Capoterra, 15enne accoltellato da un compagno fuori da scuola. Si toglie da solo la lama dal collo e si accascia: è gravissimo

Il ferito è in pericolo di vita, lesionata l’arteria del collo. La lite davanti all’istituto superiore ‘Sergio Atzeni’ in provincia di Cagliari. Un 14enne è in stato di fermo. Gli insegnanti: epidemia di violenze. Valditara: approvare ddl su voto in condotta

L'esterno dell'Istituto superiore Sergio Atzeni di Capoterra (Cagliari) (Ansa)

L'esterno dell'Istituto superiore Sergio Atzeni di Capoterra (Cagliari) (Ansa)

Cagliari, 4 dicembre 2023 - Una lite fra studenti è sfociata nel pomeriggio in un accoltellamento davanti all'istituto superiore 'Sergio Atzeni' di Capoterra (Cagliari). Un quattordicenne di Sarroch (Cagliari) è in stato di fermo per aver colpito al petto con un coltello da cucina un compagno di scuola di 15 anni, residente a Capoterra. Non sono ancora chiari i motivi del litigio avvenuto poco prima delle 14 all'uscita di scuola. Indagano i carabinieri della compagnia di Cagliari. Il ferito, in pericolo di vita, è stato trasportato all'ospedale Brotzu di Cagliari dall'elisoccorso. 

Il fendente gli ha lesionato l'arteria del collo ed è stato operato nel reparto di Angiografia dell'ospedale Brozu di Cagliari. Durante l'intervento chirurgico i medici gli hanno applicato uno stent: ora il ragazzino si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva post operatoria. I medici mantengono la prognosi riservata.

Nel frattempo i carabinieri della Stazione di Capoterra e della Compagnia di Cagliari stanno lavorando per ricostruire l'episodio. I due studenti dell'Atzeni, da quanto si apprende, sono usciti assieme intorno alle 13 dall'istituto e si sono diretti verso la fermata dell'autobus. Non si sa bene cosa è accaduto, forse hanno avuto un litigio. All'improvviso il 14enne ha estratto un coltello da cucina e ha ferito il compagno tra il petto e il collo. Secondo alcune testimonianze, sarebbe stato lo stesso studente di 15 anni ad estrarsi da solo il coltello, poi si è accasciato a terra. È stato soccorso da alcuni compagni e dal dirigente scolastico che ha chiamato il 118 e i carabinieri. Intanto l'accoltellatore è stato bloccato dagli altri studenti che lo avrebbero anche aggredito.

Sul posto sono poi arrivati i militari dell'Arma di Capoterra e di Cagliari e l’elisoccorso che ha trasportato il ferito in ospedale. I carabinieri hanno sentito i vari testimoni e l'aggressore che è stato portato in caserma: rischia l'accusa di tentato omicidio. 

L’accaduto riporta in primo piano il tema della violenza nelle scuole. “Quanto accaduto oggi – dice il ministro dell’Istruzione e del merito Valditara - desta grande preoccupazione. Siamo in contatto costante con la direzione scolastica regionale per accertarci delle condizioni del ragazzo ferito e per appurare la dinamica dell'evento. Questo ennesimo fatto di violenza evidenzia ancora una volta la necessità di riportare la cultura del rispetto nelle nostre scuole. Auspico che quanto prima il Parlamento approvi il disegno di legge sul voto in condotta e le misure riparative". 

"Stento a crederci, sembra un'epidemia di violenze. Forse dovremmo badare anche a certi video che girano tra i ragazzi e che esaltano violenza e le gang", ha detto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale di Gilda Insegnanti interpellato dalla Dire. Di Meglio era intervenuto anche a RaiNews24 sul caso di violenza in una scuola a Carpi dove la vittima era stato un docente: "Purtroppo non è una novità, quella di Carpi è l'ennesima aggressione ai danni di un docente e il Gilda Insegnanti è in prima linea per fronteggiare questi fenomeni che purtroppo si stanno moltiplicando". "Abbiamo avuto un primo accoglimento dal ministero dell'Istruzione - ha aggiunto Di Meglio a Rainews24 - tuttavia ancora occorrono ulteriori provvedimenti per garantire la sicurezza nelle scuole. In questi anni il rispetto verso le istituzioni pubbliche è crollato e bisogna attuare un'opera di sensibilizzazione per ridare autorità e autorevolezza al ruolo degli insegnanti". "E' un bene che se ne parli - ha concluso Di Meglio - e che l'informazione porti alla luce tutto ciò, per far sì che gli insegnanti non siano lasciati soli e che la scuola non si trasformi in un luogo dove sfogare le criticità di una società sempre più violenta".