produrre in Irpinia motori per tutta la gamma dei veicoli commerciali leggeri. Tuttavia, fino a fine 2024, è stato prolungato il contratto di solidarietà in attesa di tornare a pieno regime nel 2025-2026 quando si produrranno 600mila motori all’anno. E, proprio in occasione del rinnovo del contratto di solidarietà, a fine dicembre 2023, era stato presentato il nuovo protocollo di sicurezza.

Dopo la morte di Fatigati è scattato subito lo sciopero dei lavoratori di Pratola Serra per l’intera giornata. A proclamarlo le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm di Avellino e le Rsa dello stabilimento: "Non si può morire di lavoro. Un lavoratore che aveva lasciato casa sua per svolgere la sua attività non tornerà più da sua moglie e dai suoi figli". Secondo i sindacati "occorre rimettere al centro delle scelte politiche del governo il diritto alla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro anche attraverso una nuova legislazione". Esprime dolore anche il gruppo automobilistico. I vertici di Stellantis hanno manifestato "profondo cordoglio e vicinanza ai familiari", ribadendo che, per quanto di competenza, l’azienda sta "collaborando attivamente" con l’autorità giudiziaria.