Travolto dall’odio social: "Uno squalo mi ha tolto una gamba. Ma Selvaggia Lucarelli è peggio"

Il 20enne attaccato da un pescecane in Australia, la blogger aveva criticato la raccolta fondi per le cure "Non sapevo dell’iniziativa dei miei amici e sono stato sommerso dagli insulti". La replica di lei: io faccio domande.

Travolto dall’odio social: "Uno squalo mi ha tolto una gamba. Ma Selvaggia Lucarelli è peggio"
Travolto dall’odio social: "Uno squalo mi ha tolto una gamba. Ma Selvaggia Lucarelli è peggio"

di Monica Raschi

"Il male che mi hai fatto nel momento in cui avevo più bisogno non lo puoi nemmeno immaginare. Tu, Selvaggia, sei molto più pericolosa dello squalo che mi ha aggredito". Matteo Mariotti, 20 anni, di Parma, ha perso la gamba sinistra, sotto il ginocchio, a causa del morso di un pescecane nelle acque australiane: dall’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, dove è ricoverato, sfoga tutto il suo dolore contro Selvaggia Lucarelli, opinionista e blogger, che ha sollevato dubbi sulla raccolta fondi avviata dagli amici del ragazzo sul portale GoFundMe, arrivata oltre 60mila euro poi bloccata a causa delle polemiche.

"Non sapevo nemmeno fosse stata avviata una raccolta fondi, ero in un letto di un ospedale in Australia – racconta –. Cercavo un conforto perché stavo malissimo ed ho trovato una montagna di odio nei miei confronti. Qualcuno è arrivato a dire che dovevo morire nella bocca di quello squalo. Non so quali colpe abbia. Sono andato in Australia per lavorare e studiare". Ieri pomeriggio la replica di Lucarelli: "Il caso Ferragni si ripete. Io chiamo, faccio domande, chiedo a cosa servono i soldi etc. Dall’altra parte gente che balbetta. Poi il tempo decide chi aveva ragione".

Matteo però vuole chiudere le polemiche e "pensare prima di tutto alla mia guarigione, poi vorrei tornare da mia nonna che amo tanto. E, quando sarà tempo, pensare al mio futuro: vorrei vivere di sport, studiare Biologia marina, perché vorrei aiutare la flora e la fauna. E tornare in quel bellissimo Paese che è l’Australia". I ricordi tornano a quel terribile momento (era il 9 dicembre) quando ha rischiato veramente di morire: "Ero in acque basse, in una spiaggia dove vanno le famiglie. Ho sentito un morso al piede ed ho capito subito cosa stava accadendo. In pochi attimi mi aveva trascinato una cinquantina di metri al largo – racconta –. Mi sono trovato a un metro dal suo muso e la mia gamba nella sua bocca. Sono riuscito a sfilarla nel momento in cui l’ha aperta leggermente nel modo classico che hanno di masticare. Gli ho dato un calcio sul muso e questo lo ha bloccato, mentre io nuotavo più veloce che potevo verso riva e un pezzo della mia gamba, con la pinna, era nella sua bocca. Credevo veramente che sarei morto. Lì c’era il mio amico Tommaso, infermiere, istruttore sub che mi prestato i primi soccorsi e portato in spalla verso i soccorsi che stavano arrivando".

Nonostante le prime cure in Australia, Matteo dovrà essere operato, probabilmente, più di una volta, come spiega il professor Cesare Faldini, ordinario dell’Università di Bologna e direttore Clinica Ortopedica 1 del Rizzoli: "I medici australiani ci hanno inviato la sua cartella clinica, stiamo studiando un primo intervento di modellamento e poi inizieremo con la protesi". Gaffe della Regione con il post "essere attaccati da uno squalo ha fatto la fortuna di cineasti come Steve Spielberg". Il post è stato tolto e aggiunte le scuse: "Non era intenzione della Regione mancare di sensibilità sulla tragica vicenda di Matteo Mariotti. Ci scusiamo per questa incomprensione".