Torna il tagliatore di autovelox. Va in montagna e colpisce al Giau. Stessa tecnica dei raid a Rovigo

L’apparecchio messo fuori uso è posizionato sul passo a 2.200 metri: ogni anno multe per 500mila euro. Il Comune di Colle Santa Lucia (sopra a Cortina): "Sarà ripristinato a breve, metteremo una telecamera".

Avanti il prossimo? In Veneto, un altro autovelox va giù come un birillo e il rischio emulazione adesso monta considerevolmente. La vittima di metallo – la nona in appena sette mesi – stavolta cade al passo Giau, in Comune di Colle Santa Lucia, nel Bellunese. Basta un flessibile da un centinaio di euro, qualche secondo di scintille e il palo che regge l’occhio elettronico finisce piegato. Così i tornanti che uniscono la Val Fiorentina alla conca di Cortina d’Ampezzo restano senza presidio a 2mila metri. Festeggia l’ignoto esecutore della sentenza anti contravvenzioni e con lui brindano – virtualmente – tutti gli affezionati alla guida sportiva di montagna.

Meno felici gli amministratori di Colle Santa Lucia, comunità ladina abituata al generoso gettito stradale di un impianto in grado di firmare 5mila verbali annui per eccesso di velocità, con un gettito stimato attorno a 500mila euro, pari a 1.500 euro per ciascuno dei 366 abitanti. Un tesoro cui nessuno vuol rinunciare. "Atto deplorevole e irrispettoso verso tutta la comunità", fa sapere l’amministrazione comunale. E subito il sindaco Paolo Frena sporge denuncia promettendo di ripristinare i controlli "nel più breve tempo possibile" valutando anche l’installazione di telecamere di sorveglianza.

Con l’agguato del Giau, la guerra veneta agli autovelox sale di altitudine e probabilmente anche di tono. L’antefatto multiplo conta infatti otto vandalismi stradali tutti in pianura – e tutti nel Polesine – tra maggio 2023 e gennaio 2024: a Bosaro (due volte), a Giacciano con Baruchella, a Taglio di Po (due volte), a Corbola e a Rosolina. L’ultimo episodio rodigino data 3-4 gennaio, ovviamente di notte. Ogni blitz moltiplica gli applausi in rete e sui social. Esempio: "Vogliono solo far cassa... una cosa vergognosa...in Veneto è una situazione penosa...un autovelox ogni km... eddaiiiiii", si sfoga un utente su Il Volante.it.

Così il tuttora sconosciuto ’Fleximan’ – il supposto Robin Hood anti autovelox – è già un mito dei trasgressori del codice della strada stanchi di multe seriali favorite dalla collocazione troppo strategica dei dispositivi. "Spesso, anche se non sempre, con la scusa della sicurezza stradale le amministrazioni comunali e provinciali hanno fatto spuntare autovelox come funghi, piazzandoli nei posti più disparati, tranne dove effettivamente servirebbero, più per rimpinguare le casse dei loro enti che per reale volontà di ridurre gli incidenti", è l’annotazione di Mirco Gennari, segretario rodigino del Sindacato unitario lavoratori polizia locale.

Giordano Biserni, presidente dell’Associazione amici della polizia stradale, invita a non imitare i giustizieri di autovelox, "perché prima o poi vengono presi", e al tempo stesso suggerisce una riflessione di sistema: "La sicurezza si fa con più agenti in strada, invece troppi Comuni hanno più autovelox che vigili urbani". Segue proposta: "Tutte le multe locali per eccesso di velocità convergano in un fondo nazionale e poi siano suddivise. Non ci possono essere Comuni che vivono di multe. Solo così emergerebbe la reale vocazione alla sicurezza degli enti locali: se è davvero autentica".