Suicidio assistito dopo l’ok dell’Asl. Il primario: l’ho aiutato

Un uomo di quarant'anni ha scelto di porre fine alla sua vita piena di sofferenza con l'aiuto di un medico. Il tema è stato discusso da Giuliano Amato e dalla Corte Costituzionale, che ha constatato la sofferenza senza luce. Primo caso in Toscana.

Suicidio assistito dopo l’ok dell’Asl. Il primario: l’ho aiutato

Suicidio assistito dopo l’ok dell’Asl. Il primario: l’ho aiutato

La notizia è trapelata ieri, ma il caso risale ai primi mesi dell’anno. Si tratta del primo in Toscana di suicidio medicalmente assistito, con il via libera del Servizio sanitario regionale. Top secret, per motivi di privacy, la condizione del paziente: si sa solo che è un uomo (un quarantenne) che ha scelto di chiudere la sua esistenza piena di sofferenza facendosi accompagnare nell’ultimo viaggio da un medico pisano: Paolo Malacarne (nella foto), ex primario (oggi in pensione) del reparto di rianimazione dell’ospedale di Pisa. Il tema è stato al centro di un seminario organizzato a Pisa dalla Scuola Superiore Sant’Anna e al quale ha partecipato da remoto pure Giuliano Amato: "In questa materia – ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale - vediamo nettamente la contrapposizione fra l’autodeterminazione e il vedere la vita come un dono: questo genera un impasse, che vediamo riflesso anche nel blocco del Parlamento, che non riesce a decidere. La Consulta, nel 2019, ha constatato che in determinate circostanze la vita non è ritenuta degna di essere vissuta da chi la sta vivendo e che non ci sono speranze che possano esserci giorni migliori. Si tratta di sofferenza senza luce".