Giovedì 20 Giugno 2024
LUCA FILIPPI
Cronaca

Trucidata dal fidanzato ventenne in Corsica

Alessandra, 46 anni di Livorno, è stata uccisa a coltellate in casa. Il convivente si è gettato dalla finestra all’arrivo della polizia: è morto

Alessandra Frati, livornese di 46 anni, lavorava come aiuto cuoca e aveva due figli

Alessandra Frati, livornese di 46 anni, lavorava come aiuto cuoca e aveva due figli

Uccisa dalle coltellate del convivente. Alessandra Frati, 46 anni di Livorno, è morta così in Corsica, nella notte tra martedì e mercoledì. Lavorava a Bastia come aiuto cuoca in un ristorante. Secondo quanto riferiscono i media locali, sono stati i vicini, intorno all’una di notte, a sentire delle terribili grida provenire dall’appartamento al quarto piano di avenue Emile Sari, nei quartieri nord di Bastia, dove Alessandra conviveva da qualche mese con un 21enne.

È stata chiamata la polizia. Quando gli agenti sono arrivati alla porta dell’appartamento, l’uomo si è rifiutato di aprire. Così hanno sfondato la porta . Hanno visto la donna a terra coperta di sangue e ferite, mentre il giovane è fuggito e si sarebbe lanciato da una finestra: è morto nella caduta al suolo. La donna è stata immediatamente soccorsa e portata in ospedale, ma non è sopravvissuta per le gravi lesioni. Il procuratore della Repubblica Ardaud Viorniery ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario. È stata disposta l’autopsia sul corpo della vittima per accertare nel dettaglio il tipo di violenze subite. Il convivente non era conosciuto dalle forze di polizia e non aveva precedenti. Si cerca di capire che cosa possa essere accaduto. Per questo vengono ascoltati i vicini di casa e i colleghi di lavoro della donna livornese. Si tratta del primo caso di femminicidio nel 2022 in Corsica, un’isola bellissima, ma dove purtroppo la frequenza dei delitti è sei volte superiore alla media della Francia.

Alessandra Frati lascia una figlia di 22 anni, Sandy, e un figlio, Kevin di 12 anni, che vivono a Livorno. La notizia della tragedia è rimbalzata ieri a Livorno: la figlia più grande, Sandy, lavora al bar Bengasi e ha preso la prima nave per Bastia. In Corsica dovrà collaborare alle procedure legali per il riconoscimento e per le indagini. Non è stato ancora comunicato quando il corpo della vittima verrà restituito alla famiglia, ma se dovrà essere eseguita l’autopsia come annunciato, servirà qualche giorno. A Livorno non si riesce a spiegare una simile tragedia. Alessandra Frati in passato aveva gestito alcuni bar a Livorno. In Corsica a Bastia viveva ormai da mesi lavorando per un ristorante, quindi conosceva bene la città e l’ambiente. Del resto Bastia e Livorno sono due città con rapporti stretti: si trovano a tre ore e mezzo di navigazione (sono 66 miglia marine, circa 120 chilometri) ed è normale per i livornesi recarsi dall’altra parte e viceversa. Anche la lingua non è certo un ostacolo, i corsi al di là del francese, preferiscono parlare un linguaggio che ha molte parole in comune con l’italiano.

Eppure qualcosa è andato storto nell’appartamento di Avenue Emile Sari a Bastia. Una brutta storia di cui sappiamo ancora poco, finita nella maniera più tragica per Alessandra, che probabilmente in Corsica cercava una nuova vita.