Travolse e uccise il campione in bici Camionista pirata preso in Germania

Sessantaduenne tedesco incarcerato a sette mesi dall’incidente in cui morì il ciclista Davide Rebellin. Dopo l’impatto era fuggito in patria senza prestare soccorso. Il fratello della vittima: "Spero che paghi". .

di Riccardo Jannello

La polizia tedesca in collaborazione con quella italiana ha arrestato Wolfgang Rieke, 62 anni, il camionista indagato come responsabile della morte dell’ex ciclista professionista Davide Rebellin, 51 anni, il 30 novembre scorso a Montebello Vicentino. Solo da un mese il campione veneto aveva dato l’addio alle corse professionistiche al termine di una lunga e assai tormentata carriera con 67 vittorie e un argento olimpico tolto per doping: pur assolto in appello, quel premio non gli fu più restituito.

Il giorno della tragedia Davide si trovava nella sua terra – era nato a San Bonifacio di Verona il 9 agosto 1971 a una decina di chilometri dal luogo dell’incidente – per risolvere alcune questioni in banca. Il colloquio di quella mattina lo aveva stressato ancora di più e così decise di rilassarsi pedalando. A una rotatoria l’appuntamento col destino: sembrava che Rebellin l’avesse affrontata con imprudenza, invece i rilievi effettuati dalla polizia stradale, anche con l’ausilio delle telecamere e confermati dai colleghi tedeschi, hanno dimostrato che è stato l’autoarticolato che lo seguiva a compiere una manovra pericolosa. Inoltre Rieke dopo essersi fermato ed essere sceso dalla cabina è risalito e si è allontanato senza prestare soccorso. Era però stato fotografato da alcune persone presenti. La targa del Tir ha portato a una ditta di spedizioni in Renania Settentrionale-Vestfalia: il 30 novembre quel mezzo aveva effettuato un carico all’Interporto di Verona.

La motrice – alla quale avevano attaccato un rimorchio diverso – era stata sequestrata. Dalle perizie è risultato che il mezzo era stato lavato con detergente concentrato in modo da eliminare impronte, ma sulle parti plastiche erano comunque rimaste tracce compatibili con uno scontro e un corpo che era stato colpito. Il gip di Vicenza ha così potuto emettere il mandato di cattura europeo e Rieke è finito in carcere a Munster con le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso.

A questo punto la battaglia è tutta legale: in Germania il reato di omicidio stradale non esiste, ma per l’omissione di soccorso la pena prevista è di un massimo di tre anni. La richiesta dell’Italia è che Rieke venga estradato e giudicato qui per entrambi i capi di imputazione. Entro 60 giorni l’autorità tedesca dovrà pronunciarsi in merito. "Finalmente possiamo rendere giustizia a Davide – ha detto il fratello Carlo –. Il comportamento del pirata è stato inaccettabile e anche in questi mesi non si è mai fatto sentire, segno che non gliene fregava nulla. Ora spero che paghi adeguatamente per quello che ha fatto".