Turetta in cella con un altro detenuto. Legge romanzi e vede spesso i genitori

Il 22enne accusato dell'omicidio di Giulia Cecchettin trascorre le sue giornate in carcere leggendo romanzi della biblioteca, senza riprendere gli studi universitari. Rimane in una sezione normale del penitenziario e riceve costanti visite dei genitori.

Legge i romanzi della biblioteca del carcere Filippo Turetta, ma non ha ripreso in mano i libri dell’Università. Nella data che ha visto il conferimento della laurea alla memoria a Giulia

Cecchettin, il 22enne padovano – accusato di averla uccisa con 22 coltellate – ha trascorso un altro giorno come i tanti passati dal 25 novembre scorso, quando si sono aperte per lui le porte del carcere di Montorio. Turetta, rimasto a lungo nell’infermeria, è stato spostato in una normale sezione del penitenziario veronese: è un ‘detenuto ordinario’, rinchiuso con un altro compagno di cella, non più l’uomo che la direzione gli aveva messo accanto in infermeria per evitare eventuali atti suicidari. E ha gli stessi diritti di tutti di altri. Dalla vasta raccolta della biblioteca di Montorio può leggere i titoli dei romanzi e dei saggi che di volta in volta richiede: le prime letture erano state il romanzo di Puskin "La figlia del capitano", Era iscritto nella stessa università di Giulia e gli mancavano gli esami. Turetta continua a ricevere costantemente le visite dei genitori che non l’hanno mai lasciato solo.