Martedì 23 Luglio 2024
ROBERTA RAMPINI
Cronaca

Uccisa incinta a 29 anni. Lo strazio della mamma: "Ho riavuto i tuoi oggetti, è come se tu fossi a casa"

Dissequestrata dopo un anno l’abitazione del femminicidio, il post della donna "Ho annusato ogni cosa, sento il tuo odore ovunque. Il dolore mi toglie il fiato".

Uccisa incinta a 29 anni. Lo strazio della mamma: "Ho riavuto i tuoi oggetti, è come se tu fossi a casa"

Uccisa incinta a 29 anni. Lo strazio della mamma: "Ho riavuto i tuoi oggetti, è come se tu fossi a casa"

SENAGO (Milano)

La foto ritrae un peluche grigio, una T-shirt bianca con la scritta Thiago, il nome del bambino che portava in grembo e un ritratto di Giulia su tela. Le parole provano a descrivere i sentimenti. "Cara Giulia, finalmente ho riportato tutto ciò che era tuo a casa. Ho pianto, mi sono disperata, distrutta, devastata. Ho annusato ogni singola tua cosa. Da ieri sera sento il tuo odore ovunque, vedo finalmente le cose come se fossi tornata a casa". È la storia pubblicata su Instagram da Loredana Femiano, mamma di Giulia Tramontano, uccisa con 37 coltellate il 27 maggio 2023, dal compagno Alessandro Impagnatiello, padre del bambino mai nato.

Dopo dodici mesi terribili, la mamma di Giulia è potuta entrare nell’appartamento di via Novella a Senago, in provincia di Milano, dove la coppia viveva e dove è avvenuto il delitto. Conclusi gli esami aggiuntivi dei carabinieri sul tappetto e sulla lavatrice, fondamentali per dimostrare la premeditazione dell’imputato, la Corte d’Assise di Milano ha autorizzato il dissequestro dell’abitazione e la famiglia di Giulia ha potuto recuperare effetti personali e oggetti che erano appartenuti alla 29enne. Un momento doloroso per mamma Loredana che in questi mesi è sempre stata molto riservata nel manifestare i propri sentimenti, ma che questa volta ha voluto condividerli.

"Ho un dolore immenso. Mi lacera, mi toglie il fiato. Mi squarcia il cuore, quello che resta". Un momento doloroso per una mamma che ora si trova tra le mani frammenti di vita della figlia che aveva lasciato Sant’Antimo, cittadina alle porte di Napoli dove era nata e cresciuta, per trasferirsi al Nord. Per lavoro, prima. Per amore, dopo. E invece proprio in quell’appartamento di via Novella, dove sognava la sua vita futura con il compagno Alessandro e il figlio Thiago, Giulia è stata uccisa. E lì mamma Loredana ha dovuto raccogliere gli ultimi ricordi della figlia. "Ho le tue cose ora qui sento il tuo odore in tutta la casa, ma tu? Giulia mia, vita mia, senza di te non sono più niente". Anche lunedì scorso 10 giugno, prima dell’ultima udienza nell’ambito del processo contro Impagnatiello davanti alla Corte d’Assise di Milano, la madre di Giulia aveva scritto un messaggio sui social. "Non è più tempo di orrore, non è più tempo di bugie, di egoismo e cattiveria. Chiunque ti abbia incrociato nel percorso della vita, conserva oggi un dolce ricordo che resterà un segno indelebile nella sua anima".

Qualche giorno prima aveva scritto una lettera indirizzata alla figlia. "Io sono ferma a quel 27 maggio. Non c’è giorno che io non immagini la mia giornata come se Giulia fosse ancora con me. Al mattino aspetto sempre il suo buongiorno. Aspetto, aspetto, aspetto. Poi mi ritrovo al cimitero e la mia illusione si spegne, anche lì vicino alla sua lapide è l’unico posto dove la sento mia". Parole per non dimenticare Giulia. Per condividere un "dolore che si trasforma". Mamma Loredana, come la sorella Chiara.

Intanto l’ex barman 31enne, accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi e rapporto di convivenza, tornerà in aula il prossimo giovedì 27 giugno e in quell’occasione verranno stabiliti i consulenti incaricati di redigere la perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise.