Mercoledì 22 Maggio 2024
GIOVANNI ROSSI
Cronaca

Ucciso da un’amica. Acido in volto e forbiciate. L’ombra del satanismo

Dopo l’omicidio la donna ha chiamato i carabinieri e li ha aspettati in strada. I due si sarebbero conosciuti durante un percorso di disintossicazione al Sert.

Ucciso da un’amica. Acido in volto e forbiciate. L’ombra del satanismo

Ucciso da un’amica. Acido in volto e forbiciate. L’ombra del satanismo

Acido muriatico e forbiciate. In testa e al volto. Stefano Iurigh, 43 anni, muore tra atroci tormenti a Bicinicco, in provincia di Udine. Dissanguato in casa propria dai colpi inflitti da Silvia Comello, 42 anni, in un’aggressione senza via di scampo attorno alle 21.30 di sabato. Pur in evidente stato di alterazione, è la donna a chiamare il 112 e ad accusarsi dell’omicidio. Quando i carabinieri la raggiungono in strada, non lontano dalla scena del delitto, la trovano con gli abiti schizzati di sangue mentre pronuncia parole sconnesse: "Satana mi ha ordinato di ucciderlo". Così riportano Messaggero Veneto e Il Piccolo, principali testate dell’area friulana. Poi la reo confessa si chiude nel mutismo e non riesce a ripercorrere i fatti: interrogata alla presenza del proprio legale dai militari del Nucleo provinciale dell’Arma e dalla Compagnia di Palmanova, si avvale della facoltà di non rispondere alle domande del pm udinese Andrea Gondolo. Inevitabile il provvedimento di fermo. Dopo le operazioni di fotosegnalamento e gli esami tossicologici, la principale indiziata viene portata in carcere a Trieste in attesa che l’inchiesta faccia il suo corso.

Agli inquirenti che eseguono i rilievi nell’abitazione della vittima si presenta un quadro agghiacciante. L’unica certezza è che Iurigh, probabilmente aggredito dopo lo spruzzo (o il lancio) di acido muriatico, non potesse difendersi. Tutto il resto è da scoprire. A partire proprio dal movente. Una eventuale lite domestica, degenerata in fretta, non sembra sufficiente a spiegare tanta furia omicida. Saranno con ogni probabilità i referti degli esami tossicologici – già eseguiti sulla sospetta assassina e in programma anche sulla salma di Iurigh nel corso dell’autopsia – a fornire le risposte necessarie a orientare l’inchiesta.

Gli investigatori non tralasciano alcuna pista, ma sembrano già escludere il coinvolgimento di altre persone, quanto meno sulla scena del delitto. Altra storia se emergessero forniture di stupefacenti assunti durante la serata. I vicini, sentiti dalla stampa locale, assicurano: "Non abbiamo sentito nulla, né grida né urla, siamo sconvolti". Rientrando a casa, sabato sera Iurigh aveva salutato alcune persone. Tutto nella norma. Perché il 43enne originario di San Giovanni al Natisone, manutentore navale di una ditta appaltatrice di Fincantieri e spesso incaricato di commesse all’estero, non faceva vita di paese. Lascia figli nati da una precedente relazione in un’altra città friulana. Poi la scelta di cambiare residenza. Neanche Comello era nota a Bicinicco, perché di Reana del Rojale, distante dieci chilometri.

La conoscenza tra la vittima e l’omicida confessa sembra risalire alla comune frequentazione di un Sert dell’area udinese. Anche se la donna, tra le poche parole intellegibili pronunciate agli investigatori, avrebbe invece farfugliato di una conoscenza risalente solo alla sera prima. In ogni caso, nessun legame sentimentale stabile prima della barbara esecuzione.