Sabato 13 Aprile 2024

Stuprata dal branco. Sequestrata e minacciata dopo le nuove denunce: "Ritira tutto o ti uccidiamo"

La 20enne violentata da sette ragazzi l’estate scorsa, aveva raccontato di altri abusi subiti. A Pasqua è stata caricata su un’auto e portata via davanti al fidanzato. Nei guai un giovane (già indagato) e la madre: le hanno puntato contro un machete.

La sua vita sembra essere finita in una spirale diabolica. Lei è la ragazza stuprata il 7 luglio scorso da un branco di sette giovanissimi –uno ancora minorenne – all’interno di un cantiere del Foro Italico, a ridosso del lungomare di Palermo. Un’esperienza terribile che la ragazza ha avuto la forza di raccontare agli inquirenti facendo arrestare i suoi sette aguzzini. Uno di questi, all’epoca minorenne, è stato condannato a 8 anni, gli altri sei attendono il processo che si apre il 19 aprile.

Nel corso degli interrogatori il pm aveva chiesto alla giovane se avesse subito molestie precedenti. E lei aveva fatto nomi, descritto situazioni e luoghi, raccontato episodi su cui cercano ora di fare luce gli investigatori. Ed è proprio questo capitolo, apparentemente secondario rispetto al vergognoso stupro del branco, ad aver fatto vivere alla ragazza un’altra notte di terrore e angoscia. È sabato sera, poco prima di mezzanotte, lei, che oggi ha 20 anni, se ne sta in piazza a Ballarò a chiacchierare con il fidanzato che lavora in un pub. Sembra una serata tranquilla, cullata dal tepore siciliano. E invece no, alla coppia si affianca un’utilitaria guidata da un giovane che chiameremo Salvio, uno di quelli "segnalati" dalla 20enne agli investigatori perché protagonista di abusi sessuali prima del 7 luglio e pertanto indagato. Il giovane si porge e le scarica addosso una valanga di insulti, poi ferma l’auto e con l’aiuto della madre strattona la ragazza continuando a gridarle contro: "Stronza, devi andare a ritrattare, altrimenti ti ammazziamo". Lei è frastornata, il fidanzato cerca di reagire, ma qualcuno gli punta un coltello alla gola mentre Salvio e la madre spingono in auto la ventenne.

Un sequestro in piena regola, nell’affollata notte di Ballarò. Il fidanzato della ragazza, dopo qualche attimo di incertezza, si reca alla caserma dei carabinieri di Carini e racconta l’aggressione e il sequestro. Ma proprio mentre si stanno accendendo i motori delle auto dei militari, arrivano Salvio, la madre e la giovane sequestrata. "Sì, sono proprio loro", esclama il fidanzato, mentre la 20enne sotto choc conferma l’aggressione subita dai due che volevano che ritirasse le accuse. "Ho spiegato che non potevo farlo perché la Procura procede d’ufficio, non hanno voluto credermi e mi hanno presa a botte, minacciandomi di uccidermi". Alle 7 del giorno di Pasqua la ragazza – che ha riferito di essere stata minacciata con un machete – torna a casa, i due aggressori ( mamma e figlio) restano in caserma e vengono indagati. La 20enne ha dovuto combattere in questi mesi contro una campagna diffamatoria spaventosa nei suoi confronti, con attacchi social furiosi da parte dei familiari e degli amici dei sette arrestati. Nonostante questo, ci ha messo la faccia, anche in televisione, ha combattuto con coraggio una battaglia per riavere la sua vita ed essere di esempio a tante ragazze.

"Spero che il mio caso serva e si riducano gli episodi di violenza. Mi scrivono donne che mi dicono che il mio caso le ha spinte a denunciare e sono contenta. Ma non è bello vivere resistendo a tutto ciò che ti succede; più che vita la mia è una specie di sopravvivenza. Spero che si trasformi in una vita felice". Ma l’episodio di Ballarò dimostra che per lei il percorso è ancora tutto in salita. Tanto che il suo avvocato pensa di portarla in una comunità protetta.